storia

Giusto per pensare …

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Di Angela Ambrosi

Qualche riflessione in più …

Sabato s8 ottobre su RAI 1 vi è una bella iniziativa di Linea Blu che racconterà della storia e del territorio di Anzio e Nettuno …

http://ilgranchio.it/2017/10/25/sabato-28-ottobre-programma-rai-uno-lineablu-raccontera-anzio-nettuno/

Senza togliere niente alla lodevole iniziativa di RAI 1 ed alla veridicità delle cose che verranno dette, … facendo qualche riflessione in più invece fatta di getto, in generale, … giusto per capire: …

Nulla capita per caso, spesso per interesse, … comunque, l’importante è che capiti. … E non ci vuole molto a pensare come valorizzare un luogo che ha la storia e la natura che ha Anzio, … forse è un lifting per vendere qualche cosa, qualche casa, o qualche posto barca in più, … o per rivalutare il territorio, … peccato che poi si trovano riversate sulle strade annualmente tonnellate di rifiuti, e peccato che vengono proposte due centrali biogas che tratteranno l’immondizia organica e non solo di mezza Città Metropolitana con danno al territorio e soprattutto ai territorio agricolo di Sacida che andrebbe invece valorizzato, e peccato che le sale slot prolificano come funghi dopo la pioggia, … ma, … ma sì, dai, adesso rispolveriamo la storia … Allora non sarebbe meglio fare, oltre al lifting, anche un bel taglio di capelli, una cura di antibiotici, mettersi dei bei vestiti, prendere un po’ di vitamine, e praticare dello sport? … Perché si sa che il lifting, come una maschera, una volta che è finita la commedia, poi cade …

Il progetto scolastico APSAET compie due anni

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di Angela Ambrosi

presso Villa Repubblicana Imperiale di Anzio

Anche l’anno scolastico 2016-2017 ha visto impegnati i volontari dell’associazione ATENA nel portare avanti il progetto APSAET all’interno delle scuole di Anzio e di Nettuno. APSAET nasce nel 2015 da un’idea di Angela Ambrosi e di Paolo Prignani, ed è realizzato con la collaborazione degli esperti di settore Mauro Agostini, Silvano Urbani, e Filippo Valenti. Il progetto è anche in collaborazione e promosso all’interno delle scuole da Legambiente Circolo le Rondini di Anzio-Nettuno. Il progetto nasce con lo scopo di accrescere il legame tra la popolazione ed il proprio territorio, e porta nelle classi l’informazione del patrimonio storico e naturale presente, e propone inoltre un programma di educazione ambientale, e cenni di astronomia. Il progetto viene portato avanti con passione e dedizione dai docenti APSAET  e l’interessamento e l’apprezzamento delle lezioni da parte dei ragazzi e delle maestre e delle insegnanti è la soddisfazione maggiore.

Quest’anno, su richiesta delle scuole primarie, il programma storico ha riguardato l’approfondimento di tutto il periodo romano e le relative presenze archeologiche. Il programma è stato completato da una uscita insieme ad ogni classe presso la Villa Repubblicana Imperiale, dove i docenti APSAET Mauro Agostini, Paolo Prignani, e Silvano Urbani, hanno illustrato ai bambini la storia della Villa, i riferimenti storici sul luogo e con Roma, le particolarità, gli Imperatori che l’hanno abitata, le bellezze, i fasti e le attuali problematiche. Programma e progetto al quale ha aderito anche la classe V C della maestra Chiarina Corso della scuola Salvo d’Acquisto di Nettuno. Le visite presso la Villa si sono svolte grazie alla gentile disponibilità e collaborazione di Patrizio Colantuono Presidente del Museo dello Sbarco di Anzio, e anche grazie alla gentile disponibilità e collaborazione del Museo Civico Archeologico di Anzio. I bambini della classe V A della maestra Virginia Campiotti della scuola Acqua Del Turco, ed i bambini della classi V A B C delle maestre Paola Vigilante, Pina Foti, e Anna Maria Lo Piparo  della scuola primaria Ivana Gregoretti, hanno potuto ammirare le bellezze rimaste della villa, immaginare i suoi fasti e conoscere maggiormente una parte della storia del territorio di Anzio.

