Villa Borghese

DOMENICA 12 APRILE PASSEGGIANDO CON LEGAMBIENTE TRA LE VILLE CARDINALIZIE

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Domenica 12 aprile Legambiente Circolo le Rondini organizza una PASSEGGIATA TRA LE VILLE CARDINALIZIE. L’iniziativa è gratuita, ed è a scopo sia culturale, e sia ambientale. Si potranno ascoltare le spiegazioni storiche, architettoniche, ed urbanistiche del noto architetto Paolo Prignani, che ci farà gentilmente da guida lungo il percorso, e si potrà sensibilizzare l’opinione ad una stile di vita con meno macchine partecipando alla passeggiata oltre che a piedi anche con: bicicletta, mono pattino, pattini, e skateboard. Inoltre questa iniziativa è anche un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che la Riserva Naturale (provinciale) di Villa Borghese non è ancora aperta al pubblico. Il Parco di Villa Borghese è infatti la seconda riserva naturale del territorio di Anzio e Nettuno, dopo Tor Caldara, ma poche persone lo sanno, costituisce una ricchezza ambientale notevole, e rappresenta parte del patrimonio naturale del territorio.   (di seguito il link della Provincia relativo alla Riserva ).

http://www.provincia.roma.it/percorsitematici/ambiente/approfondimento/4339

Le ville cardinalizie costituiscono una parte importante del patrimonio storico della città di Anzio. Costruite in punti panoramici, ognuna di loro era circondata un tempo da un grande parco, e spiccava con evidenza guardando la costa dal mare. Adesso le Ville sono inglobate all’interno del tessuto urbano. Nel corso del tempo il parco di ogni villa è stato man mano mangiato dalle abitazioni della popolazione, nel divenire della trasformazione della città.  Villa Borghese è ancora adesso una residenza privata, ed è l’unica ad avere mantenuto un grande parco attorno (ora riserva naturale), anche se molto più piccolo rispetto all’estensione originaria. Villa Adele, Villa Albani, e Villa Sarsina  sono invece edifici pubblici, e costituiscono importanti punti della vita pubblica ed istituzionale. Villa Adele è la sede del Museo Archeologico di Anzio e del Museo dello Sbarco, e ospita importanti uffici comunali. Villa Albani è attualmente una sede asl ed è adibita a struttura ospedaliera. E Villa Sarsina, che ospita l’ufficio del Sindaco, altri uffici comunali, e le sedute dei Consigli Comunali.

L’appuntamento è alle ore 09.00 in Via Antonio Gramsci, davanti al cancello di Villa Borghese. La spiegazione storica ed urbanistica avverrà dall’esterno del cancello. Poi si proseguirà verso Villa Adele, attraverso Via Cupa, una delle vie storiche di Anzio. Dopo le spiegazioni, e dopo avere eventualmente ammirato “la sala delle conchiglie”, si passerà attraverso il parco della Villa, ora giardino comunale ben curato, fino ad attraversare il parco di Villa Albani e ad arrivare sotto l’edificio cardinalizio. Per ultima si potrà ammirare Villa Sarsina, recentemente restaurata dal Comune. La fine della passeggiata è prevista per le ore 13.00.

Come richiesto gentilmente dal circolo di Legambiente, è preferibile comunicare l’adesione all’indirizzo e-mail: circolo_legambiente@yahoo.it   o telefonicamente ai numeri indicati nella locandina o comunicando la partecipazione nella pagina fb dell’evento (di seguito riportata).

https://www.facebook.com/events/1577602559156341/permalink/1579515485631715/

 

Angela Pensword
addetto stampa Legambiente
Circolo Le Rondini

 

passeggiata Ville cardinalizie Anzio 12 aprile 2015 Legambiente
passeggiata Ville cardinalizie Anzio 12 aprile 2015 Legambiente

 

 

A Villa Adele prove di Storia a ritroso nel tempo

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Di Claudio Tondi

Quindici persone si sono ritrovate attorno al tavolo della sala multimediale della biblioteca comunale di Anzio per il primo dei 4 incontri mensili che la prof. Antonietta Bonaventura propone per diffondere una conoscenza più approfondita della storia del nostro territorio. Diciamo “territorio” non a caso perché oggetto degli incontri è l’area compresa fra Tor Caldara e Torre Astura che va vista come una unica realtà, quale in effetti è sempre stata considerata e chiamata: col nome “Antium” fino al tempo di Carlomagno (IX secolo) e con quello di “Nettuno” da allora fino all’Ottocento quando fu adottata dal papato una ripartizione amministrativa che distinse l’area in due città. Questo tanto per chiarire come non ci sia da stupire se leggendo un catastale del Settecento troviamo Tor Caldara classificata come Nettuno o se negli annali di età romana Torre Astura fosse collocata tranquillamente in Antium.

Questo primo appuntamento voleva essere quello destinato solo a definire insieme ai partecipanti il metodo da seguire nel prosieguo. Ma, dopo aver condiviso tutti l’approccio di risalire alla conoscenza del passato partendo dall’osservazione del presente, è stato inevitabile che cominciasse il flusso di informazioni, documenti, confronti, ricostruzioni a cui Antonietta ci ha abituati. Un solo esempio valga a dare un saggio dei contenuti ed anche del metodo:  le finestrelle della sala in cui ci troviamo si affacciano sul viale Paolini che dal centro sale alla stazione; la strada è fiancheggiata dal muro di contenimento del giardino di Villa Adele appena sotto di noi. Ebbene questo stesso muro segnava un tempo il confine con la adiacente Villa Albani. E al di là di Villa Albani, lungo via Roma, altro muro, altro confine, quello con Villa Sàrsina, la predominante. Mentre alle nostre spalle, verso Nettuno, un ultimo confine divideva la proprietà da quella dei Borghese. Quattro enormi tenute affacciate sul mare e saldate una accanto all’altra a rubare spazio al bosco, la Selva di Nettuno, che nel 1600, quando queste ville furono costruite, aveva da tempo coperto nuovamente  tutto quanto.

Qui in biblioteca il tempo è volato e ne è rimasto appena per stabilire il calendario dei prossimi incontri che si terranno nello stesso luogo,  sempre dalle 16 alle 17, nei giorni 14 gennaio, 11 febbraio, 11 marzo e 15 aprile 2015. Prenda nota chi vuole partecipare. Non è mancato un compito da fare a casa: osservare la città (o meglio le città, dato che l’oggetto dello studio è l’entità Anzio/Nettuno),  trarre spunti da approfondire, scoprire connessioni e tracce del passato da un muro superstite o da un tratto di strada.

Insomma incuriosirsi per questo luogo che merita di essere ben più conosciuto di quanto attualmente non sia, in fondo non dipende che da noi stessi. Alla prossima!

costume femminile di Nettuno 1840
costume femminile di Nettuno 1840

Nella figura il costume tradizionale di Nettuno in una litografia ottocentesca. In esso sono evidenti le tracce di influenza saracena (che lo faranno fra l’altro oggetto di critica e modifica da parte del Papa) a testimonianza che la presenza turca nel territorio non fu cosa di semplici scorrerìe ma si trattò di un vero e proprio insediamento protratto nel tempo, come del resto altri segni perfino nell’entroterra confermano.