Paolo Prignani

PRIMO BILANCIO DI UN PROGETTO PER IL TERRITORIO

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di Sergio Franchi

APSAET chiude il primo anno di attività su Anzio e Nettuno  mentre nasce ATENA

APSAET è  un’idea originale e vincente nell’ambito dell’insegnamento integrativo che si muove nell’ambito delle scuole di Anzio e di Nettuno. Il gruppo di Apsaet formato, oltre che da Angela Ambrosi anche dall’Arch Paolo Prignani, da Mauro Agostini, da Silvano Urbani e da Filippo Valenti, opera da un anno nelle scuole di Anzio e di  Nettuno con un programma di insegnamento integrativo su discipline come l’educazione ambientale, l’educazione artistica, la storia, l’archeologia e  l’astronomia. E’ ora di fare i primi bilanci, dopo un anno di intensa attività.  Non è stato facile  far conoscere la validità dell’iniziativa a dirigenti scolastici che ricevono offerte volontaristiche di ogni tipo. Decine di incontri e di presentazioni hanno aperto le porte ad APSAET in molte scuole di ogni tipo di Anzio e di Nettuno e tanta attività è stata svolta in molte di esse. Ne ricordiamo alcune: ACQUA DEL TURCO primaria ANZIO; GIANNI RODARI primaria ANZIO;  SALVO D’ACQUISTO primaria NETTUNO;  DE FRANCESCHI secondaria primo grado NETTUNO;  ALBERGHIERO istituto ANZIO;  EMANUELA LOI istituto NETTUNO;  INNOCENZO XII liceo scientifico ANZIO;  INNOCENZO XII liceo linguistico ANZIO;  CHRIS CAPPELL liceo ANZIO; ARTISTICO liceo ANZIO.  Nello spirito e nella struttura didattica del progetto ogni scuola ha avuto la facoltà di scegliere insegnamenti e modularità che meglio si potessero integrare con il proprio programma scolastico. Alcune lezioni hanno interessato  l’intero istituto, come lo scientifico ed il linguistico, in altri istituti sono state tenute lezioni  in alcune classi, in altri  in classi combinate o in forma di conferenza. APSAET ha fornito un prodotto educativo flessibile adattandone i contenuti  e la forma alla domanda ed ha mantenuto, in ogni caso, l’obiettivo principale e cioè quello di insegnare la conoscenza del territorio in cui gli alunni vivono. Non sono mancate le difficoltà  dell’inizio, ma la missione che il gruppo si era data è stata brillantemente compiuta ed essa costituirà ragione di esperienza  e quindi di potenziamento per l’avvenire. Riunioni  e tanto lavoro in comune sono previsti e necessari per la prossima stagione scolastica. Ciò non è solo necessario per  far tesoro dell’esperienza passata  ma anche perché l’idea di APSAET ha dato vita ad una struttura associativa che si è resa necessaria per poterne gestire il suo potenziamento ed una sua gestione sinergica con altre attività di tipo sociale: ed è nata ATENA. ATENA,  che  è un’associazione fondata in base alla legge 266 che regola formalmente il volontariato in tutte le sue forme, ha lo scopo di fornire servizi di tipo sociale e socio-culturale senza nessun fine di lucro e gestirà, in futuro, anche l’attività di APSAET.  ATENA a cui hanno aderito altre persone  di Anzio e di Nettuno, verrà guidata da Angela Ambrosi e  darà vita ad una campagna di adesione che sarà aperta a tutti i cittadini e le cittadine che vorranno partecipare e/o sostenerne l’attività. Sarà possibile aderire in funzione di docenti per rafforzare la squadra di coloro che portano avanti i programmi socio-educativi sul territorio di Anzio e Nettuno oppure semplicemente come soci ordinari con attività di collaborazione o di sostentamento. E’ in corso l’attività per ottenere l’iscrizione di ATENA nell’elenco delle Associazioni di volontariato riconosciute dalla Regione Lazio e sono in atto contatti per estenderne l’attività in altre aree regionali. Tutto il lavoro condotto con passione, dedizione e competenza è stato finora sostenuto interamente anche economicamente dai volontari e nessun finanziamento o rimborso spese ha avuto luogo da parte di nessuna istituzione o ente. Le istituzioni locali dovrebbero vedere in iniziative di questo tipo ed a questo livello professionale, strumenti educativi integrativi a cui è necessario intervenire con aiuti economici. E’ auspicabile che ciò avvenga in futuro affinché una preziosa esperienza associativa ed un valido strumento educativo non si disperdano nel nulla dell’indifferenza.