Anzio romana pianta di Paolo Prignani

Durante l’anno scolastico si è parlato anche dell’importante sito archeologico di Vallo Volsco, presente sul territorio di Anzio, ai bambini della  classe V A della maestra Genny Carpinelli della scuola Gianni Rodari di Lavinio. Vallo Volsco è una fortificazione che si estende per 3.900 metri, quasi 4 kilometri, presente sul territorio di Anzio, costruita dalle popolazioni italiche tirreniche che abitavano in questi luoghi prima dei volsci, e successivamente anche dai volsci, sfruttando l’alveo di un antico fiume, a protezione del pianoro corrispondente al territorio  dell’antica Antium. Una grande parte della popolazione di Anzio non sa dell’esistenza di questo sito archeologico sul territorio, come non sa dell’importanza archeologica di Colle Rotondo. APSAET si occupa proprio di questo: portare nelle classi l’informazione del patrimonio storico archeologico e naturalistico del territorio. “Perché conoscere vuole dire amare, e amare vuole dire proteggere e valorizzare” come spiega il Presidente dell’Associazione ATENA Angela Ambrosi, co-progettista del progetto APSAET insieme all’arch. e storico locale Paolo Prignani. Racconto, slides, e storia, si sono intrecciati nella lezione, con la partecipazione dei ragazzi ai quali spesso venivano poste domande su quanto andavano apprendendo. E bisogna dire che i bambini della V A della maestra Genny sono stati veramente bravi, interessati ed attenti.  

Ma APSAET nasce anche “per sensibilizzare i ragazzi ad avere un maggiore rispetto ed amore verso il Pianeta la natura e l’ambiente”. Anche quest’anno il progetto ha proposto un intero programma didattico di educazione ambientale, realizzato dal docente Filippo Valenti nelle scuole Acqua del Turco e Ivana Gregoretti di Anzio. Il riciclo dei rifiuti ed il cambiamento climatico sono stati alcuni dei temi trattati. Sensibilizzare ed educare i bambini sui temi ambientali e verso l’amore e il rispetto per la natura e l’ambiente è una cosa molto importante, che la maestra Tiziana Valentini, referente del progetto Apsaet all’interno delle scuole Acqua del Turco e Ivana Gregoretti, sostiene e porta avanti da tempo all’interno dell’Istituto. Nel programma di educazione ambientale è presente anche un esempio di disastro ambientale globale, il Lago d’Aral, o anche mare d’Aral, lezione che è stata tenuta da Angela Ambrosi e da Mauro Agostini presso la scuola secondaria di primo grado De Franceschi di Nettuno nella classe II B  e nella classe II E degli insegnanti  Raffaela di Palma e Di Maio Aniello. Le scuole presso le quali si è svolto il progetto APSAET quest’anno hanno già dimostrato interesse per la prosecuzione del progetto per l’anno scolastico successivo. Nel 2016 i docenti APSAET, insieme ad altre persone impegnate nel sociale e nel territorio, costituiscono l’associazione ATENA. Ma ATENA non è solo Apsaet, bensì una fabbrica di idee e di progetti per il territorio, per la cultura, per la società, che accarezza anche il mondo degli animali.  ATENA è un’associazione di volontariato socio culturale che svolge attività sociale, culturale, didattica e divulgativa al servizio della Comunità, con particolare attenzione al legame che esiste tra le persone ed il proprio territorio, ed invita chi volesse proporre dei progetti o iscriversi all’associazione e contribuire o con la propria attività o come socio ordinario o contattare l’indirizzo di posta elettronica atena.assoculturale@gmail.com  Per maggiori informazioni sul progetto è possibile visitare il sito http://apsaet.it/  e per maggiori informazioni sull’associazione è possibile visionare il sito  www.atenaitalia.org   Sono già in cantiere nuove idee e iniziative. Relativamente ad APSAET ci vediamo all’inizio del nuovo anno scolastico!

Angela Ambrosi

 

Ecco come rilanciare il turismo ed il territorio

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SUGGERIMENTI DI ANGELA PENSWORD

