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Estate 2017 SETTIMA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA ANZIO NEL CINEMA

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di Angela Pensword

Nella estate 2017 si svolge la settima edizione della RASSEGNA CINEMATOGRAFICA ANZIO NEL CINEMA.

La rassegna nasce alcuni anni fa da un’idea di Patrizio Colantuono e dopo un paio di anni di stop riprende, su grande richiesta dei residenti e dei villeggianti ma anche per grande volontà di Colantuono e dell’amministrazione nella figura del Sindaco Luciano Bruschini, dell’Assessore alla cultura Laura Nolfi e della dirigente comunale Angela Santaniello  e con la collaborazione del Museo Civico Archeologico, del Museo dello Sbarco e della Proloco Porto d’Anzio, potenziata nelle proiezioni. Nelle precedenti edizioni difatti le serate cinematografiche erano circa sette. L’edizione 2017 ne prevede 13. L’entrata è gratuita, quindi si tratta di una iniziativa messa a disposizione della popolazione.

Quest’anno l’edizione è dedicata ad Amedeo Nazzari, noto attore che negli anni ’50 soggiornava nel periodo estivo insieme alla propria famiglia nella propria Villa di Anzio, e che in quel periodo divenne il principale sostenitore economico dei festeggiamenti del Patrono S. Antonio. Durante la presentazione Patrizio Colantuono spiega “ricordo l’attore Amedeo Nazzari, ero giovane e mi sembrava particolare il fatto che anche un Santo avesse bisogno di uno sponsor, ma sin da allora mi ero riproposto di ricambiare in qualche modo l’impegno e l’affetto che l’attore ha dimostrato nei confronti nostri e della nostra cittadina.  È arrivato quel momento.  La settima edizione della rassegna cinematografica Anzio nel Cinema è dedicata ad Amedeo Nazzari”.

Rinfresco Villa Adele Anzio nel Cinema 2017

La Rassegna inizia il 5 agosto con il film “Le notti di Cabiria”, con Giulietta Masina, Francois Perier e Amedeo Nazzari, regia di Federico Fellini, un delicato e toccante film che ho avuto la fortuna di vedere proprio grazie alla rassegna. Per l’occasione la rassegna ha avuto il piacere di invitare ed ospitare la figlia di Amedeo Nazzari, Evelina Nazzari, attrice cinematografica e teatrale italiana, accolta nel pomeriggio con un piccolo rinfresco presso Villa Adele dalle autorità, dall’Assessore Nolfi, dalla direttrice del MCA Giusy Canzoneri, da Patrizio Colantuono, con la presenza di esponenti della cultura locale. Nella seconda parte del pomeriggio Evelina Nazzari ha potuto visitare, sotto la guida di Patrizio Colantuono, la sede distaccata del Museo dello Sbarco dove sono esposte fotografie riferite alla storia di Anzio nel cinema, tornando successivamente a Villa Adele per visitare il Museo Civico Archeologico, per poi giungere in serata presso la Villa Imperiale di Nerone ed aprire ufficialmente la rassegna. Nel corso della serata è stata consegnata ad Evelina Nazzari una targa in onore del padre, e l’attrice ha voluto ricordare qualche episodio della sua permanenza estiva da bambina ad Anzio.

Evelina Nazzari presso Museo dell Sbarco in Piazza Pia con Patrizio Colantuono

Se si pensa che ad Anzio sono stati girati oltre 700 (settecento) si rimane increduli. È un dato sorprendente che di fatto rende il nostro territorio una specie di set cinematografico. Ciò è dovuto sia alla bellezza e alle caratteristiche del territorio, sia alla vicinanza con Roma, e sia alla fama di set della quale ormai godeva il territorio di Anzio e di Nettuno nel periodo d’oro del cinema.  Riportando alcune riflessioni di Patrizio Colantuono “dopo Cinecittà veniva Anzio”, e “nel periodo d’oro del cinema italiano anche Anzio ha contribuito fortemente  alla storia del cinema”. Ma il nostro territorio era anche un rinomato luogo di villeggiatura. Poteva capitare che registi che venivano in vacanza ad Anzio incontrassero casualmente un volto che destava loro tale interesse tanto da puntare su di lui come attore.

