società

APSAET CON LA SCUOLA

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di Angela Pensword

Apsaet è un progetto scolastico che ha iniziato la sua attività nel 2015-2016.  A cavallo dei due anni si sono svolti i primi incontri presso una delle scuole elementari di Anzio che hanno aderito, dove è stata svolta la parte del programma di educazione ambientale scelta dalle maestre: il lago d’Aral, il cambiamento climatico, e le varie forme di inquinamento, splendide lezioni tenute da Filippo Valenti, che ha tenuto vivo l’interesse di bambini bravi ed attenti. Adesso il programma continuerà con i moduli di storia e di astronomia. A dicembre scorso si è svolta invece una lezione fuori programma presso il Chris Cappel, nella quale si è portato l’esempio del Lago di Aral come esempio di disastro ambientale creato dall’uomo, relazionato da Angela Ambrosi, e del riciclo dei rifiuti focalizzato alla plastica ed agli pneumatici, lezione tenuta da Legambiente Circolo Le Rondini nella persona di Ivana Baia.  Adesso l’attività del progetto entra nella sua massima attività. Solo nel mese di febbraio 10 lezioni conferenza tra licei ed istituti. Il giorno 1 febbraio si è tenuta presso il Liceo artistico di Anzio il primo dei quattro incontri nei quali, in accordo con il liceo, è stato suddiviso il modulo di sviluppo storico del territorio. Si tratta di incontri di tre ore, nei quali l’Arch. Paolo Prignani illustra l’evoluzione storica del territorio, supportato da specifiche slide, interagendo con i ragazzi. Nel primo incontro Paolo Prignani ha illustrato l’origine del territorio partendo dal momento in cui esso prende la morfologia attuale, quindi dalla fine della glaciazione wurm, per terminare la lezione conferenza arrivando alla fine dell’età del ferro (800 a.C.). Il prossimo incontro è previsto a fine mese. Il progetto APSAET è stato scelto dal Liceo artistico per essere inserito nel progetto “INFORMARSI PER INFORMARE” del liceo pensato a copertura dell’obbligo formativo dell’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO, disposta a seguito della legge 107 della Buona Scuola. Sabato 6 invece si è svolta presso il Liceo scientifico la lezione conferenza sul cosmo, tenuta da Silvano Urbani. Si è partiti dal Big Bang, attraversando poi l’universo. Ora si prosegue con ed. ambientale presso il Liceo scientifico e presso il Chris Cappell per le classi che hanno aderito, e presso l’istituto Alberghiero, e altri istituti e scuole elementari, anche per gli altri moduli, proseguendo il programma anche nel corse dei mesi successivi. Come primo anno non ci possiamo proprio lamentare! …

Bella iniziativa di Anziodiva sul welfare di comunità

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di Angela Pensword

Interessante l’iniziativa di Anziodiva, iniziata il 20 gennaio scorso, sul welfare di Comunità. Il Welfare è l’insieme delle azioni organizzate, o meglio il sistema sociale, finalizzate a garantire a tutti i cittadini l’utilizzo di servizi ritenuti indispensabili. Il termine può risultare a molti astratto, ma è importante all’interno di una società, e nell’organizzazione di uno Stato. Il Ministero del Welfare ad esempio è il Ministero che si occupa del lavoro e degli affari sociali. Ma per indicare meglio le azioni e l’iniziativa di Anziodiva, riporto direttamente quanto scritto dall’Associazione a presentazione (e presto a recensione) dell’evento, al quale hanno partecipato diverse persone e nel quale si sono potuti approfonditi alcuni aspetti del settore. Vi terrò informata dei prossimi appuntamenti. Per chi volesse avere maggiori informazioni sull’iniziativa in genere può rivolgersi direttamente all’associazione all’indirizzo e.mail: anziodiva@gmail.com

RIUNIONE DI ANZIODIVA SUL WELFARE DI COMUNITA’