Molto spesso si parla di come rilanciare il turismo ad Anzio. In realtà se ne parla da anni, senza che venga realizzato nulla di concreto. Tante parole ma zero programmi, se non qualche situazione o qualche idea sparuta, scoordinata da una visione organizzata.  Anzio è un territorio molto bello da un punto di vista ambientale e storico, o meglio lo era prima di una lottizzazione selvaggia che non ha tenuto conto di salvaguardare e valorizzare la ricchezza del territorio. Nonostante l’urbanizzazione e, in alcuni casi, l’incuria, vi è comunque rimasto molto da valorizzare e da scoprire. Inoltre Anzio gode della vicinanza con Roma, con un ricco entroterra e la contiguità con Comuni  anche essi carichi di storia e di bellezze. Poi ha un mare, una campagna, un porto, e molti problemi. Per rilanciare il turismo bisogna rivalutare il territorio nel suo insieme, non ha senso ragionare a compartimenti stagni. Quindi non ha senso  parlare solo di un grande teatro (ma serve senza avere prima avere valorizzato altre cose?), o solo del porto, o solo di sicurezza, o solo di servizi, o prospettare la costruzione di alberghi come richiamo turistico (alberghi che poi rimarrebbero vuoti o scollegati dal contesto locale che invece viene lasciato agonizzare), o limitarsi agli spettacoli estivi. Come non ha senso prospettare un Casinò, cosa che eviterei dovunque. Bisogna pensare a che tipo di turismo di vuole richiamare, e personalmente suggerirei un turismo di qualità, internazionale, di cultura, ma anche vacanziero, e nazionale. Così voglio dare qualche suggerimento e qualche opinione, in questo ordine: la prima cosa da fare è quella di rivalutare tutti i siti archeologici presenti sul territorio e rendere l’intera storia di Anzio, non solo quella romana, attrattiva per i turisti. Proteggere e valorizzare maggiormente anche il patrimonio naturale che abbiamo, sia quello già presente e conosciuto come istituzione e realtà, sia quello dimenticato. Agire maggiormente sul decoro urbano. Al riguardo si potrebbe pensare a fare nuovi giardini pubblici, anche piccoli, maggiormente diffusi sul territorio e soprattutto ben curati. Inoltre, e sempre per il decoro urbano ma non solo, individuare gli stabili abbandonati appartenenti o di gestione del Comune e dare loro nuovamente vita a fini sociali, sanitari, artistici, culturali, di sicurezza. (faccio presente che già solo fino a qui si creerebbero diversi posti di lavoro). Vi sono zone che sono sprovviste di un adeguata copertura di servizi. Su questo bisognerebbe agire indipendentemente dagli eventuali stabili che si potrebbero utilizzare. Quindi agire maggiormente sui servizi, e cercare anche di garantire una maggiore sicurezza del territorio in coordinamento  con le relative istituzioni di ogni livello. Poi c’è il mare con le sue bellezze. Bisognerebbe cercare di fare una riserva naturale marina, o aiutare chi sta provando già a farla, che salvaguardi e valorizzi le bellezze naturali del mare della nostra costa. Una riserva simile a quelle esistente a Tor Paterno. I sub potrebbero essere interessati. In generale ascoltare gli addetti ai lavori è importante, e questo vale anche per il settore marittimo e della balneazione. Anzio è una città di mare e di terra. Vi sono il mare e la campagna con la loro tradizione gastronomica. La rivalutazione della zona agricola, come storia e come prodotti. Si potrebbe fare un museo storico del mare ed uno agricolo in zona dove posizionare tutti gli attrezzi che venivano usati un tempo nell’agricoltura, e la sua storia.  Per finire c’è il porto. In una città di mare il porto riveste un ruolo importante, ed il porto di Anzio è molto legato alla storia ed alla salute della città. Potrebbe essere un cuore che pulsa od un polmone, se gestito bene. Personalmente non ho preferenza per il fatto che sia pubblico o privato, ma sono contenta che, a quanto pare, adesso rimarrà pubblico. Ho sempre pensato che l’importante è che venga gestito ed impostato in modo che valorizzi la città, non che le crei danno. Non può essere un corpo avulso dalla città ma deve essere insieme alla Città ed interagire con essa. Se dovesse essere solo una marina chiusa non avrebbe senso. Se invece dovesse essere un progetto innovativo che salvaguarda i valori del mare e che salvaguardia e coinvolge alcuni valori della terraferma, a cominciare da Piazza Pia, le cose potrebbero essere interessanti, almeno a mio avviso. Bisognerebbe valutare bene una volta per tute la questione ambientale, come bisognerebbe vedere in che termini viene predisposta la riqualificazione dell’attuale bacino, ed in che modo si salvaguardano i valori storici e produttivi del porto. Bisognerebbe pensare ad un progetto che integri Piazza pia e le zone limitrofe al porto, attraverso la simbiosi ed il richiamo alla storia ed alla valorizzazione dell’attività culturale in genere. So che vi è la possibilità di modificare alcune parti del progetto originale per quanto riguarda gli edifici previsti (erano previsti due cinema multisala che adesso non hanno senso, come non lo avevano nemmeno prima sinceramente). Perché non fare un bel Museo del Mare? Non c’è posto migliore di un porto o meglio delle piazze vicine, dato che non  penso si possa costruire nell’attuale bacino. Una rivalutazione culturale e storica ma anche marittima delle zone adiacenti. Idee al riguardo ce ne possono essere molte. Immagino che agevolerebbe sia il porto stesso  e sia chi lo gestisce attuare una rivalutazione e valorizzazione del territorio in generale, in quanto si valorizzerebbero anche i famosi posti barca da vendere o da affittare, e di conseguenza si potrebbero creare le condizioni per avere un aiuto in termini di sponsorizzazione per la città, forse. Si potrebbe pensare a riportare ad Anzio il bellissimo e storico veliero San Giuseppe due da poco andato a La Spezia. E si potrebbero chiedere dei sovvenzionamenti europei per risolvere una volta per tutte il problema dell’insabbiamento se possibile, con uno studio mirato. Bisogna vedere che cosa ne pensano le parti in causa, socio privato e Comune. Penso di avere dato qualche suggerimento in più a chi vuole organizzare il territorio in modo costruttivo e con sinergia, ed attirare al tempo stesso il turismo. Il nostro territorio di Anzio e Nettuno va rivalutato indipendentemente dal turismo, ma anche per il semplice fatto che ci viviamo. Poi ognuno è libero di pensarla diversamente. E le cose da fare sono le stesse.

