Progetti

Un parco in onore dei giudici Falcone e Borsellino

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L’iniziativa di Atena per intitolare un parco ai giudici Falcone e Borsellino anche ad Anzio.

Il 23 maggio 1992 veniva ucciso, insieme alla moglie Francesca Morvillo ed alla propria scorta, il Giudice Giovanni Falcone in un attentato ormai noto come “strage di Capaci”. Due mesi dopo venne ucciso, in un ulteriore eccidio di mafia, il Giudice Borsellino.  L’azione svolta dai Giudici Falcone e Borsellino per il contrasto alla mafia è stata immensa. Nel corso degli  anni molte sono state le iniziative attuate in ambito del territorio italiano per ricordare e per commemorare l’impegno, l’opera, la dedizione, il lavoro ed il valore  di queste due encomiabili servitori  dello Stato, che ormai tutti noi paragoniamo a due eroi. Molte sono le strade, le Piazze, i giardini, i Parchi, e le scuole, dedicate a loro. Anche nel nostro territorio è presente una importante scuola dedicata al Giudice Giovanni Falcone. Come è importante l’opera che è stata svolta allora da altri Giudici e da altre figure istituzionali, e come è importante l’insegnamento che avviene nelle scuole, nella società, e la lotta costante alla mafia attuata dalle istituzioni.

A venticinque anni dalla loro morte, in concomitanza della ricorrenza delle stragi, anche nei territori a noi limitrofi sono proseguite iniziative in tali direzioni. Il Comune di Labico, comune italiano che come noi rientra insieme a molti altri piccoli e grandi comuni, nell’area Metropolitana, in ricorrenza con la morte del Giudice Borsellino ha proposto, per non dimenticare, la realizzazione di un Parco alla memoria di Falcone e Borsellino. Una iniziativa simile è avvenuta a Latina. Mentre di Parco Falcone e Borsellino ne esiste già uno a Roma lungo la Via Cristoforo Colombo, tra il quartiere ostiense ed il quartiere ardeatino. Gli spazi di verde pubblico inseriti nel tessuto urbano sono molto importanti ed hanno molte funzioni, dalla funzione ambientale a quella sociale, passando anche per la climatica nelle grandi città. Sono dei centri di svago, ma anche di incontro, e possono servire anche ad informare. In ogni caso contribuiscono a migliorare la qualità della vita della società.

Per tutti questi motivi, ma soprattutto per diffondere ulteriormente il messaggio di contrasto alla mafia e per onorare l’opera svolta dai due Giudici, l’Associazione ATENA invita il comune di Anzio a  sposare l’idea del Comune di Labico e a realizzare anche ad Anzio un Parco alla memoria del Giudice Falcone e del Giudice Borsellino. Anche se è vero che abbiamo già una importante scuola dedicata al Giudice Falcone ciò non preclude anche quest’altra iniziativa, dato che si tratta comunque di cose diverse, entrambe volte non solo a ricordare, ma anche ad insegnare. L’Associazione fa presente che, eventualmente, sarebbe preferibile individuare un’area verde da risistemare, o bonificare, piccola o grande che sia, non ancora dedicata, e renderla fruibile alla popolazione.

ATENA è un’associazione socio-culturale del territorio che oltre a svolgere attività culturale focalizzata al legame tra la popolazione con il luogo nel quale la comunità vive, si occupa anche di tematiche ambientali, di sensibilizzazione nei confronti di un maggior rispetto verso gli animali, e di società per le problematiche contemporanee ad essa legate e come stimolo per un individuo sociale migliore. L’Associazione Atena, insieme al Comitato costituendo “Per non scordare. Un Parco in onore di Falcone e Borsellino ad Anzio”, si rende disponibile a collaborare con il Sindaco e con l’amministrazione per individuare un’area verde tra più proposte, insieme alla documentazione e ad un progetto per la realizzazione del Parco.