È il caso ad esempio di Adelmo di Fraia, pescatore di Anzio, divenuto attore di fama internazionale, scoperto dal regista Roberto Castellani esponente del neorealismo cinematografico. Adelmo di Fraia fu scelto per girare il film “Il brigante” che vinse poi il Leone d’Argento a Venezia nel 1961. “Il Brigante” non è in proiezione quest’anno ma, da quanto ha anticipato Colantuono probabilmente lo sarà l’anno prossimo. Altri volti locali scoperti dal mondo del cinema sono Giovanni  e Domenico Cianfriglia, Giovanni dell’Ovo, Armando Bottini, diventati poi attori famosi. In quanti di chi legge, soprattutto nelle giovani generazioni, sanno che il film “Cleopatra” con Elizabeth Taylor e Richard Burton, regia di Joseph L. Mankievicz, del 1963, è stato girato presso Torre Astura a Nettuno? Sicuramente in troppo pochi. Le navi in legno utilizzate nel colossal sono state costruite appositamente per le riprese presso il cantiere navale locale Lazzarini. Il film  Cleopatra verrà proiettato il 16 agosto alle ore 21,30.  Relativamente al territorio come set cinematografico basta pensare anche agli innumerevoli western che sono stati girati all’interno della riserva naturale di Tor Caldara, con attori tra i quali Giuliano Gemma, Bud Spencer, Terence Hill, Steve Reeves. Ne sono stati girati oltre 60 (sessanta). Anche successivamente al periodo d’oro del cinema italiano Anzio rimane un punto di riferimento e di interesse importante per il mondo del Cinema. Ancora oggi il nostro luogo viene scelto per girare scene di film, o films interi. Un esempio è il recente lavoro di Checco Zalone nel 2016 nel film “Quo vado?” girato all’interno della Riserva naturale di Tor Caldara. “Quo Vado?” sarà proiettato il 6 agosto.  Un altro esempio che si può portare è “Il cuore grande delle ragazze” di Pupi Avati, del 2011, che sarà proiettato il 10 agosto.

Il ruolo che ha avuto Anzio nel cinema, ma anche che ha avuto il Cinema per Anzio, costituisce un connubio che fa parte della recente storia e cultura del territorio, e come tali è importante diffonderle. Ecco quindi che una idea semplice, una iniziativa vulcanica come lo sono molte delle idee di Patrizio Colantuono, risulta essere molto importante per diffondere la conoscenza della cultura e della storia del nostro territorio e contribuire alla sua valorizzazione. Offrire una iniziativa di questo genere contribuisce ad aumentare l’offerta culturale ma anche di intrattenimento sul nostro territorio, unendo quindi così cultura, storia, intrattenimento, e turismo.

immagine della serata

Di seguito riporto il volantino della rassegna le cui proiezioni si svolgono presso la Villa repubblicana Imperiale di Anzio, nota come Villa di Nerone, sempre alle ore 21,30:

sabato  5 agosto “LE NOTTI DI CABIRIA”
con Giulietta Masina, Francois Perier, Amedeo Nazzari, regia di Federico Fellini.
(omaggio a Amedeo Nazzari).

Domenica 6 agosto QUO VADO?
Commedia di e con Checco Zalone, regia di Gennaro Nunziante.
(scene da Tor Caldara).

Lunedì 7 agosto THE WALL
Film concerto del 2014 diretto da Roger Waters e Sean Evans e basato sul tour musicale The Wall Live.
(scene da Tor Caldara).

Martedì 8 agosto IL TALENTO DI MR RIPLEY
Film drammatico del 1999 diretto da Anthony Minghella.
(scene da Il Paradiso sul mare e dalla riviera di Levante).

Mercoledì 9 agosto ETTORE LO FUSTO
film del 1972 diretto da Enzo G. Castellari.
(scene dal centro di Anzio).

Giovedì 10 agosto IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE
commedia del 2011 regia di Pupi Avati.
(scene dalla Villa di Nerone e da una Villa della riviera di levante).

Sabato 12 agosto CRIMEN
commedia all’italiana del 1960 con Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Dorian Gray, Franca Valeri, Silvana Mangano, Bernard Blier, regia di Mario Camerini.
(scene da Il Paradiso sul Mare).

Domenica 13 agosto ULYSSE
film epico di avventura con Kirk Douglas, Silvana mangano, Anthony Quinn, regia di Mario Camerini.
(scene dal Porto di Anzio e da Tor Caldara).

Mercoledì 16 agosto CLEOPATRA
colossal del 1963 con Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, regia di Joseph L. Mankiewicz.
(scene di Anzio: arrivo in biga di Antonio e disfatta di Antonio, e di Nettuno a Torre Astura: Alessandria).

Giovedì 17 agosto LA MAZZETTA
Film del 1978 con Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Paolo Stoppa, Marisa Laurito, regia di Sergio Corbucci.
(scene del Porto di Anzio).

Sabato 19 agosto QUO VADIS
Colossal del 1951 regia di Mervyn LeRoy
(scene da Tor Caldara e dalla Villa di Nerone).

Domenica 20 agosto L’EMIGRANTE
Film del 1973 con Adrian Celentano e Claudia Mori, regia di Pasquale Festa Campanile.
(scene da Il Paradiso su Mare).

Lunedì 21 agosto CAMERIERI
con Paolo Villaggio, Diego Abatantuono, Marco Messeri, Antonio Catania, Enrico Salimbeni, Antonello Fassari, Caro Croccolo, regia di Leone Pompucci.
(scene dalla Riviera di Levante – Il Tirrena)
(Tributo alla morte di Paolo Villaggio).

La Rassegna si conclude il 21 agosto con il film “Camerieri” che, scelto proprio per la chiusura della rassegna, vuole essere un tributo alla recente scomparsa dell’attore Paolo Villaggio.

Innumerevoli sono i film girati interamente o parzialmente sul territorio, o le storie legate al mondo cinematografico che ci coinvolgono. Per saperne di più e vedere del materiale d’epoca, come poster e foto, consiglio di andare a visitare la sede distaccata a Piazza Pia (Anzio) del Museo dello Sbarco, che attualmente ospita la collezione privata in argomento di Patrizio Colantuono. L’orario di apertura della sede in Piazza Pia è: tutti i pomeriggi dalle 18,30 fino alle 23,00.