Per promuovere il benessere di una comunità c´è bisogno di intelligenti politiche sociali, questo è evidente. Ma l´effetto si moltiplica quando dalla comunità stessa nascono iniziative di coesione sociale e di sviluppo delle relazioni umane. L´insieme delle azioni che vengono messe in campo per migliorare e sviluppare il benessere di una comunità prende il nome appunto di Welfare di Comunità (o Community Welfare per utilizzare il termine anglosassone con cui il concetto è universalmente noto).
Tradotto in pratica esso consiste nello studiare ed attuare interventi in settori quali il sostegno sociale e sanitario a minorenni, anziani, disabili, stranieri in disagio, persone sole e in genere a tutti quelli che stiano vivendo con difficoltà.
Si può agire dando supporto per sapere come avvalersi delle istituzioni pubbliche (scuole, nidi, centri di formazione, alloggi abitativi per i senzatetto o per famiglie a basso reddito, ambulatori, mezzi di trasporto, etc.).
Ma è altrettanto importante avviare iniziative finalizzate a favorire socializzazione e occupazione: si va dagli eventi di pura beneficienza alla costruzione di strutture polifunzionali, passando per campagne di raccolta fondi (Fund Raising) destinati a progetti di azione sociale; fra questi i laboratori d’arte o di informatica e multimedialità per i giovani “NEET” (altro termine inglese per indicare i ragazzi sotto i 23 anni che non lavorano né studiano) oppure i centri di aggregazione per anziani e quelle attività di volontariato legalmente riconosciute a sostegno di eventi e manifestazioni culturali, folcloristche o religiose di interesse locale.
Abbiamo fra noi chi vuole impegnarsi in tal senso?
Per saperlo Anziodiva ha deciso di avviare una serie di incontri in cui l´argomento del Welfare di Comunità verrà approfondito e tradotto almeno in una iniziativa sperimentale per verificarne i risvolti organizzativi e metterci alla prova.
Il primo di questi incontri si terrà mercoledì 20 gennaio dalle 19 alle 21 nella sala riunioni Rita Levi Montalcini sita in piazza Pia 20 (1° piano). Ovviamente aperto a tutti.

GRANDE PAPA

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di Angela Pensword

Papa Francesco

Ecco una nuova vatileaks. Non c’è da meravigliarsi del contenuto, dato che la Chiesa è fatta di uomini. È incredibile come sia stato attaccato il Vaticano (dal suo interno) per destabilizzare il vaticano stesso con mimetismo. La reale volontà non pare infatti sia quella di denunciare procedure che non vanno bene (e sulle quali è giusto comunque metterci mano) per correggerle, bensì per attaccare il vaticano stesso ed il lavoro del Papa. Ma Papa Francesco ha subito chiarito che la sua opera di riforma della chiesa procederà, ed ha esortato i fedeli a non farsi turbare (manipolare) perché tali procedure erano già di sua conoscenza e sta già provvedendo. Grande Papa!. …

Poi, nei giorni successivi, durante la visita a Firenze nella giornata di martedì 10 novembre 2015, il Papa esorta contro “il cancro della corruzione, il cancro dello sfruttamento umano e lavorativo, ed il veleno della illegalità dentro di noi”, ed esorta i fedeli … “insieme agli altri non stanchiamoci mai di lottare contro l’ingiustizia”. … Esorta su valori universali, positivi, ed è proprio quello di cui il mondo ha bisogno. … Grande Papa!

Probabilmente, proprio perché la chiesa è fatta di uomini, come i partiti politici, le parole del Papa a non tutti piaceranno …

Inoltre esorta l’ambiente ecclesiastico, con parole poetiche e convincenti, ad avere una mentalità più innovativa, incantando la platea. … Grande Papa! …

Poi, altro concetto fondamentale, sprona ad attuare ed a considerare maggiormente il valore del “dialogo”. Se questo concetto venisse maggiormente attuato dalle forze politiche, tutte, insieme ai valori precedentemente espressi dal Papa, il mondo e la società civile sarebbero migliori. Definisce il dialogo come la “migliore risposta alla conflittualità dell’essere umano”. …