primo bilancio di un progetto di successo foto AngelaP Prignani 1

GRAZIE PRIGNANI

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(Riportiamo di seguito le impressioni del Liceo Artistico Pablo Picasso di Anzio sul progetto scolastico Apsaet che si è svolto nell’anno scolastico 2015-2016)

scuola foto sede

Liceo Artistico “Pablo Picasso” di Anzio ha appena concluso il primo ciclo del progetto Apsaet.

Lunedì 23 maggio 2016, si è svolta presso il Liceo Artistico Pablo Picasso la seconda ed ultima lezione- conferenza, di quest’anno, sullo sviluppo storico del nostro territorio. Le lezioni sono state tenute dall’Arch. Paolo Prignani, grande storico locale, e progettista del progetto Apsaet insieme ad Ambrosi Angela.

Il progetto Apsaet nasce con lo scopo di creare un maggiore legame tra i ragazzi ed il territorio nel quale vivono, e di evidenziare e farne conoscere la grande storia ed i grandi reperti esistenti, conoscenza fondamentale non solo al fine di creare un legame con la propria terra, ma anche come padronanza e possibilità futura di tutela e valorizzazione dei luoghi; perché si sa, solo ciò che si ama si protegge, e non si può amare se non si conosce.

Il Liceo Artistico Pablo Picasso ha una lunga tradizione sul territorio, prima Istituto d’Arte, adesso Liceo, mantiene, soprattutto con i laboratori specifici di indirizzo di Design del Tessuto e Design dei Metalli e dell’Oreficeria, vivo il legame artistico che lo lega ad esso. Il progetto Apsaet è stato inserito nelle attività culturali della scuola all’interno del progetto più ampio che riguarda l’attività di Alternanza Scuola Lavoro introdotta con la Legge 197/2015.

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P Prignani 1 Il programma svolto ha riguardato l’evoluzione storica del territorio, da quando ha assunto l’attuale conformazione morfologica, quindi dalla fine della glaciazione wurmiana (12.000 anni a.C.), fino all’inizio della epoca romana.  La grande esperienza e l’attenta analisi ed approfondimento di tutta la materia da parte dell’Architetto ed insegnante Paolo Prignani hanno reso le lezioni uniche ed interessanti per contenuto, slide, materiale, ed approfondimenti. Particolarmente interessanti i collegamenti con concetti universali, e l’evidenza di aspetti particolari che generalmente non vengono risaltati con la giusta importanza. Nella prima lezione, dalla scomparsa dei grandi mammiferi con la comparsa dei piccoli mammiferi in un habitat diverso, con la crescita della vegetazione e la necessità dell’uomo primitivo di cambiare alcune sue abitudini tra cui cibarsi delle piante della nascente macchia mediterranea, fino a diventare allevatore ed agricoltore, per parlare poi dell’importanza della transumanza e di quanto essa abbia contribuito allo sviluppo sociale dell’uomo stesso, come comunicazione e commercio, dalla magia alla religione, ai templi posti in uno specifico modo, in relazione ai templi presenti su nostro territorio, e molto altro ancora, fino a parlare della scoperta ed utilizzo, sia come sussistenza e sia come via di spostamento, del mare, fino alla età del ferro (800 anni a.C.).  Nella seconda lezione, dal particolare della slide che raffigura la riproduzione fedele di una nave romana (che si trova in Grecia), allo scorrere nei nostri mari delle popolazioni tirreniche dedite alla navigazione, i pirati tirreni, la differenza tra le imbarcazioni fenicie, greche, romane, con le navi dei pirati, i volsci, la guerra con la nascente Roma, e il fatto che la flotta navale di Roma diventa importante nella propria forza dopo avere requisito le navi migliori dei pirati di Anzio. Ed ancora immagini, evoluzione storica, e presenze sul territorio.