Buona visione!

(Foto di Angela Pensword)

POST BALLOTTAGGIO E ARDEA

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Di Angela Pensword

Domenica 25 giugno si sono svolti in 111 comuni italiani, (101 comuni nelle Regioni con Statuto ordinario e in 10 comuni nelle Regioni a Statuto speciale), i ballottaggi per la scelta del Sindaco. Il primo turno delle amministrative, svoltosi il giorno 11 giugno, aveva evidenziato come risultato la tenuta del centrosinistra, una ripresa del centrodestra, un flop del M5S, e l’importanza delle liste civiche. In realtà i ballottaggi si sono svolti in quasi tutti i comuni del primo turno (considerando quelli con popolazione superiore ai 15.000 abitanti) perché quasi nessun candidato è risuscito al primo turno a superare il 50%. Il Movimento ha perso in quella fase anche grazie alle proprie divisioni interne. Ma anche il PD è diviso internamente, e questo ha certamente inciso nella sconfitta che lo ha riguardato nei ballottaggi, consegnando al centrodestra la maggior parte dei grandi comuni e dei capoluoghi. Anche nella vicina Ardea si sono svolte le votazioni, che hanno visto contrapporsi invece il M5S con Mario Savarese per l’unica lista a lui collegato, contro Alfredo Cugini per le numerose liste civiche a lui collegate di area sinistra – centro sinistra o semplicemente civiche. Ha vinto il M5S di Savarese. Dove sono andati i voti dei delusi e degli sconfitti, almeno una loro parte? Analizziamo questo dato. Se al primo turno le percentuali di preferenze sono:
Cugini                                      voti 7344    38,94%
M5S Savarese                           voti 6109    32,39%
civica Cantore Alessandra           voti 1494      7,92%
civica Giordani Massimiliano      voti 1299      6,88%
civica Fanco Luca                      voti 1164      6,17%
civica Luca Vita                        voti   645      3,42%
civica Fasoli Monica                  voti   480      2,54%
civica Tamanti Barbara              voti   320      1,69%

Ed al ballottaggio le percentuali di preferenza sono:
Cugini                                      voti                  35%
M5S Savarese                           voti                  65%
e mostrano una leggera flessione per Cugini ed una impennata per Savarese con un affluenza alle urne di quasi il 40%, è ovvio ipotizzare che il M5S vince anche con i voti della destra. Il risultato di Ardea non mi sorprende. Del resto è la stessa cosa che è capitata a Nettuno. Quindi niente di strano se la stessa cosa capiterà prossimamente nel nostro territorio di Anzio. La gente è ormai stanca dei vecchi partiti, e si rifugia in M5S o nelle liste civiche. Liste civiche nelle quali spesso si insidiano i vecchi partiti e chi conosce bene l’arte del riciclo, ma nelle quali si possono infilare anche i “puri” movimenti. Cosa capiterà ad Anzio? Vincerà il M5S con il sotterraneo aiuto di una destra attraverso l’aiuto delle liste civiche? O viceversa? Per adesso è fantapolitica. In ogni caso chiunque sta in panchina avvantaggia l’avversario. E certamente se il Pd locale continua cosi non vincerà nemmeno ad Anzio.

P.s., dimenticavo: indipendentemente da chi vince, da chi ha vinto, e da chi vincerà, un sincero augurio di buon lavoro.
Perché l’importante è lavorare bene, e collaborare tra le forze per l’interesse comune collettivo.

Per i dati:
http://www.repubblica.it/static/speciale/2017/elezioni/comunali/ardea.html?refresh_cens

 

Bormida ed Anzio non sono poi così distanti

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di Angela Pensword

In provincia di Savona (Liguria) vi è un paese, Bormida, il cui Sindaco, Daniele Galliano, ha pensato ad un incentivo particolare per contrastare lo spopolamento del paese: 2000 euro a chi affitterà o comprerà casa trasferendo lì la propria residenza. Bormida è una dei tanti paesi italiani vittime dell’emorragia dei propri abitanti verso le città, con la conseguente agonia dell’attività e della vita locale. Ma forse, proprio perché adesso anche le città sono in crisi di lavoro e come qualità della vita, e sempre più persone vogliono tornare a vivere in luoghi con una dimensione più naturale ed umana, questi luoghi, in alcune condizioni, potrebbero tornare ad avere una chance in più e nuova vita. … 

L’incentivo degli euro per “tornare” non può bastare, ma può essere un primo passo, poi bisognerebbe dare la motivazione per “restare”. … 