L’Associazione Atena invita tutte le associazione ed i cittadini che condividono l’iniziativa “Per non scordare. Un Parco in onore di Falcone e Borsellino” ad aderire al costituendo Comitato scrivendo o chiedendo maggiori informazioni alla casella di posta elettronica: atena.assoculturale@gmail.com

Angela Ambrosi

ATENA genuinamente apartitica

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di Sergio Franchi

Un’Associazione  che gestisce progetti di volontariato sociale

Atena  è un’associazione di volontariato sociale nata formalmente il 16 aprile 2016  da un gruppo di cittadini impegnati da anni, in varie attività socio-culturali, sul territorio di Anzio-Nettuno.  Buona parte dei soci fondatori come Silvano Urbani, Filippo Valenti, Mauro Agostini insieme a Paolo Prignani e Angela Ambrosi sono  illustri professionisti che hanno già sperimentato e sperimentano con successo la loro attività su un progetto molto presente nella realtà didattica delle scuole di Anzio e Nettuno: Apsaet. Allo scopo di accrescere il legame tra i ragazzi ed il luogo in cui vivono e di colmare la mancanza di informazione relativamente ad esso, Apaset è un  progetto che si pone l’obiettivo di diffondere una maggiore informazione dell’intero patrimonio ambientale e dell’intero patrimonio storico ed archeologico  presenti sul territorio, e di fornire, ad integrazione dei programmi ministeriali, approfondimenti sulla storia  del territorio di Anzio e Nettuno il cui territorio è unico, anche se amministrativamente diviso. Parallelamente il progetto offre un programma di educazione ambientale finalizzato a sensibilizzare i bambini ed i ragazzi ad un maggiore rispetto ed amore per il mondo in cui vivono, e cenni di astronomia. Gli insegnamenti di Apsaet sono integrativi di quelli d’istituto che riguardano le materie  nella loro genericità e non sono quasi mai relativi alla realtà locale in cui gli studenti vivono e con cui si confrontano in modo quotidiano. Sulla scia del successo di Apsaet nasce Atena che oltre a gestire Apsaet ha l’ambizione di offrire un’occasione a chi lo desidera, di dare vita ad un’idea, ad un progetto, “Atena è di tutti coloro che vogliono dare qualcosa per il  proprio territorio e per la gente che vi vive,  perché offre a chi vi aderisce la possibilità  di sviluppare un’ attività in un ambito del sociale” così, con orgoglio, si esprime Angela Ambrosi che è la presidente di Atena. “Non siamo un’associazione che tutela gli interessi dei seguaci di una disciplina, di un hobby o di un’attività artistica o  culturale, noi siamo dedicati al nostro prossimo senza nessunissimo scopo di lucro,  anzi rimettendoci di tasca nostra,  per cui meritiamo attenzione e supporto. Siamo forse l’unica realtà che opera in zona nel sociale e lo fa genuinamente nei fatti senza intenti di parte politica”. Cosi risponde  la Presidente alle allusioni fatte rispetto ai vari gruppetti legati a questo o a quel politico di zona. Atena è un’Associazione inclusa nel registro ufficiale dell’associazionismo sociale della Regione Lazio; è un’iniziativa originale, è un contenitore in cui ognuno può esprimersi e merita, per  la sua originalità, l’attenzione della gente per cui lavora. Iniziative così possono solo vivere con una forte partecipazione  ed è per questo che si invitano i cittadini di Anzio e di Nettuno a dare la propria adesione. Non esistono formalità e nemmeno il versamento di una quota sociale ma il semplice gesto di farne parte darà forza a chi vi lavora intensamente nella convinzione  che vale la pena continuare. Si invitano i genitori i cui figli ricevono, nel proprio istituto scolastico  gli insegnamenti di Apsaet,  a dare la propria adesione ad Atena. Si invitano gli operatori commerciali a sostenere  l’associazione. Si invitano, infine coloro che vogliono fare qualcosa per gli altri, senza coinvolgimenti politici,  ad aderire ad Atena. Per farlo è facile,  basta manifestare  la propria intenzione all’indirizzo: atena.assoculturale@gmail.com,  indicare  il proprio numero di telefono o l’email per essere ricontattati. Atena collabora con il Comitato di Lavinio per le attività sociali di comune interesse.

 

Il colore slot del territorio. Una lotta contro la ludopatia.

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di Angela Pensword

Quando si parla di legalità e si sicurezza in un territorio, e di espressione della società civile, non si può non parlare anche di Sale Slot.