Il Papa passa da concetti filosofici e teologici alla pratica della società, unendo questi tre fattori. … Grande Papa! …

10 novembre 2015

SCUOLA TI PRESENTO APSAET

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di Angela Pensword

APSAET è il primo progetto scolastico che porta nelle classi l’informazione dell’intero patrimonio naturale ed archeologico presente sul territorio, allo scopo di accrescere il legame tra i ragazzi ed il luogo nel quale vivono. Parallelamente il progetto propone  un intero programma di educazione ambientale, allo scopo di sensibilizzare i ragazzi ad un maggiore rispetto verso la natura ed il Pianeta che ci ospita, e s completa con cenni di astronomia. 

APSAET è un progetto scolastico che si rivolge alle scuole di Anzio e di Nettuno, e che offre, ad integrazione dei programmi ministeriali e gratuitamente, lezioni, incontri di approfondimento e piccoli convegni sulla storia, sul patrimonio naturale e sul patrimonio archeologico presenti nel territorio, allo scopo di accrescere il legame tra i ragazzi ed il luogo nel quale vivono, e di diffondere maggiormente nella popolazione tali informazioni. Il territorio di Anzio e di Nettuno è carico di storia e di patrimonio naturale ed archeologico non adeguatamente valorizzato e non adeguatamente conosciuto dalla popolazione. Pochi sanno dove si trova Vallo Volsco e cosa sia, e pochi conoscono il valore del sito di Colle Rotondo, come pochi conoscono la bellezza naturale della zona, la presenza di 6 S.I.C. e cosa sono (luoghi naturali la cui importanza è stata riconosciuta dalla Comunità Europea), e l’ambiente marino.  Il Progetto vuole colmare tale disinformazione. … “La conoscenza del proprio territorio porta ad un maggior senso di appartenenza ad esso, ad un maggiore rispetto ed amore per il luogo in cui si vive, e la consapevolezza del passato, della storia, del patrimonio presente in esso, porta ad una maggiore coscienza di azione, ad una maggiore salvaguardia e valorizzazione delle ricchezze ambientali ed archeologiche presenti nel territorio e del territorio stesso, a favore di un futuro migliore”. … Ecco perché APSAET è un esempio di sociologia applicata. Parallelamente APSAET  propone un programma di educazione ambientale, allo scopo di sensibilizzare i ragazzi ad un maggiore rispetto verso la natura ed il Pianeta che ci ospita, e si completa con cenni di astronomia.

Il programma didattico è completo per ognuna delle materie proposte, e diviso in moduli: patrimonio naturale, educazione ambientale, storia e archeologia, astronomia. L’adesione da parte delle scuole e degli  insegnanti è molto elastica: l’insegnante può aderire all’intero programma didattico, a più moduli, ad un modulo o parte di esso, o può anche aderire ad una sola ora di approfondimento. Nella parte di storia ed archeologia il programma  copre l’intero arco dalla preistoria ai tempi moderni. Nella parte relativa al patrimonio naturale si parla  dell’origine del territorio, della macchia mediterranea e delle piante che la caratterizzano , delle bellezze del mare, della presenza dei 6 S.I.C.  e delle 2 Riserve Naturali. Anche la parte di educazione ambientale è molto importante. La scuola forma gli individui di domani, e insegnare educazione ambientale in modo fisso e sistematico in tutte le scuole ed in tutte le classi formerebbe individui più competenti in materia, che avrebbero nelle proprie azioni una coscienza maggiore su ciò che determinate azioni poi possono comportare all’ambiente. Il Progetto non parla solo di riciclo, ma allarga il discorso ad altri comportamenti ed aspetti dell’uomo, individuali e nell’ambito della società. Parla del Lago d’Aral come esempio tra i peggiori danni ambientali creati dall’uomo e evidenzia quanto sia importante preservare l’ambiente e le bellezze naturali, parla delle varie forme di inquinamento, del fatto che il futuro di sostenibilità sia produrre ed utilizzare il più possibile materiali biodegradabili, di cambiamento climatico e di energie rinnovabili.  Astronomia è una “chicca”. La sensibilità verso il cosmo è un modo per allargare gli orizzonti, in tutti i sensi. Del resto, anche il cosmo è natura. APSAET in pratica va da dietro casa alle parti più estreme dell’universo.  Qualche anticipazione: APSAET avrà un proprio sito web di informazione al quale i ragazzi, le scuole, ma anche la popolazione, si potranno collegare per approfondire la conoscenza del territorio, e le tematiche affrontate da APSAET; con il tempo le lezioni avranno un supporto audio-visivo;  è in preparazione un video documentario sul territorio.  APSAET è  ideato e progettato da Angela Ambrosi e Paolo Prignani, ed è proposto in collaborazione con gli esperti di settore: Filippo Valenti, Mauro Agostini, e Silvano Urbani. Per contatti, maggiori informazioni  e per adesione si può scrivere alla casella di posta elettronica apsaetprogettoscuola@gmail.com