La scuola ringrazia sentitamente il Prof. Prignani e lo aspetta l’anno prossimo per nuove e maggiori entusiasmanti lezioni conferenza ed iniziative.    

Elisabetta Rocchetti – Liceo Artistico di Anzio Pablo Picasso

25/05/2016

 

APSAET CON LA SCUOLA

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di Angela Pensword

Apsaet è un progetto scolastico che ha iniziato la sua attività nel 2015-2016.  A cavallo dei due anni si sono svolti i primi incontri presso una delle scuole elementari di Anzio che hanno aderito, dove è stata svolta la parte del programma di educazione ambientale scelta dalle maestre: il lago d’Aral, il cambiamento climatico, e le varie forme di inquinamento, splendide lezioni tenute da Filippo Valenti, che ha tenuto vivo l’interesse di bambini bravi ed attenti. Adesso il programma continuerà con i moduli di storia e di astronomia. A dicembre scorso si è svolta invece una lezione fuori programma presso il Chris Cappel, nella quale si è portato l’esempio del Lago di Aral come esempio di disastro ambientale creato dall’uomo, relazionato da Angela Ambrosi, e del riciclo dei rifiuti focalizzato alla plastica ed agli pneumatici, lezione tenuta da Legambiente Circolo Le Rondini nella persona di Ivana Baia.  Adesso l’attività del progetto entra nella sua massima attività. Solo nel mese di febbraio 10 lezioni conferenza tra licei ed istituti. Il giorno 1 febbraio si è tenuta presso il Liceo artistico di Anzio il primo dei quattro incontri nei quali, in accordo con il liceo, è stato suddiviso il modulo di sviluppo storico del territorio. Si tratta di incontri di tre ore, nei quali l’Arch. Paolo Prignani illustra l’evoluzione storica del territorio, supportato da specifiche slide, interagendo con i ragazzi. Nel primo incontro Paolo Prignani ha illustrato l’origine del territorio partendo dal momento in cui esso prende la morfologia attuale, quindi dalla fine della glaciazione wurm, per terminare la lezione conferenza arrivando alla fine dell’età del ferro (800 a.C.). Il prossimo incontro è previsto a fine mese. Il progetto APSAET è stato scelto dal Liceo artistico per essere inserito nel progetto “INFORMARSI PER INFORMARE” del liceo pensato a copertura dell’obbligo formativo dell’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO, disposta a seguito della legge 107 della Buona Scuola. Sabato 6 invece si è svolta presso il Liceo scientifico la lezione conferenza sul cosmo, tenuta da Silvano Urbani. Si è partiti dal Big Bang, attraversando poi l’universo. Ora si prosegue con ed. ambientale presso il Liceo scientifico e presso il Chris Cappell per le classi che hanno aderito, e presso l’istituto Alberghiero, e altri istituti e scuole elementari, anche per gli altri moduli, proseguendo il programma anche nel corse dei mesi successivi. Come primo anno non ci possiamo proprio lamentare! …