Angela Pensword 12/11/2016

Il prof Luigi Lancetti ci parla della battaglia di Lepanto

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di Angela Pensword

Nella trasmissione del 05 ottobre 2016 del programma L’Angolo di Angela su Social Web Radio il Prof. Luigi Lancetti Sportello, storico ed appassionato di cultura generale, ha parlato della battaglia di Lepanto aprendo, dal discorso più ampio, anche un collegamento con il territorio di Anzio e di Nettuno. Nella puntata precedente, con lo studioso e storico Mauro Agostini avevamo parlato di Villa Adele, e dell ripresa del territorio a seguito dell’interessamento da parte della curia pontificia. Nella puntata odierna si è aperto uno spunto di riflessione su ciò che ha potuto portare a tale interessamento. E si parte dalla battaglia di Lepanto.

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La battaglia di Lepanto è avvenuta nel 1571 nelle acque del Mar Mediterraneo, e rientra nella ancor più grande Guerra di Cipro che vide il contendere dell predominio del Mar Mediterraneo tra la flotta dell’Impero Ottomano musulmano, e la flotta della Lega Santa cristiana. La Guerra di Cipro copre l’arco di tempo che va dal 1570 al 1573, e vide alla fine la vittoria della flotta ottomana, ma nella battaglia di Lepanto vi fu la vittoria delle forze alleate della Santa Lega, guidate da Don Giovanni d’Austria, su quelle della flotta musulmana che venne di fatto distrutta, guidata da Ali Pascià, che perse la vita nello scontro. Fu proprio la distruzione di una flotta ottomana organizzata a far pensare che le coste e i territori fossero più sicuri per l’insediamento, anche se di fatto, successivamente, vi fu un incremento della pirateria musulmana, agevolata proprio dalla perdita di un’unità centrale di controllo organizzata. Ecco quindi, come ci racconta il Prof. Luigi Lancetti, il nuovo interessamento per un più stabile insediamento sul nostro territorio e suo utilizzo da parte della curia pontificia. Inoltre, il quadro che raffigura la visione che ebbe Pio V della vittoria della Lega Santa a Lepanto, fatta poi dipingere da Pio IX, si trova nella Chiesa nella piazza centrale di Anzio, Piazza Pia.