 

ANZIO è SOLO DI NERONE?

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di Angela Pensword

Nerone Imperatore
Nerone Imperatore romano 

Voglio aprire una parentesi, e spero che gli estimatori dell’Antium romana non ci rimangano male. Penso comunque che tale eventualità non accada, dato che non tolgo alcun valore storico a tale periodo, mentre evidenzio il valore di realtà non adeguatamente considerate. Quello che voglio dire è che spesso Anzio, soprattutto nella pubblicità,  viene accostata sempre alla figura di Nerone.  Quindi Anzio è solo di Nerone? Assolutamente no. Anzio sarebbe Anzio, con un proprio bagaglio di storia, anche se Nerone no ci avesse mai posato nemmeno il suo piedino sinistro. La stessa Villa Imperiale, gioiello del territorio, non adeguatamente protetta né valorizzata per anni (va menzionata l’importante azione del Comitato a Salvaguardia della Villa e Grotte di Nerone, per la difesa di tale luogo) è una area romana con una fase antecedente e successiva a Nerone (sotto il quale ha avuto comunque il massimo splendore). Ed il territorio di Anzio e di Nettuno e stata oggetto di insediamento umano si dall’epoca del paleolitico. Perché allora non pubblicizzare con cartelloni anche la restante storia di Anzio (una forma di Pubblicità Progresso)? Perché non pensare anche ai luoghi preistorici presenti sul territorio? Perché non pubblicizzare la presenza dei siti del Vallo Volsco di Colle Rotondo? (Prima però andrebbero valorizzati se no è come mettere in evidenza il menu sulla carta invitando gli ospiti senza poi cucinare le pietanze pubblicizzate).  Quanti sanno cosa è Vallo Volsco? Quanti conoscono l’importanza del sito archeologico di Colle Rotondo? Quanti sanno dei reperti archeologici presenti nel fondale marino compreso tra Anzio e Nettuno? Se si da a Cesare quel che è di Cesare, ed a Nerone quel che è di Nerone, bisogna dare anche ai restanti siti archeologici presenti sul territorio ed alla storia del luogo il giusto riconoscimento.   Perché Anzio è anche di Nerone, ma non solo.

 

IL MAGICO LEGAME TRA ECONOMIA TURISMO SOCIETÀ E TERRITORIO

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LA RIVALUTAZIONE DEL TERRITORIO COME VOLANO DI RIPRESA ECONOMICA TURISTICA E SOCIALE

di Angela Pensword

Non si deve pensare solo alla ripresa economica della zona, ma ad una valorizzazione generale diffusa del territorio. È proprio da questo “start” che si riprende tutto il resto.

Si continua a sperare in una ripresa economica locale in un territorio che si definisce a vocazione turistica, ricco di storia e di patrimonio naturale, ma carico di problemi per i residenti e per i turisti.