La Befana a Tor Caldara in favore della Vignarola

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di Angela Pensword

Il 6 gennaio si è svolta presso la Riserva di Tor Caldara l’iniziativa organizzata da Legambiente Circolo le Rondini e dal restante Comitato a tutela del verde della Tenuta Puccini  “La Vignarola nel cuore”, finalizzata a completare la raccolta fondi necessari a sostenere le spese iniziali del ricorso al Tar che il Comitato ha intenzione di intraprendere per opporsi e bloccare il progetto che prevede la realizzazione su quell’area di quattro complessi edilizi. In poco più di un mese il Comitato formatosi “La Vignarola nel cuore”, costituito da più associazioni, ha già svolto diverse iniziative sul territorio per sensibilizzare la popolazione su tale tematica. La prima il 5 dicembre tra la Riserva e la Tenuta, successivamente il 20 ed il 27 dicembre nel territorio di Anzio, e quest’ultima il giorno della Befana, all’interno della Riserva di Tor Caldara, che ha aperto i suoi cancelli alla 10.00 appositamente per ospitare al proprio interno i visitatori invitati per tale iniziativa. In tale occasione è stato possibile conoscere meglio alcuni aspetti ambientali legati al territorio, alla Riserva di Tor Caldara ed all’area della Vignarola. Una guardia forestale ha fatto un’introduzione descrivendo la zona, la flora e la fauna locale. Poi è stata la volta dell’esperto ambientale ed insegnante di scienze Andrea Ramello, che ha parlato degli aspetti geologici. In particolare ha descritto le zolfatare dovute alla zona vulcanica che arriva fino ai castelli romani. Infine i partecipanti hanno potuto visitare l’interno della torre, dove l’arch. Paolo Prignani li ha intrattenuti con le spiegazioni sulla Torre Astura e sulla storia delle altre torri della costa.

(foto di Lucio Parrinello)

Si organizzano i cittadini contro il cemento nella Tenuta Puccini: manifestazione il 5 dicembre

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di Sergio Franchi

NASCE IL FRONTE DEL NO

Riunione Anzio 13 11 2015
Riunione Anzio 13 11 2015 

E’ durato oltre due mesi  il silenzio rumoroso ed ambiguo che ha accompagnato le trame ordite per  trasformare una bellissima oasi naturalistica in una lottizzazione in cui dovrebbero essere realizzati quattro resort  turistici di entità e livello diversificato, distribuiti in modo da scrivere la parola  fine ad un progetto ambizioso  ma fattibile che il Comune di Anzio pur approvò qualche anno fa e cioè la creazione di un sito SIC che unisca Tor Caldara alla Tenuta della Vignarola di Lavinio. La vicenda è nota: la proprietà della tenuta Puccini, in forza di un piano regolatore sciagurato,  può realizzare 280.000 mc di costruzioni  attraverso una convenzione con il Comune di Anzio e la cessione allo stesso, a titolo gratuito, di circa 60 ettari di terreno. Nel piano regolatore le costruzioni devono essere realizzate in un unica zona lasciando quindi alla proprietà pubblica una appezzamento  di terreno che, anche se in modo ridotto, concede ancora un piccolo fronte di continuità alla Riserva di Tor Caldara, lungo la via Ardeatina e quindi alla possibilità di realizzare un parco naturale unico.