Intanto bisogna fare una distinzione tra sale scommesse, sale gioco, bingo, e slot machines diffuse insieme ad altre apparecchiature da gioco  negli esercizi di distribuzione di alimenti e di bevande. In ogni caso si tratta di attività legali, riconosciute dallo Stato, concesse dal Ministero delle Finanze Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, e soggette a normativa. Queste attività hanno a livello nazionale una crescita esponenziale, e non è particolarmente difficile aprirne una. Per aprire una sala scommesse o una sala giochi basta avere i requisiti richiesti dall’art. 88 del T.U.L.P.S.. Nel caso di apertura di una sala scommessa o di una sala da giochi la licenza è soggetta ad una regolamentazione più severa. Nel caso di slot machines presenti nei bar e negli esercizi commerciali di distribuzione di alimenti e di bevande non è prevista alcuna autorizzazione o censimento fino ad un massimo di 5 apparecchiature da gioco. Delle sale esclusivamente dedicate alle scommesse e delle sale dedicate esclusivamente alle slot machine ed al gioco, o al bingo, talvolta se ne possono contare due nel raggio di centro metri. Se a queste aggiungiamo anche le semplici slot che si trovano all’interno di molti bar, ripeto, legittimamente proposte dai proponenti e legittimamente accettate e tenute dai gestori dei bar, ecco che il territorio si tinge di un colore particolate. Questo ad evidenziare la grande diffusione di questa realtà, anche all’interno del nostro territorio. Realtà che, anche se legale, spesso non è immune da gestione della malavita, come è risaputo a livello nazionale.  Quale è il risvolto sociale della questione? La ludopatia è una malattia che si concretizza nella dipendenza dal gioco. Mentre la droga è una dipendenza chimica, la ludopatia è una dipendenza psicologica, altrettanto difficile da curare e da contrastare. Nel senso generale della problematica, quindi non espressamente riferita al nostro territorio, ci sono persone che commettono atti illegali e criminali per poi potersi permettere il soldi per andare a giocare. Ci sono famiglie che sono state economicamente rovinate da tale questione. Anche se statisticamente parlando non ci sono casi criminali riconducibili a tale dipendenza, la casistica non si può escludere. Inevitabilmente si hanno risvolti sociali negativi direttamente legati alla presenza di questa realtà, realtà comunque espressione di uno Stato che ha bisogno di prendere i soldi dalla dipendenza dei propri cittadini, e realtà espressione di una società che esprime altre problematiche e carenze individuali e collettive. Una riflessione: Che senso ha la questione Casinò, che come un’onda sulla spiaggia viene periodicamente riproposta da chi la vuole perorare, come viene ipotizzato nell’edificio del “Paradiso sul Mare”, quando sul territorio sono già diffusamente previste situazioni di gioco che, seppure legali come da normative nazionali, anche se non d’azzardo, di fatto costituiscono un Casinò diffuso? Meglio allora anche il Casinò? Non penso, anzi, sarebbe meglio diminuire anche le prime situazioni e censire anche l’unica macchinetta all’interno di un bar, modificando la legge che ne permette l’impianto di massimo 5. Inoltre: Come possiamo meravigliarci di avere sale slot legalizzate, se abbiamo una società globale capace di tirare fuori dalla propria mente economica finanziaria bancaria alcuni prodotti derivati che per caratteristiche sono molto simili al gioco d’azzardo? Qua si entra in un altro discorso, di esasperazione e di esagerazione di finanza e di economia bancaria, ed al quesito economico se non sia il caso che le banche ricomincino a fare semplicemente le banche per la loro funzione originaria, invece di svalicare il limite dell’esasperazione dei prodotti, esagerazione espressione di una falsata mentalità di economia virtuale, economia capace di creare in quanto tale (virtuale), quando esagerata, notevoli danni e boomerang economici e sociali. Tornando alle sale slot, come si può arginare un qualche cosa che è legale, e previsto dallo Stato? L’unico modo potrebbe essere una maggiore presa di coscienza da parte delle amministrazioni locali e da parte della cittadinanza. Per quanto di competenza delle amministrazioni in ambito di normativa, e prevedendo una campagna di sensibilizzazione contro il gioco in tutte le scuole ed all’interno della società. Limitare al massimo l’impianto di tali attività sul territorio all’interno di un regolamento comunale creato apposta. In questo modo ci sarebbero necessariamente meno punti di scommessa in giro, ed il nostro territorio  avrebbe un colore “slot” meno dilagante.  … (P.s.: Ma, oltre a disappunto di chi di queste scommesse ci campa o ci traffica, non è che poi a fare causa sarà o Stato… ? …).