Leggendo la notizia faccio una serie di riflessioni. … 

La prima è che Bormida sembra un paese che ha bisogno non solo di incrementare i propri abitanti per non morire, ma anche di produrre. Se le persone vanno via è perché non c’è lavoro, quindi o si crea il lavoro, o si produce il cibo. Ho immaginato quindi una realtà che potesse essere incrementata ma autosufficiente, ed ho cercato in internet “comunità autosufficienti”, venendo a contatto con l’interessante realtà sociale delle “comunità intenzionali”. Senza arrivare a tanto si possono prendere degli spunti. Non conosco bene questo fenomeno e le trovo forse troppo chiuse, mi piace adesso fare dei parallelismi e pensare ad una amministrazione di un Comune (in generale) che valorizzi la propria produzione e le proprie potenzialità. La valorizzazione delle proprie potenzialità non è necessariamente legata alla chiusura. La crescita e la comunicazione non sono in antitesi. Prima di tutto deve avvenire la crescita (bisogna avere qualche cosa da comunicare), altrimenti non si esiste. Ma spesso anche la comunicazione dall’esterno può portare a crescere. … 

Mi ricollego a Bormida. Forse tale paese dovrebbe prima attirare persone, poi valorizzare le proprie potenzialità e ricchezze, ed allora potrebbe essere maggiormente in comunicazione con il mondo e diventare un punto di richiamo turistico o altro (senza necessariamente diventare nel frattempo una comunità intenzionale). Vi sono anche molti bandi regionali o europei che possono servire alle realtà locali per valorizzare il proprio territorio. … 

Poi mi collego al protezionismo, in ambito nazionale, europeo, ed internazionale, in uno dei miei voli pindarici saltando dall’autosufficienza, e penso che in alcuni casi il protezionismo sia sano e necessario (ad esempio in caso di concorrenza sleale). Ma è anche vero che a parità di qualità, di salute, e di condizioni di produzione, la libera concorrenza è un fattore positivo a livello globale. … 

Infine mi collego ad Anzio. Tralasciando l’incentivo iniziale attuato dal Sindaco di Bormida, fatto del quale Anzio non ha bisogno, vi è poi lo step successivo al quale pensare: l’organizzazione e la valorizzazione della produzione e delle potenzialità del territorio. Anzio, un territorio con diverse problematiche, ma ancora dalle grandi potenzialità. Anzio un territorio cresciuto a dismisura, con un piano regolatore (per fortuna a bassa densità) che non ha tenuto conto di salvaguardare il patrimonio archeologico e le bellezze naturali, valore storico e futuro del luogo. Anzio un territorio male organizzato. Certo c’è di peggio ma non è una scusante, e si potrebbe stare meglio. Anzio, un territorio con periferie senza adeguati servizi. Perché non valorizzare al massimo il valore archeologico e ambientale de luogo? Perché non valorizzare al massimo la produzione locale agricola, i prodotti ittici? Perché non utilizzare i bandi regionali ed europei per valorizzare le risorse e le potenzialità del luogo? Perché … ? Ad Anzio molti arrivano, ma molti anche scappano, e tra questi ultimi ci sono spesso i giovani sempre per carenza di lavoro. Perché non invertire la rotta? In definitiva Bormida ed Anzio non sono poi così diverse …

In argomento: 

http://siviaggia.it/notizie/2000-euro-chi-andra-a-vivere-a-bormida-lha-detto-sindaco/176573/

http://viverealtrimenti.blogspot.it/2008/10/comunita-intenzionali-ed-ecovillaggi-in.html

http://www.comune.bormida.sv.it/

IL VOLO DEL FALCO

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SACIDA UN TERRITORIO DISORDINATO SPETTINATO INCOMPIUTO DAL GRANDE SAPORE AGRICOLO