Naturalmente la concentrazione delle costruzioni in una sola zona renderebbe  molto difficile la speculazione perché richiederebbe un investimento colossale che non potrebbe trovare ne mercato ne investitori. Allora l’escamotage: frazionare il lotto da edificare, in base ad una normativa la cui applicabilità è molto opinabile, per farne quattro lotti “con progetto approvato” più appetibili sul piano finanziario. Il frazionamento, però, riduce considerevolmente il  vantaggio per la comunità. Questo in soldoni. La reazione da parte della politica locale è stata troppo blanda per non apparire sospetta. In Consiglio Comunale ed in Commissione un progetto così fortemente impattante  viene presentato come un fatto che non richiede  nessun  ulteriore approfondimento e nessuna ulteriore autorizzazione a livello Comunale,  tanto da non prevedere nemmeno una discussione in Consiglio. La politica non si è indignata, si dice, perché si tratta di posti di lavoro e di turismo e poi perché “legalmente è tutto in regola”. Ma la politica è l’essenza della gente e la gente non è  d’accordo, almeno nella sua  maggioranza e poi i cittadini non sono stati nemmeno interpellati  per un progetto che pesantemente entra nella loro realtà. Richiamati da un’iniziativa di Legambiente di Anzio-Nettuno, un gruppo di cittadini si sono incontrati nel pomeriggio del 13 novembre nella Sala Montalcini di Piazza Pia ad Anzio per capirne di più. Erano presenti validissimi esperti urbanisti come l’Arch Mastracci e l’Arch. Prignani  che,  in presenza di rappresentanti di  associazioni, come Anzio Diva, del Comitato per Lavinio, di rappresentanti della stampa  e di soci di Legambiente,  hanno approfondito il problema anche alla luce di elementi di storia che non a tutti erano noti. Pur nell’unanime convinzione  nel merito e cioè la salvaguardia del sito naturale, due correnti di pensiero di sono confrontate sul metodo per tentare di raggiungere lo scopo: quello di impedire uno scempio naturalistico.  L’intervento di un  navigato politico locale come  Renzo Toselli che, con un competente e lungo intervento ha dato ai fatti una connotazione necessariamente  di parte, ha fatto chiaramente pesare sul progetto la cappa plumbea della politichetta locale. Era comunque nata la necessità di  un “coordinamento” per organizzare la protesta. Un ulteriore approfondimento ha avuto luogo durante la successiva riunione convocata da Legambiente il 20 novembre a cui hanno partecipato molti giovani aderenti a gruppi ed associazioni locali oltre ad alcuni soci di Legambiente. La necessità di dare un senso alla protesta è stata da tutti condivisa  ma la forma per farlo ha costituito ancora un elemento di contrasto. La proposta del sottoscritto di mantenere l’iniziativa come un progetto di Legambiente, aperto a tutte le possibili partecipazioni esterne con l’esclusione, però, delle  sigle politiche,  non è stata recepita. A poco è valsa la considerazione  del sottoscritto che Anzio è un Comune in cui il 70% dei cittadini non ha votato partiti di sinistra per cui un’etichetta di sinistra sarebbe stato un ostacolo alla partecipazione di una larga parte di cittadini e di una parte della stessa opposizione a cui piacerebbe che la Vignarola  restasse quella che è.  La garanzia di una formale imparzialità sarebbe stata data se l’iniziativa fosse restata dell’ambito della massima associazione ambientalista italiana;  ma Legambiente non guiderà questa protesta e ne sarà solo parte, perdendo, a parere di chi scrive, l’occasione di fare anche un’opera di proselitismo nella zona per accrescere il numero piuttosto esiguo dei suoi soci. Alla proposta di vedere aldilà del dito e cioè di predisporsi per una lunga azione anche legale ha prevalso quella di limitarsi per ora a manifestare il dissenso e di  farlo il 5 dicembre. Una manifestazione si terrà quindi il 5 dicembre alle 11,00 in prossimità della tenuta Puccini. I cittadini che vogliono manifestare il proprio dissenso per l’iniziativa di trasformare un bellissimo prato verde in un altro ammasso di muratura possono farlo. L’appuntamento è a Lavinio di fronte a Tor Caldara per muoversi nella zona di Via Primero.

Da settembre un bellissimo progetto per le scuole che mette in contatto i ragazzi con il proprio territorio