Ma per conoscere meglio la storia, e averne maggiori dettagli, vi consiglio di collegarvi al link della trasmissione e di ascoltare direttamente le parole del prof. Luigi Lancetti Sportello. Buon ascolto. (foto di Angela Pensword)

https://soundcloud.com/social-web-radio-socialwebradio/angolo-di-angela-4puntata-con-angela-pensword

 

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APSAET un progetto per il territorio

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di Sergio Franchi

Dietro un acronimo dal suono ostico che somiglia a quello di una multinazionale  che produce microprocessori   od  alla condizione psicologica  di un inglese incavolato, si nasconde un progetto molto originale che merita tutta l’attenzione che la professionalità dei suoi operatori si stanno meritando sul campo. APSAET  sta per Anzio  Progetto Scuola Ambiente E  Territorio ed è una cosa estremamente seria  che non può certamente  essere confusa con le tante piccole iniziative per le quali va, molto spesso, premiata la buona volontà  e l’abnegazione ma non certamente lo spessore divulgativo ne, tanto meno,  quello educativo .  APSAET, che viene riconosciuto da Legambiente per il suo  alto valore ambientale,  è un progetto ambizioso che nasce ad Anzio ma è un format  flessibile e modulare facilmente spendibile in qualsiasi realtà che riesca a mettere insieme un gruppo di appassionati che siano capaci di raccontare di ambiente, del territorio, della sua archeologia e della sua storia  ed anche  di astronomia. Ma che riescano a farlo con la professionalità del  gruppo di esperti che Angela Ambrosi e Paolo Prignani sono  riusciti  a mettere insieme con caparbietà, con una cura encomiabile ma anche con l’esborso economico  che un progetto complesso come questo richiede.  L’idea che da forza al progetto, però, è semplicissima ed offre agli studenti delle classi elementari e medie uno strumento  duttile ed incisivo e cioè una didattica integrativa a cui i docenti possono attingere a piene mani e possono farlo  in base alla struttura dei  propri programmi di base. L’originalità del progetto consiste nel fatto che gli insegnamenti che esso offre hanno lo scopo di avvicinare lo studente alla realtà del proprio territorio: APSAET vuole integrare il programma scolastico necessariamente generalista con fatti e storie del territorio in cui gli studenti vivono.  Il programma didattico è  diviso in moduli: patrimonio naturale, educazione ambientale, storia e archeologia, astronomia. L’offerta  è estremamente flessibile ed  ogni insegnante vi può aderire con la consapevolezza che ogni  lezione, anche se parte di un insieme didattico,  ha una sua congruità educativa: l’insegnante può aderire all’intero programma didattico, a più moduli, ad un modulo o parte di esso, o può anche aderire ad una sola ora di approfondimento. La componente  di storia ed archeologia  copre l’intero arco dalla preistoria ai tempi moderni. La componente  relativa al patrimonio naturale  si  diparte dall’origine del territorio, della macchia mediterranea e delle piante che la caratterizzano, delle bellezze del mare, della presenza dei sei  S.I.C.  e delle due Riserve Naturali. In un mondo  di consumi che produce più rifiuti di quanti i consumatori riescano a smaltire,  APSAET  si occupa anche del loro impatto sull’ambiente. Il Progetto non parla solo di riciclo, ma allarga il discorso ad altri comportamenti dell’uomo, individuali e nell’ambito della società. Si fa cenno al  Lago di Aral come esempio tra i peggiori danni ambientali creati dall’uomo e si evidenzia quanto sia importante preservare l’ambiente e le bellezze naturali, si  parla delle varie forme di inquinamento, del fatto che il futuro di sostenibilità sia produrre ed utilizzare il più possibile materiali biodegradabili, di cambiamento climatico e di energie rinnovabili.  Le lezioni sull’astronomia sono la ciliegina su una torta di sapere e conoscenza che è il  prodotto del lavoro e della dedizione del gruppo che affianca Angela Ambrosi e Paolo Prignani, composto da Silvano Urbani, Mauro Agostini e Filippo Valenti. Il progetto APSAET è ormai operativo da circa un anno, molte sono le adesioni da parte delle scuole di Anzio e Nettuno e tante le lezioni impartite a vari livelli scolastici. Insomma un progetto di successo che tende  a perfezionarsi e ad evolversi per offrire una sempre più completa gamma di insegnamenti integrativi. APSAET che,  fino ad oggi, è stato finanziato dalla sua ideatrice è stato presentato al competente Assessorato del Comune di Anzio per ottenere una forma di sponsorizzazione e di concreto aiuto economico,  in quanto qualificato strumento di didattica integrativa mirato alla valorizzazione del territorio. Finora non si sono palesati segni evidenti di voler dare ad un grosso progetto di valore sociale e pubblico  i necessari incentivi: quel tipo di incentivi che sono spesso elargiti per idee e progetti il cui unico merito è spesso l’amicizia dei loro ideatori al solito referente politico locale.