di Angela Pensword

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A fine marzo sono andata con un amico del Comitato per Lavinio per effettuare un sopralluogo in zona Sacida e Cavallo Morto. È una zona che non conoscevo per niente, ma della quale avevo sempre sentito parlare. Si trova nel comune di Anzio, ed è compresa tra la via Nettunense e  il Sito di Interesse Comunitario Macchia della Spadellata, in un’ampia zona agricola. Angelo, il mio amico, mi ha chiamato perché vuole evidenziare le problematiche che affliggono il territorio nel quale vive, alle quali io, in quanto blogger ed attraverso i giornali locali, dovrei dare diffusione . Ed io, sia per attività e sia perché interessata a conoscere parti nuove del territorio, ho accettato. Ho spiegato ad Angelo che “oggi è stato il primo volo del falco”. All’inizio si può (e si deve) avere solo una panoramica generale della zona, “poi ci poggeremo sui vari rami e sui vari luoghi”. L’impressione che ho avuto dopo questo primo sopralluogo è che Sacida è un territorio disordinato spettinato incompiuto ma dal grande sapore agricolo. Le problematiche evidenziate da Angelo si possono riassumere in tre argomenti principali: la manutenzione delle strade, la presenza di lotti di terra abbandonati, l’urbanistica, ma il macro concetto espresso da Angelo è che Sacida è un territorio abbandonato dalla classe politica locale, che viene vista dalla maggior parte degli abitanti del luogo come assente nella soluzione delle problematiche della zona. Per Angelo il territorio di Anzio è tutto legato, dal centro storico alle periferie, che andrebbero tutte rivalutate e che presentano spesso problematiche comuni. Sono rimasta colpita dall’energia di questo mio amico, che ama il luogo nel quale vive ma anche tutto il territorio di Anzio in genere, e che vorrebbe migliorare le cose con la semplicità del singolo e del giusto. Come sono rimasta colpita sia delle problematiche della zona, e sia dalle caratteristiche naturali. Mentre passeggiavamo  lungo le strade del quartiere  sentivo nell’aria il profumo dei fiori e gli odori spontanei del bosco. Immagini e odori che ricordano altri tempi, semplicità di case dotate di terreno ed orti che mi trasmettono serenità ed autenticità, al contrario invece del frenetico mondo moderno al quale sono abituata, fatto di corse e di guerre. Secondo Angelo tutti quei lotti di terra abbandonati e non edificabili costituiscono un ostacolo allo sviluppo della zona. Mentre lo ascoltavo avevo invece il timore che rendere edificabili tutti i lotti di terra presenti in zona Sacida ed attualmente bloccati possa contribuire ad una cementificazione ulteriore del territorio di Anzio ed a snaturare le caratteristiche della zona rendendola amorfa ed impersonale come ve ne sono molte altre. Ma parlando meglio con Angelo, e guardando alcuni di quei lotti, mi sono resa conto che forse ha ragione lui, e che rendere edificabili almeno quelli lungo le strade principali della zona possa  servire ad una rivalutazione urbanistica, sociale ed economica della zona. Ma bisognerebbe attuare dei criteri sia all’interno dei lotti, e sia a livello di territorio Sacida generale. Tornerò presto in zona Sacida, per posarmi su dei rami, approfondire dei discorsi, e capire più cose. Ma già da oggi c’è una cosa che mi è chiara e che a mia sensazione è importante, ed una domanda che mi frulla in testa ed alla quale voglio trovare una risposta: Come fare per salvaguardare la bellezza della campagna  e attuare contemporaneamente la rivalutazione urbanistica ed abitativa di quella zona? Certamente la rivalutazione di Sacida deve passare per una riqualificazione urbanistica, per la presenza costante di una buona gestione politica del territorio, e per la soluzione dei problemi atavici, ma anche per la valorizzazione delle potenzialità, caratteristiche e spontaneità della zona, agricole e naturali. Forse è proprio questo il punto di volta, il modo per qualificare questa periferia: In pratica creare una specie di polo agricolo, con la possibilità e prospettiva di posti  di lavoro. Produrre prodotti tipici mediterranei e della zona, e del made in Italy. La zona Sacida, che potrebbe diventare una piccola isola felice sul territorio, abbinando rivalutazione urbanistica, edificabilità di alcuni lotti, maggiore manutenzione delle strade, controllo del territorio, decoro, e sviluppo commerciale, e realizzazione in luogo di servizi, non dovrebbe però mai prescindere dal dedicare una grande percentuale dello sviluppo della sua terra all’attività della agricoltura e della tutela dell’habitat naturale. Questo fatto proprio perché la zona Sacida è nata da un processo di abusivismo, in prossimità di un territorio riconosciuto come S.I.C. (sito di interesse comunitario) per caratteristiche storiche e naturali. Tali caratteristiche e la vicinanza ad una zona SIC dovrebbero essere un valore aggiunto e non un problema. (Per attuare un lancio della produzione agricola di Sacida bisognerebbe però prima anche bonificare quella parte di terreni limitrofi sui quali pendono ipotesi e certezze di inquinamento. La zona è purtroppo anche un territorio violato. Nel corso del tempo  i terreni vicino a Colle Rotondo sono stati utilizzati come luoghi di discariche, talvolta anche di materiali tossici, questi ultimi pare già rimossi). In conclusione la zona Sacida necessita comunque di una valorizzazione e regolamentazione, in quanto nucleo abitato, e che si sblocchi una situazione urbanistica che è ferma da anni tenendo però conto sia delle esigente umane e sia delle esigenze ambientali (e dei profumi che si respirano nell’aria). Una riqualificazione senza criterio porta da un campo di erba incolto ad una società incolta da un punto di vista sociale, ambientale, ed urbanistico. Pensando sempre ad una rivalutazione di Sacida  non si può scordare l’importante ruolo che possono rivestire i siti archeologici presenti nel territorio di Anzio. Nelle vicinanze è presente l’importante sito di Colle Rotondo, in zona Cavallo Morto è stata rinvenuta una necropoli, e in località Spadellata sono stati rinvenuti altri reperti. La rivalutazione e promozione dei siti archeologici presenti sul territorio di Anzio rientra in un discorso riabilitativo per tutto il territorio di Anzio, e quindi anche per Sacida. (Bisogna ricordare che la zona è soggetta ad un Piano di Recupero Nuclei Abusivi  che forse prossimamente giungerà a definizione diventando operativo).