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di Angela Pensword

Con il prossimo anno scolastico, 2015 – 2016, sul territorio di Anzio-Nettuno parte un interessante ed ambizioso progetto scolastico, APSAET, portato avanti da 5 temerari ed appassionati esperti di settore, Angela Ambrosi, Paolo Prignani, Filippo Valenti, Silvano Urbani, Mauro Agostini, che si sono messi insieme allo scopo di: aumentare il legame tra la popolazione ed il luogo nel quale vive, sensibilizzare maggiormente i ragazzi ad un comportamento ambientale responsabile, ed indicare che anche oltre il cielo c’è tutto un mondo da guardare. Detto così può sembrare un progetto banale, ma, iniziato con le migliori intenzioni e da un’idea semplice, con la semplicità e dedizione di fare le cose per gradi, è venuto fuori un progetto che va da dietro l’angolo alle estreme latitudini e longitudini dell’universo.   Il corso di astronomia, offerto dalle elementari alle superiori, è condotto da Silvano Urbani, e anche se si svolge in solo tre incontri di un’ora ciascuno, riesce a coprire gli anni luce che ci separano dai nostri fratelli pianeti, e dalle nostre sorelle galassie. Silvano Urbani non è solo esperto ed appassionato di astronomia, e come tale Socio Operatore dell’Associazione Pontinia di Astronomia Latinia Anzio Nettuno “APA-LAN”, la quale svolge annualmente corsi di divulgazione della Scienza astronomica, ma, oltre la sua normale attività di geometra, è anche vice presidente dell’Associazione del Museo dello Sbarco e della Battaglia  di Anzio e curatore della sezione archivio fotografico e documentazioni della stessa, socio effettivo dell’Associazione “CameraWork” di Anzio, ed esperto per operatività ed esperienza  della parte storica ed archeologica del territorio (storia locale), oltre che guida autorizzata presso i siti archeologici. Il programma ambientale vede come referente Filippo valenti, che oltre ad essere un accreditato giornalista ambientale presso uno dei più noti giornali locali, vanta un curriculum di tutto rispetto, come coordinatore-operatore del Laboratorio territoriale di informazione  ed Educazione Ambientale di Anzio, con la partecipazione a numerosi corsi e seminari specifici tra i quali il seminario formativo sui GPP (Green Public Procurement) organizzato  da ARPALAZIO, e ai seminari di Educazione Ambientale per educatori di agenzie educative, organizzati anche essi da ARPALAZIO, laureato in lettere e in filosofia, e poeta. Mauro Agostini, ex Pilota Civile, e poi Ufficiale di Complemento nell’A.M. con mansioni di rilievo nel controllo aereo,  da quando è in pensione svolge attività di collaborazione volontaria presso il Museo Archeologico di Anzio con attività di Narrazioni relative alla Storia di Anzio e alla collezione del Museo. Paolo Prignani è un nome che parla da solo. Ha un curriculum che mette paura (35 pagine di curriculum non mi era mai capitato di vederle). Architetto e noto esperto di storia e di archeologia del territorio. Dal 2003 è membro del Consiglio di Amministrazione di della Associazione Culturale Onlus “Città Futura”. Numerose pubblicazioni. Tra di esse l’articolo “La mappatura del sistema archeologico-monumentale e le possibilità di valorizzazione ed uso a fini produttivi dei beni archeologici, storici ed ambientali” sul libro “Le carte archeologiche di Anzio e Nettuno” edito a cura dell’Associazione Culturale Onlus “Anzio Futura”, e numerose partecipazioni a convegni in tema di architettura,urbanistica, ed ambiente. Ha amore per il territorio,  e ha sposato subito l’idea di realizzare un progetto per il territorio sulla storia, l’archeologia e l’ambiente, per le scuole. Ha insegnato dal 1974 al 2003 nell’Istruzione Artistica Statale. In ultimo Angela Ambrosi, blogger nazionale, giornalista non professionista, vice presidente di LEGAMBIENTE Circolo “Le Rondini” di Anzio-Nettuno, segretaria dell’Associazione ANZIODIVA e, tra le altre cose, interessata all’analisi sociale, convinta che la società sia come un corpo umano, e che sapendo riconoscere i sintomi di malessere che esso esprime si possa arrivare alle cause, potendone così trovare le soluzioni. Si tratta quindi di un cast di tutto rispetto, nel quale la persona meno esperta è proprio Angela, ma compensa con il fatto di essere la spinta, promotrice ed agglomerante del gruppo. Apsaet si avvale anche della partecipazione di LEGAMBIENTE Circolo “Le Rondini” di Anzio-Nettuno e della Associazione Anziodiva.

Il Progetto nasce con lo scopo di accrescere il legame tra i ragazzi ed il proprio territorio, informando maggiormente sul patrimonio storico archeologico e sul patrimonio naturale presente in esso. La conoscenza del proprio territorio è fondamentale per creare u maggiore legame con esso, e per avere la coscienza e la volontà di una sua salvaguardia e valorizzazione.