Non si può scindere la visione della città dalla visione della società … perché l’una influenza ed esprime l’altra (e viceversa). La società è tra gli organismi più complessi da comprendere e da gestire, perché prima di tutto bisogna comprendere l’animo umano, e poi darsi delle direzioni. Senza entrare nei meandri comportamentali del genere umano, la società è un insieme di persone che vivono in uno stesso spazio territoriale e che interagiscono in base ad input, consuetudini, e regole ben precise (compresi gli stop ai semafori), talvolta troppo complicate, e spesso disattese. Più semplicemente la società è anche il luogo nel quale viviamo, (la nostra casa), nel quale accogliamo gli ospiti (in questo caso i turisti). Trattandosi di casa nostra, e quindi indipendentemente dai turisti, dovremmo volerla migliorare anche solo per noi stessi  (in teoria).

Che cosa si può fare per migliorare la qualità della vita dei cittadini che risiedono e dei turisti?  I fattori su cui agire sono diversi, dal decoro, ad una migliore qualità dei servizi, alla valorizzazione del patrimonio archeologico e naturale. Ma anche la sicurezza sul territorio ha una grande importanza.

Relativamente alla ripresa economica, al turismo, al territorio, ed alla società, si susseguono tante belle parole, ma pochi fatti. Ed anche i pochi fatti che ci sono sono tra loro scollegati. Anche la bella iniziativa culturale organizzata da Andrea Mingiacchi, la Biennale di Arte Contemporanea di Anzio e Nettuno Shingle22j, (vi sono anche altre iniziative di altre persone ed enti) risulta scorporata in un contesto che è carente di altre azioni in altri campi della società.

Facciamo alcune considerazioni …

Perché mai un turista dovrebbe venire, o tornare, ad Anzio, che è carente in alcuni servizi di comodità  e di informazione, a cominciare delle indicazioni delle fermate degli autobus sulle strade, con percorsi e relativi orari, o dove il Museo dello Sbarco (Associazione) non ha i fondi necessari per stare aperto tutti i giorni ed è privo di una propria sede adeguata anche se gentilmente appoggiato nei locali comunali di Villa Adele, al Museo Civico Archeologico di Anzio. Quest’ultimo è una bella realtà realizzata circa 13 anni fa. È egregiamente diretto da Giusi Canzoneri che promuove e realizza diverse attività ed iniziative sul territorio.