 

L’aggressione dei rifiuti sta mettendo in crisi un’economia già malata

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di Sergio Franchi

CONCENTRAZIONE CRITICA

Basta guardare una mappa  topografica per accorgersi che il comprensorio del  Lido dei Pini, Sacida e  Lavinio è posto  nella zona di influenza ambientale di due insediamenti di considerevole portata: La Palmolive a sud  est e  la Turbogas a nord est.  Nei piani futuri della Regione Lazio è prevista la realizzazione di almeno altri tre insediamenti a fortissimo impatto ambientale: la centrale per la produzione di Biometano in zona Spadellata , che tratta circa 55.000 ton/anno di rifiuti organici, posta a poche centinaia di metri il linea d’aria ad est della zona considerata; la centrale di produzione di Biometano  di Padiglione per trattare 90.000 ton/anno di  rifiuti organici a poche centinaia di metri più a sud rispetto alla precedente e la discarica regionale della Gogna posta al confine sud del comune di Aprilia ma non  distante dalla zona considerata.  La situazione è di estrema gravità se si considera che l’impianto della Spadellata è stato definitivamente approvato, quello di Padiglione è in fase di approvazione mentre la discarica regionale ha ottenuto recentemente un rinvio in attesa  che si consolidi il nuovo piano regionale dei rifiuti. La situazione è particolarmente grave se si considera, nel caso delle centrali di Biometano,  che esse hanno una potenzialità, in termini  di rifiuti trattati, di circa 12 volte quella dei rifiuti prodotti in ambito comunale. Ciò significa che i due impianti hanno come scopo quello di assorbire, per la grandissima parte,  i rifiuti organici proveniente da Roma. La situazione è talmente grave che questi fatti hanno causato la mobilitazione di associazioni di cittadini di ogni tipo e colore politico. Il Comune di Aprilia ha fatto una forte opposizione alla realizzazione della discarica regionale della Gogna tanto da provocare il temporaneo rinvio  della decisione in ambito di Conferenza dei Servizi.  Il Comune di Anzio si è limitato ad un tiepido diniego per la centrale di Padiglione mentre ha addirittura dato l’assenso alla realizzazione della centrale della Spadellata.  La problematica  di questo complesso di realizzazioni è legata  al trattamento dei rifiuti nella sua generalità,  perché le centrali per la produzione di bio-metano  non sono altro che impianti di smaltimento di rifiuti organici, quelli a maggiore impatto ambientale. E’ chiaro che l’effetto non è solamente misurabile in termini di salute pubblica ma anche, ed in modo immediato, in termini di perdita di valore degli immobile soggetti a condizioni di degrado come quelle che si creerebbero  ove tali impianti venissero  realizzati.  La totale mancanza di iniziativa politica denota una, da parte del Comune di Anzio,  la  mancanza di volontà a governare  il fenomeno  o l’incapacità a farlo visto che non riesce nemmeno a gestire la semplice raccolta dei rifiuti solidi urbani.  La mancanza di un progetto per Anzio, di una visione, che ponga il Comune nel contesto evolutivo del litorale laziale,  si sposa perfettamente con la perdita di controllo del territorio in tutti i suoi aspetti fisici e sociali. Il degrado progressivo  del tessuto sociale e naturale del Comune Neroniano è misurabile anche dal grande numero di abitazioni poste in vendita e dal crollo del mercato edilizio che va ben oltre quello legato alla crisi economica. La presenza di insediamenti impattanti,  come le centrali ,  darà il colpo di grazia ad un’economia che era quella di una città a vocazione turistica.

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Ecco come rilanciare il turismo ed il territorio

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SUGGERIMENTI DI ANGELA PENSWORD