Ma Apsaet, anche se nato inizialmente come focus del territorio, trattando di ambiente, si è subito allargato ad un discorso più ampio ed altrettanto importante di educazione ambientale in genere, che non riguarda quindi solo il nostro territorio, ma che investe un comportamento globale che dovremmo tenere come popolazione, ed una sensibilità maggiore a determinate tematiche che appartengono a tutti, dal cambiamento climatico, all’inquinamento, oltre ai normali cenni su una giusta differenziazione dei rifiuti  ed il perché è necessario farlo. Il programma didattico tratta specificatamente anche le nuove tecnologie di produzione di materiali di uso comune biodegradabili da fonti di scarto vegetale. Il futuro della produzione dovrebbe essere proprio questo: arrivare a produrre il più possibile materiali biodegradabili , in questo modo ci sarebbe meno plastica negli oceani, e meno necessità di riciclare, già, perché non tutti sanno che anche il riciclo ha un notevole costo in termini di energia e di inquinamento.

Poi, arrivati a parlare del Pianeta, con l’arrivo di Silvano ci allarghiamo ulteriormente ed esploriamo anche lo spazio.

Ad Apsaet hanno già aderito tre scuole di Anzio, ed una di Nettuno.

P.s.: Perché Apsaet?

So che questo articolo l’ho scritto io, e quindi potrei non sembrare obbiettiva, e probabilmente non lo sono, … ma va bene così. L’importante è proprio diffondere il messaggio dell’importanza e della necessità di divulgare maggiormente le informazioni  relative del patrimonio archeologico e del patrimonio naturale che abbiamo sul territorio, e la sua storia, proprio perché … non si può amare ciò che non so conosce. Questo è l’esempio di come agire sulla società, avendone riconosciuto il sintomo di disaffezione generalizzata per il proprio suolo, di danni creati al luogo da un punto di vista ambientale ed archeologico, di ignoranza relativa al luogo, e di mancanza di informazione relativamente ad esso. Faccio un esempio: persone di qua non sanno cosa è Vallo Volsco, (o meglio pensano che sia solo l’orto botanico), né dove si trovi: è come dire che persone di Roma non sanno cosa è e dove si trova il Colosseo. Qualche chiarimento: Vallo Volsco intanto dovrebbe essere chiamato Vallo Italico tirrenico, come evidenziato dal noto arch. Paolo Prignani, perché è una struttura difensiva la cui costruzione non si può imputare solo ai Volsci, ma è stata utilizzata anche precedente ed è espressione di tutte le genti italiche tirreniche che hanno abitato il nostro territorio prima dei Volsci, inoltre è un sito archeologico che non si trova solo dove doveva essere ubicato il moderno Orto Botanico di Anzio, ma si estende per ben 3 km e 900 metri, delineando il pianoro di Anzio, e rappresentando una tra le più antiche e le più (ancora stranamente a dirsi) conservate strutture del genere.  Quanto è stato distrutto di questo luogo durante la costruzione di case? Quanti, trovando reperti antichi durante gli scavi, hanno distrutto ciò che avevano trovato per proseguire l’edificazione? Non era il caso di non dare i permessi, o di avere più senso civico nel ritrovamento? Certo è difficile giudicare in determinate situazioni, soprattutto quando si tratta di rinunciare ad una casa, e forse in quel periodo di tante cose (tanti valori) non si aveva nemmeno la sensibilità mentale e culturale, ma,  a parte il fatto che la rivalutazione e la salvaguardia del patrimonio archeologico e naturale del nostro territorio può fare da volano per la ripresa economica e turistica del territorio stesso, aumentare la consapevolezza dell’essenza del territorio stesso, della sua storia, del suo patrimonio e del suo valore, non può che fare bene per offrire una protezione maggiore al territorio stesso, perché ci sarà comunque più volontà e coscienza di proteggerlo. … (Non si può amare ciò che non si conosce … quindi è il caso che venga conosciuto.)