L’apertura sette giorni su sette dei luoghi culturali e storici della città, l’informazione e la valorizzazione degli stessi e di tutti i siti archeologici, dovrebbe essere il pane per un territorio che si definisce “di Cultura”, che sbandiera  “storia” come richiamo turistico,  e che si definisce (ma che infatti non è) “a vocazione turistica”. Io definisco Anzio un territorio dormiente, come la bella addormentata nel bosco, … quasi narcotizzato. Possibile che la popolazione non si rende conto delle bellezze naturali e storiche di questo territorio, e delle sue potenzialità? (Con il progetto Apsaet che parte quest’anno nelle scuole tale mancanza di informazione verrà in parte diffusamente colmata). La popolazione stessa non conosce i siti archeologici presenti sul territorio, quanti e quali sono, né che cosa sono i S.I.C. (luoghi naturali la cui importanza è stata riconosciuta dalla Comunità Europea), e né che di questi ultimi ne abbiamo 6 nel territorio compreso tra Anzio e Nettuno.  La popolazione, un po’ anche per non conoscenza, ed in buona fede, si fida di chi fa promesse a breve termine, priva di lungimiranza, caratteristica che in realtà dovrebbe appartenere più a chi si definisce politico (ma che in realtà è, da licenza poetica, e parlo a livello nazionale e non espressamente locale, un politicastro). Forse la lungimiranza c’è, ma non è ben definita la direzione. La lungimiranza sociale è una cosa ben precisa. Fare politica è quella azione finalizzata a “migliorare la società ed il territorio”. Che cosa è stato fatto negli ultimi quaranta anni per proteggere e valorizzare i siti archeologici? (Qualche cosa sì, certo, ma è poco rispetto a ciò che andrebbe fatto). Che cosa è stato fatto per proteggere e valorizzare i siti naturali?  Certamente qualche cosa sì, anche ultimamente relativamente alla disposizione di fondi per la Pineta di Lido dei Pini, ma è poco in una visione globale del territorio. La possibilità per i S.I.C. locali di passare a Z.S.C. (zone speciali di conservazione) esiste già da molti mesi. Non che questo passaggio garantisca tutele maggiori, ma è comunque un avanzamento quasi automatico di livello all’interno di un iter nazionale. Anche se questo passaggio non è di competenza locale, la competenza locale potrebbe essere quella di ricordare ai livelli superiori che è stato raggiunto e superato il tempo per potere passare da S.I.C. a Z.S.C. Diamo per scontato che la classe politica locale conosca il significato di questi termini (speriamo). Ma relativamente alla tutela ambientale c’è molto di più da fare. In termini di inquinamento sul suolo e relative bonifiche ad esempio, o relativamente alla salvaguardia di ambienti marini e l’istituzione di nuovi  parchi e riserve in tale senso.  Davanti Torvaianica vi è la Riserva naturale di Tor Paterno: vi sono diversi punti tra Anzio e Torre Astura che si prestano ad essere individuati a tale scopo. Ma anche il suolo ha le sue problematiche, e non necessariamente legate all’inquinamento. Che cosa è stato fatto relativamente al “consumo suolo”? (per contrastarlo). Qua si aprono dolenti note, per diversi aspetti.  Intanto ad Anzio, ma soprattutto a Lavinio, la lottizzazione partita negli anni ’50 non ha tenuto conto del valore dei  naturali ed dei luoghi archeologici presenti sul territorio, e si è mossa senza criterio in tale senso, ed anche, per altri versi, senza un criterio urbanistico. Certamente chi ha interesse nella cementificazione in linea teorica ha interesse ad andare in senso contrario ad una salvaguardia del suolo. Purtroppo il territorio di Anzio ha ancora una grande percentuale di suolo che risulta edificabile. Che fare? Qua si apre un altro discorso, troppo ampio per essere trattato adesso, che si ricollega sia ai S.I.C. ed alle Riserve Naturali, e sia ad una visione del territorio più ampia.  Basta riflettere sul fatto che salvaguardare con un logico criterio ambientale, storico, ed anche urbanistico il territorio, porta ad una visione d’insieme più ampia e completa che considera specifici valori, perché, come nel caso della città (che è parte del territorio), non si può scindere la visione del territorio dalla visione della società. La società del resto è (sotto questo aspetto), un insieme di persone che vivono all’interno di un territorio.

Da settembre un bellissimo progetto per le scuole che mette in contatto i ragazzi con il proprio territorio