Molto spesso si parla di come rilanciare il turismo ad Anzio. In realtà se ne parla da anni, senza che venga realizzato nulla di concreto. Tante parole ma zero programmi, se non qualche situazione o qualche idea sparuta, scoordinata da una visione organizzata.  Anzio è un territorio molto bello da un punto di vista ambientale e storico, o meglio lo era prima di una lottizzazione selvaggia che non ha tenuto conto di salvaguardare e valorizzare la ricchezza del territorio. Nonostante l’urbanizzazione e, in alcuni casi, l’incuria, vi è comunque rimasto molto da valorizzare e da scoprire. Inoltre Anzio gode della vicinanza con Roma, con un ricco entroterra e la contiguità con Comuni  anche essi carichi di storia e di bellezze. Poi ha un mare, una campagna, un porto, e molti problemi. Per rilanciare il turismo bisogna rivalutare il territorio nel suo insieme, non ha senso ragionare a compartimenti stagni. Quindi non ha senso  parlare solo di un grande teatro (ma serve senza avere prima avere valorizzato altre cose?), o solo del porto, o solo di sicurezza, o solo di servizi, o prospettare la costruzione di alberghi come richiamo turistico (alberghi che poi rimarrebbero vuoti o scollegati dal contesto locale che invece viene lasciato agonizzare), o limitarsi agli spettacoli estivi. Come non ha senso prospettare un Casinò, cosa che eviterei dovunque. Bisogna pensare a che tipo di turismo di vuole richiamare, e personalmente suggerirei un turismo di qualità, internazionale, di cultura, ma anche vacanziero, e nazionale. Così voglio dare qualche suggerimento e qualche opinione, in questo ordine: la prima cosa da fare è quella di rivalutare tutti i siti archeologici presenti sul territorio e rendere l’intera storia di Anzio, non solo quella romana, attrattiva per i turisti. Proteggere e valorizzare maggiormente anche il patrimonio naturale che abbiamo, sia quello già presente e conosciuto come istituzione e realtà, sia quello dimenticato. Agire maggiormente sul decoro urbano. Al riguardo si potrebbe pensare a fare nuovi giardini pubblici, anche piccoli, maggiormente diffusi sul territorio e soprattutto ben curati. Inoltre, e sempre per il decoro urbano ma non solo, individuare gli stabili abbandonati appartenenti o di gestione del Comune e dare loro nuovamente vita a fini sociali, sanitari, artistici, culturali, di sicurezza. (faccio presente che già solo fino a qui si creerebbero diversi posti di lavoro). Vi sono zone che sono sprovviste di un adeguata copertura di servizi. Su questo bisognerebbe agire indipendentemente dagli eventuali stabili che si potrebbero utilizzare. Quindi agire maggiormente sui servizi, e cercare anche di garantire una maggiore sicurezza del territorio in coordinamento  con le relative istituzioni di ogni livello. Poi c’è il mare con le sue bellezze. Bisognerebbe cercare di fare una riserva naturale marina, o aiutare chi sta provando già a farla, che salvaguardi e valorizzi le bellezze naturali del mare della nostra costa. Una riserva simile a quelle esistente a Tor Paterno. I sub potrebbero essere interessati. In generale ascoltare gli addetti ai lavori è importante, e questo vale anche per il settore marittimo e della balneazione. Anzio è una città di mare e di terra. Vi sono il mare e la campagna con la loro tradizione gastronomica. La rivalutazione della zona agricola, come storia e come prodotti. Si potrebbe fare un museo storico del mare ed uno agricolo in zona dove posizionare tutti gli attrezzi che venivano usati un tempo nell’agricoltura, e la sua storia.  Per finire c’è il porto. In una città di mare il porto riveste un ruolo importante, ed il porto di Anzio è molto legato alla storia ed alla salute della città. Potrebbe essere un cuore che pulsa od un polmone, se gestito bene. Personalmente non ho preferenza per il fatto che sia pubblico o privato, ma sono contenta che, a quanto pare, adesso rimarrà pubblico. Ho sempre pensato che l’importante è che venga gestito ed impostato in modo che valorizzi la città, non che le crei danno. Non può essere un corpo avulso dalla città ma deve essere insieme alla Città ed interagire con essa. Se dovesse essere solo una marina chiusa non avrebbe senso. Se invece dovesse essere un progetto innovativo che salvaguarda i valori del mare e che salvaguardia e coinvolge alcuni valori della terraferma, a cominciare da Piazza Pia, le cose potrebbero essere interessanti, almeno a mio avviso. Bisognerebbe valutare bene una volta per tute la questione ambientale, come bisognerebbe vedere in che termini viene predisposta la riqualificazione dell’attuale bacino, ed in che modo si salvaguardano i valori storici e produttivi del porto. Bisognerebbe pensare ad un progetto che integri Piazza pia e le zone limitrofe al porto, attraverso la simbiosi ed il richiamo alla storia ed alla valorizzazione dell’attività culturale in genere. So che vi è la possibilità di modificare alcune parti del progetto originale per quanto riguarda gli edifici previsti (erano previsti due cinema multisala che adesso non hanno senso, come non lo avevano nemmeno prima sinceramente). Perché non fare un bel Museo del Mare? Non c’è posto migliore di un porto o meglio delle piazze vicine, dato che non  penso si possa costruire nell’attuale bacino. Una rivalutazione culturale e storica ma anche marittima delle zone adiacenti. Idee al riguardo ce ne possono essere molte. Immagino che agevolerebbe sia il porto stesso  e sia chi lo gestisce attuare una rivalutazione e valorizzazione del territorio in generale, in quanto si valorizzerebbero anche i famosi posti barca da vendere o da affittare, e di conseguenza si potrebbero creare le condizioni per avere un aiuto in termini di sponsorizzazione per la città, forse. Si potrebbe pensare a riportare ad Anzio il bellissimo e storico veliero San Giuseppe due da poco andato a La Spezia. E si potrebbero chiedere dei sovvenzionamenti europei per risolvere una volta per tutte il problema dell’insabbiamento se possibile, con uno studio mirato. Bisogna vedere che cosa ne pensano le parti in causa, socio privato e Comune. Penso di avere dato qualche suggerimento in più a chi vuole organizzare il territorio in modo costruttivo e con sinergia, ed attirare al tempo stesso il turismo. Il nostro territorio di Anzio e Nettuno va rivalutato indipendentemente dal turismo, ma anche per il semplice fatto che ci viviamo. Poi ognuno è libero di pensarla diversamente. E le cose da fare sono le stesse.

Angela Pensword 12/11/2016

LETTERA APERTA AL SINDACO DI ANZIO SULLA SITUAZIONE DEI RIFIUTI A SCRIVERE IL COMITATO PER LAVINIO

Postato il

(Di seguito, la Lettera aperta al Sindaco di Anzio pervenutaci per la pubblicazione dal Comitato per Lavinio)

 

COMITATO PER LAVINIO

Associazione Socio-Culturale                           Sede: Viale delle Margherite n 125, LAVINIO-ANZIO

Reg. n. 1287 del 1-3-2007                                   Email: comitatoperlavinio@hotmail.com

CF: 97449860580                                                                                      

 

Prot N.091016

 

A:    Sindaco di Anzio via Pec

Assessore all’Ambiente via Pec

 

Oggetto:  Lettera aperta al Sindaco di Anzio

 