 

APSAET CON LA SCUOLA

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di Angela Pensword

Apsaet è un progetto scolastico che ha iniziato la sua attività nel 2015-2016.  A cavallo dei due anni si sono svolti i primi incontri presso una delle scuole elementari di Anzio che hanno aderito, dove è stata svolta la parte del programma di educazione ambientale scelta dalle maestre: il lago d’Aral, il cambiamento climatico, e le varie forme di inquinamento, splendide lezioni tenute da Filippo Valenti, che ha tenuto vivo l’interesse di bambini bravi ed attenti. Adesso il programma continuerà con i moduli di storia e di astronomia. A dicembre scorso si è svolta invece una lezione fuori programma presso il Chris Cappel, nella quale si è portato l’esempio del Lago di Aral come esempio di disastro ambientale creato dall’uomo, relazionato da Angela Ambrosi, e del riciclo dei rifiuti focalizzato alla plastica ed agli pneumatici, lezione tenuta da Legambiente Circolo Le Rondini nella persona di Ivana Baia.  Adesso l’attività del progetto entra nella sua massima attività. Solo nel mese di febbraio 10 lezioni conferenza tra licei ed istituti. Il giorno 1 febbraio si è tenuta presso il Liceo artistico di Anzio il primo dei quattro incontri nei quali, in accordo con il liceo, è stato suddiviso il modulo di sviluppo storico del territorio. Si tratta di incontri di tre ore, nei quali l’Arch. Paolo Prignani illustra l’evoluzione storica del territorio, supportato da specifiche slide, interagendo con i ragazzi. Nel primo incontro Paolo Prignani ha illustrato l’origine del territorio partendo dal momento in cui esso prende la morfologia attuale, quindi dalla fine della glaciazione wurm, per terminare la lezione conferenza arrivando alla fine dell’età del ferro (800 a.C.). Il prossimo incontro è previsto a fine mese. Il progetto APSAET è stato scelto dal Liceo artistico per essere inserito nel progetto “INFORMARSI PER INFORMARE” del liceo pensato a copertura dell’obbligo formativo dell’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO, disposta a seguito della legge 107 della Buona Scuola. Sabato 6 invece si è svolta presso il Liceo scientifico la lezione conferenza sul cosmo, tenuta da Silvano Urbani. Si è partiti dal Big Bang, attraversando poi l’universo. Ora si prosegue con ed. ambientale presso il Liceo scientifico e presso il Chris Cappell per le classi che hanno aderito, e presso l’istituto Alberghiero, e altri istituti e scuole elementari, anche per gli altri moduli, proseguendo il programma anche nel corse dei mesi successivi. Come primo anno non ci possiamo proprio lamentare! …

PREZIOSE MEMORIE DI GUERRA A VILLA SARSINA

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locandina evento
locandina evento

by Paola

Domenica prossima, 8 novembre 2015, ore 11, presso la bella sala consigliare di Villa Sarsina, si svolgerà la presentazione del volume BATTAGLIE NEL DESERTO, redatto nel tempo (oltre dieci anni) dal dottor LUCIANO CATELLA, appassionato di storia militare e coinvolto in prima persona nella realizzazione del libro in quanto il protagonista, NICOLA CAMPO, capitano di fanteria nel 66^REGGIMENTO, II^ Battaglione della Divisione Motorizzata TRIESTE, testimone attivo dei fatti narrati nel volume poiché partecipe ad essi, narratore in prima persona di questi ultimi, era niente di meno che un suo stretto parente, uno zio.

Nel libro, l’uomo racconta  cosa accadde l’anno precedente alla famosa Battaglia di El Alamein nei minimi dettagli, trasportandoci quasi sui luoghi che furono teatro di quell’evento; mostrandoci ciò che lui vide e fece in quegli ultimi undici mesi prima del celebre episodio bellico.

Il volume, pubblicato da EDITOTEM, è inoltre arricchito ed impreziosito da bellissime foto d’epoca e d’archivio e sarà in vendita nelle migliori librerie.

 

copertina libro
copertina libro

Un evento da non perdere al quale saranno presenti anche altri personaggi di spicco come

il Cavalier Marco Lodi, vice – Presidente Nazionale ANCFARGL Aeronautica e Presidente ANCFARGL Roma Capitale, che ha validamente collaborato col dottor Catella nella realizzazione del volume;

l’Assessore alla Cultura Laura Nolfi,

Patrizio Colantuono,

Generale Vito Caporaso,

Presidente Anammi

 Ingresso libero                                                                                                                                         aperitivo