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di Angela Pensword

Con il prossimo anno scolastico, 2015 – 2016, sul territorio di Anzio-Nettuno parte un interessante ed ambizioso progetto scolastico, APSAET, portato avanti da 5 temerari ed appassionati esperti di settore, Angela Ambrosi, Paolo Prignani, Filippo Valenti, Silvano Urbani, Mauro Agostini, che si sono messi insieme allo scopo di: aumentare il legame tra la popolazione ed il luogo nel quale vive, sensibilizzare maggiormente i ragazzi ad un comportamento ambientale responsabile, ed indicare che anche oltre il cielo c’è tutto un mondo da guardare. Detto così può sembrare un progetto banale, ma, iniziato con le migliori intenzioni e da un’idea semplice, con la semplicità e dedizione di fare le cose per gradi, è venuto fuori un progetto che va da dietro l’angolo alle estreme latitudini e longitudini dell’universo.   Il corso di astronomia, offerto dalle elementari alle superiori, è condotto da Silvano Urbani, e anche se si svolge in solo tre incontri di un’ora ciascuno, riesce a coprire gli anni luce che ci separano dai nostri fratelli pianeti, e dalle nostre sorelle galassie. Silvano Urbani non è solo esperto ed appassionato di astronomia, e come tale Socio Operatore dell’Associazione Pontinia di Astronomia Latinia Anzio Nettuno “APA-LAN”, la quale svolge annualmente corsi di divulgazione della Scienza astronomica, ma, oltre la sua normale attività di geometra, è anche vice presidente dell’Associazione del Museo dello Sbarco e della Battaglia  di Anzio e curatore della sezione archivio fotografico e documentazioni della stessa, socio effettivo dell’Associazione “CameraWork” di Anzio, ed esperto per operatività ed esperienza  della parte storica ed archeologica del territorio (storia locale), oltre che guida autorizzata presso i siti archeologici. Il programma ambientale vede come referente Filippo valenti, che oltre ad essere un accreditato giornalista ambientale presso uno dei più noti giornali locali, vanta un curriculum di tutto rispetto, come coordinatore-operatore del Laboratorio territoriale di informazione  ed Educazione Ambientale di Anzio, con la partecipazione a numerosi corsi e seminari specifici tra i quali il seminario formativo sui GPP (Green Public Procurement) organizzato  da ARPALAZIO, e ai seminari di Educazione Ambientale per educatori di agenzie educative, organizzati anche essi da ARPALAZIO, laureato in lettere e in filosofia, e poeta. Mauro Agostini, ex Pilota Civile, e poi Ufficiale di Complemento nell’A.M. con mansioni di rilievo nel controllo aereo,  da quando è in pensione svolge attività di collaborazione volontaria presso il Museo Archeologico di Anzio con attività di Narrazioni relative alla Storia di Anzio e alla collezione del Museo. Paolo Prignani è un nome che parla da solo. Ha un curriculum che mette paura (35 pagine di curriculum non mi era mai capitato di vederle). Architetto e noto esperto di storia e di archeologia del territorio. Dal 2003 è membro del Consiglio di Amministrazione di della Associazione Culturale Onlus “Città Futura”. Numerose pubblicazioni. Tra di esse l’articolo “La mappatura del sistema archeologico-monumentale e le possibilità di valorizzazione ed uso a fini produttivi dei beni archeologici, storici ed ambientali” sul libro “Le carte archeologiche di Anzio e Nettuno” edito a cura dell’Associazione Culturale Onlus “Anzio Futura”, e numerose partecipazioni a convegni in tema di architettura,urbanistica, ed ambiente. Ha amore per il territorio,  e ha sposato subito l’idea di realizzare un progetto per il territorio sulla storia, l’archeologia e l’ambiente, per le scuole. Ha insegnato dal 1974 al 2003 nell’Istruzione Artistica Statale. In ultimo Angela Ambrosi, blogger nazionale, giornalista non professionista, vice presidente di LEGAMBIENTE Circolo “Le Rondini” di Anzio-Nettuno, segretaria dell’Associazione ANZIODIVA e, tra le altre cose, interessata all’analisi sociale, convinta che la società sia come un corpo umano, e che sapendo riconoscere i sintomi di malessere che esso esprime si possa arrivare alle cause, potendone così trovare le soluzioni. Si tratta quindi di un cast di tutto rispetto, nel quale la persona meno esperta è proprio Angela, ma compensa con il fatto di essere la spinta, promotrice ed agglomerante del gruppo. Apsaet si avvale anche della partecipazione di LEGAMBIENTE Circolo “Le Rondini” di Anzio-Nettuno e della Associazione Anziodiva.

Il Progetto nasce con lo scopo di accrescere il legame tra i ragazzi ed il proprio territorio, informando maggiormente sul patrimonio storico archeologico e sul patrimonio naturale presente in esso. La conoscenza del proprio territorio è fondamentale per creare u maggiore legame con esso, e per avere la coscienza e la volontà di una sua salvaguardia e valorizzazione.