Signor Sindaco,

Dal grado di partecipazione che Lei sta manifestando rispetto al  gravissimo problema dei rifiuti ad Anzio sembra proprio che Le stia sfuggendo il senso di quello che accade, dell’entità dei fatti e del disagio che, da molto tempo ormai, la situazione sta provocando ai cittadini del Comune. Forse il  Suo modo di amministrare la cosa pubblica o il modo contorto di far politica ad Anzio Le impediscono di vedere una grave realtà che è sotto gli occhi di tutti e cioè  quella di un sistema che la Sua Amministrazione non riesce assolutamente a gestire. Il Comitato per Lavinio, unico in zona al di fuori di ogni logica di parte,  combatte da tanti anni la battaglia per un territorio migliore e lo fa percorrendo tutte le strade possibili: da quella della leale collaborazione con l’Amministrazione a quella del contrasto più duro e, nel caso dei rifiuti, dal progetto di partecipazione chiamato Clean,  alla presentazione di una denuncia all’A.G. per possibile reato di omissione di servizio essenziale. Che resta ai cittadini contro una situazione così grave?  Anzio e le periferie in particolare sono inondate di rifiuti; Lavinio,  che la nostra Associazione controlla in permanenza,  è una grande pattumiera a cielo aperto. Il giorno 3 ottobre, durante un giro di ispezione del quartiere, alcuni cittadini ci hanno indicato un fatto gravissimo:  dei dipendenti  della ditta Camassa  immettevano in un compattatore, mescolandole, le varie frazioni differenziate. Questo fatto è stato verificato da chi scrive. Questo meccanismo  comporta l’annullamento del lavoro di separazione e quindi, per i rifiuti così raccolti, uno spreco programmato e realizzato  di danaro pubblico: è noto, infatti, che il trattamento di materiale differenziato costa  circa un terzo di quello indifferenziato. Questo significa far pagare ai cittadini tre volte quanto sarebbe logico pagare.  Si tratta di un fatto scandaloso che viene reiterato  senza che chi dovrebbe controllare intervenga. Un  fatto come questo,  che provocherebbe l’immediata reazione di qualsiasi amministratore pubblico,  sono certo non  turberà i Suoi sonni tranquilli.  La raccolta dei rifiuti è il più importante e costoso dei servizi prestati dal Comune di Anzio,  servizio del quale il Sindaco resta, per legge e prassi, il responsabile finale ed esclusivo.  “Alla politica spetta la responsabilità dell’indirizzo e del controllo”, “la direttiva del Sindaco è legge” sono Sue parole durante il  recente Consiglio Comunale con cui ha di fatto  ribadito la Sua responsabilità per  come viene gestito il servizio dei rifiuti in Anzio.  Responsabilità che Lei ha inteso confermare, nella stessa occasione,  con la frase riferita al Dirigente responsabile della gestione del Servizio “fino a che (il Dirigente n.d.r.)  sta bene al sottoscritto non si discute”. Si stava parlando di un  dirigente che l’Assessore, a cui Lei ha dato la delega dell’Ambiente, aveva pochi minuti prima richiesto a gran voce di licenziare per incapacità.  Che valore ha la delega che Lei ha  dato al Suo Assessore se allo stesso Lei impone, in modo piuttosto arrogante,  un responsabile tecnico-amministrativo (URP)  che l’Assessore  dovrebbe “indirizzare e controllare” e  del quale egli non ha la minima stima e vorrebbe licenziare? Se questa incongruenza non La turba allora vuol dire che non Le sta a cuore la risoluzione del problema.  Il servizio dei rifiuti di una cittadina con le caratteristiche di Anzio è un sistema di media difficoltà che viene risolto in cento altri comuni simili abitati da Italiani,  della stessa razza di quelli  che abitano nel nostro Comune. Resta una considerazione ineludibile: il servizio della raccolta dei rifiuti non potrà mai avere un’ attuazione efficiente  senza il coinvolgimento attivo degli utenti.  Le decisioni di gestione che vengono prese sono troppo spesso  errate e non riescono nemmeno a servire da palliativo: ultima quella dell’incremento delle bonifiche stradali;  fatto  gravissimo, se non affiancato da una forte azione di controllo nelle case per ridurre i rifiuti abbandonati, che equivale a sottoscrivere ed avallare il fallimento del modo di gestire il sistema.  Altra decisione inutile, costosa e ridicola è quella dell’istituzione di telecamere per eliminare un malfunzionamento generalizzato come questo; basterebbe  informarsi da coloro che hanno già sperimentato tali strumenti senza risultato apprezzabile. Quindi, Signor Sindaco molti cittadini e noi tra questi, si aspettano ora che Lei dia seguito coerente alle Sue parole e revochi la delega dell’Ambiente all’Assessore a cui l’ha data e, insieme al Suo intoccabile Dirigente,  Lei risolva direttamente il problema dei rifiuti ad Anzio e ridia un minimo di decoro a questo territorio. L’alternativa resta quella che Lei  prenda la decisione di dare la responsabilità del Servizio ad un manager qualificato capace di svolgerlo con risultati apprezzabili.

Lavinio 9/10/2016                                                    (Dr Sergio Franchi)