P.s.: Ritengo che Apsaet dovrebbe essere un programma didattico importato all’interno di tutte le scuole di Anzio e Nettuno, da volontà comunale. Sarebbe un esempio nel quale la politica agisce nella società attraverso la scuola.

 

 

DOMENICA 12 APRILE PASSEGGIANDO CON LEGAMBIENTE TRA LE VILLE CARDINALIZIE

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Domenica 12 aprile Legambiente Circolo le Rondini organizza una PASSEGGIATA TRA LE VILLE CARDINALIZIE. L’iniziativa è gratuita, ed è a scopo sia culturale, e sia ambientale. Si potranno ascoltare le spiegazioni storiche, architettoniche, ed urbanistiche del noto architetto Paolo Prignani, che ci farà gentilmente da guida lungo il percorso, e si potrà sensibilizzare l’opinione ad una stile di vita con meno macchine partecipando alla passeggiata oltre che a piedi anche con: bicicletta, mono pattino, pattini, e skateboard. Inoltre questa iniziativa è anche un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che la Riserva Naturale (provinciale) di Villa Borghese non è ancora aperta al pubblico. Il Parco di Villa Borghese è infatti la seconda riserva naturale del territorio di Anzio e Nettuno, dopo Tor Caldara, ma poche persone lo sanno, costituisce una ricchezza ambientale notevole, e rappresenta parte del patrimonio naturale del territorio.   (di seguito il link della Provincia relativo alla Riserva ).

http://www.provincia.roma.it/percorsitematici/ambiente/approfondimento/4339

Le ville cardinalizie costituiscono una parte importante del patrimonio storico della città di Anzio. Costruite in punti panoramici, ognuna di loro era circondata un tempo da un grande parco, e spiccava con evidenza guardando la costa dal mare. Adesso le Ville sono inglobate all’interno del tessuto urbano. Nel corso del tempo il parco di ogni villa è stato man mano mangiato dalle abitazioni della popolazione, nel divenire della trasformazione della città.  Villa Borghese è ancora adesso una residenza privata, ed è l’unica ad avere mantenuto un grande parco attorno (ora riserva naturale), anche se molto più piccolo rispetto all’estensione originaria. Villa Adele, Villa Albani, e Villa Sarsina  sono invece edifici pubblici, e costituiscono importanti punti della vita pubblica ed istituzionale. Villa Adele è la sede del Museo Archeologico di Anzio e del Museo dello Sbarco, e ospita importanti uffici comunali. Villa Albani è attualmente una sede asl ed è adibita a struttura ospedaliera. E Villa Sarsina, che ospita l’ufficio del Sindaco, altri uffici comunali, e le sedute dei Consigli Comunali.

L’appuntamento è alle ore 09.00 in Via Antonio Gramsci, davanti al cancello di Villa Borghese. La spiegazione storica ed urbanistica avverrà dall’esterno del cancello. Poi si proseguirà verso Villa Adele, attraverso Via Cupa, una delle vie storiche di Anzio. Dopo le spiegazioni, e dopo avere eventualmente ammirato “la sala delle conchiglie”, si passerà attraverso il parco della Villa, ora giardino comunale ben curato, fino ad attraversare il parco di Villa Albani e ad arrivare sotto l’edificio cardinalizio. Per ultima si potrà ammirare Villa Sarsina, recentemente restaurata dal Comune. La fine della passeggiata è prevista per le ore 13.00.

Come richiesto gentilmente dal circolo di Legambiente, è preferibile comunicare l’adesione all’indirizzo e-mail: circolo_legambiente@yahoo.it   o telefonicamente ai numeri indicati nella locandina o comunicando la partecipazione nella pagina fb dell’evento (di seguito riportata).

https://www.facebook.com/events/1577602559156341/permalink/1579515485631715/

 

Angela Pensword
addetto stampa Legambiente
Circolo Le Rondini

 

passeggiata Ville cardinalizie Anzio 12 aprile 2015 Legambiente
passeggiata Ville cardinalizie Anzio 12 aprile 2015 Legambiente