Ma Apsaet, anche se nato inizialmente come focus del territorio, trattando di ambiente, si è subito allargato ad un discorso più ampio ed altrettanto importante di educazione ambientale in genere, che non riguarda quindi solo il nostro territorio, ma che investe un comportamento globale che dovremmo tenere come popolazione, ed una sensibilità maggiore a determinate tematiche che appartengono a tutti, dal cambiamento climatico, all’inquinamento, oltre ai normali cenni su una giusta differenziazione dei rifiuti  ed il perché è necessario farlo. Il programma didattico tratta specificatamente anche le nuove tecnologie di produzione di materiali di uso comune biodegradabili da fonti di scarto vegetale. Il futuro della produzione dovrebbe essere proprio questo: arrivare a produrre il più possibile materiali biodegradabili , in questo modo ci sarebbe meno plastica negli oceani, e meno necessità di riciclare, già, perché non tutti sanno che anche il riciclo ha un notevole costo in termini di energia e di inquinamento.

Poi, arrivati a parlare del Pianeta, con l’arrivo di Silvano ci allarghiamo ulteriormente ed esploriamo anche lo spazio.

Ad Apsaet hanno già aderito tre scuole di Anzio, ed una di Nettuno.

P.s.: Perché Apsaet?

So che questo articolo l’ho scritto io, e quindi potrei non sembrare obbiettiva, e probabilmente non lo sono, … ma va bene così. L’importante è proprio diffondere il messaggio dell’importanza e della necessità di divulgare maggiormente le informazioni  relative del patrimonio archeologico e del patrimonio naturale che abbiamo sul territorio, e la sua storia, proprio perché … non si può amare ciò che non so conosce. Questo è l’esempio di come agire sulla società, avendone riconosciuto il sintomo di disaffezione generalizzata per il proprio suolo, di danni creati al luogo da un punto di vista ambientale ed archeologico, di ignoranza relativa al luogo, e di mancanza di informazione relativamente ad esso. Faccio un esempio: persone di qua non sanno cosa è Vallo Volsco, (o meglio pensano che sia solo l’orto botanico), né dove si trovi: è come dire che persone di Roma non sanno cosa è e dove si trova il Colosseo. Qualche chiarimento: Vallo Volsco intanto dovrebbe essere chiamato Vallo Italico tirrenico, come evidenziato dal noto arch. Paolo Prignani, perché è una struttura difensiva la cui costruzione non si può imputare solo ai Volsci, ma è stata utilizzata anche precedente ed è espressione di tutte le genti italiche tirreniche che hanno abitato il nostro territorio prima dei Volsci, inoltre è un sito archeologico che non si trova solo dove doveva essere ubicato il moderno Orto Botanico di Anzio, ma si estende per ben 3 km e 900 metri, delineando il pianoro di Anzio, e rappresentando una tra le più antiche e le più (ancora stranamente a dirsi) conservate strutture del genere.  Quanto è stato distrutto di questo luogo durante la costruzione di case? Quanti, trovando reperti antichi durante gli scavi, hanno distrutto ciò che avevano trovato per proseguire l’edificazione? Non era il caso di non dare i permessi, o di avere più senso civico nel ritrovamento? Certo è difficile giudicare in determinate situazioni, soprattutto quando si tratta di rinunciare ad una casa, e forse in quel periodo di tante cose (tanti valori) non si aveva nemmeno la sensibilità mentale e culturale, ma,  a parte il fatto che la rivalutazione e la salvaguardia del patrimonio archeologico e naturale del nostro territorio può fare da volano per la ripresa economica e turistica del territorio stesso, aumentare la consapevolezza dell’essenza del territorio stesso, della sua storia, del suo patrimonio e del suo valore, non può che fare bene per offrire una protezione maggiore al territorio stesso, perché ci sarà comunque più volontà e coscienza di proteggerlo. … (Non si può amare ciò che non si conosce … quindi è il caso che venga conosciuto.)

P.s.: Ritengo che Apsaet dovrebbe essere un programma didattico importato all’interno di tutte le scuole di Anzio e Nettuno, da volontà comunale. Sarebbe un esempio nel quale la politica agisce nella società attraverso la scuola.