PRIMO BILANCIO DI UN PROGETTO PER IL TERRITORIO

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di Sergio Franchi

APSAET chiude il primo anno di attività su Anzio e Nettuno  mentre nasce ATENA

APSAET è  un’idea originale e vincente nell’ambito dell’insegnamento integrativo che si muove nell’ambito delle scuole di Anzio e di Nettuno. Il gruppo di Apsaet formato, oltre che da Angela Ambrosi anche dall’Arch Paolo Prignani, da Mauro Agostini, da Silvano Urbani e da Filippo Valenti, opera da un anno nelle scuole di Anzio e di  Nettuno con un programma di insegnamento integrativo su discipline come l’educazione ambientale, l’educazione artistica, la storia, l’archeologia e  l’astronomia. E’ ora di fare i primi bilanci, dopo un anno di intensa attività.  Non è stato facile  far conoscere la validità dell’iniziativa a dirigenti scolastici che ricevono offerte volontaristiche di ogni tipo. Decine di incontri e di presentazioni hanno aperto le porte ad APSAET in molte scuole di ogni tipo di Anzio e di Nettuno e tanta attività è stata svolta in molte di esse. Ne ricordiamo alcune: ACQUA DEL TURCO primaria ANZIO; GIANNI RODARI primaria ANZIO;  SALVO D’ACQUISTO primaria NETTUNO;  DE FRANCESCHI secondaria primo grado NETTUNO;  ALBERGHIERO istituto ANZIO;  EMANUELA LOI istituto NETTUNO;  INNOCENZO XII liceo scientifico ANZIO;  INNOCENZO XII liceo linguistico ANZIO;  CHRIS CAPPELL liceo ANZIO; ARTISTICO liceo ANZIO.  Nello spirito e nella struttura didattica del progetto ogni scuola ha avuto la facoltà di scegliere insegnamenti e modularità che meglio si potessero integrare con il proprio programma scolastico. Alcune lezioni hanno interessato  l’intero istituto, come lo scientifico ed il linguistico, in altri istituti sono state tenute lezioni  in alcune classi, in altri  in classi combinate o in forma di conferenza. APSAET ha fornito un prodotto educativo flessibile adattandone i contenuti  e la forma alla domanda ed ha mantenuto, in ogni caso, l’obiettivo principale e cioè quello di insegnare la conoscenza del territorio in cui gli alunni vivono. Non sono mancate le difficoltà  dell’inizio, ma la missione che il gruppo si era data è stata brillantemente compiuta ed essa costituirà ragione di esperienza  e quindi di potenziamento per l’avvenire. Riunioni  e tanto lavoro in comune sono previsti e necessari per la prossima stagione scolastica. Ciò non è solo necessario per  far tesoro dell’esperienza passata  ma anche perché l’idea di APSAET ha dato vita ad una struttura associativa che si è resa necessaria per poterne gestire il suo potenziamento ed una sua gestione sinergica con altre attività di tipo sociale: ed è nata ATENA. ATENA,  che  è un’associazione fondata in base alla legge 266 che regola formalmente il volontariato in tutte le sue forme, ha lo scopo di fornire servizi di tipo sociale e socio-culturale senza nessun fine di lucro e gestirà, in futuro, anche l’attività di APSAET.  ATENA a cui hanno aderito altre persone  di Anzio e di Nettuno, verrà guidata da Angela Ambrosi e  darà vita ad una campagna di adesione che sarà aperta a tutti i cittadini e le cittadine che vorranno partecipare e/o sostenerne l’attività. Sarà possibile aderire in funzione di docenti per rafforzare la squadra di coloro che portano avanti i programmi socio-educativi sul territorio di Anzio e Nettuno oppure semplicemente come soci ordinari con attività di collaborazione o di sostentamento. E’ in corso l’attività per ottenere l’iscrizione di ATENA nell’elenco delle Associazioni di volontariato riconosciute dalla Regione Lazio e sono in atto contatti per estenderne l’attività in altre aree regionali. Tutto il lavoro condotto con passione, dedizione e competenza è stato finora sostenuto interamente anche economicamente dai volontari e nessun finanziamento o rimborso spese ha avuto luogo da parte di nessuna istituzione o ente. Le istituzioni locali dovrebbero vedere in iniziative di questo tipo ed a questo livello professionale, strumenti educativi integrativi a cui è necessario intervenire con aiuti economici. E’ auspicabile che ciò avvenga in futuro affinché una preziosa esperienza associativa ed un valido strumento educativo non si disperdano nel nulla dell’indifferenza.

primo bilancio di un progetto di successo foto AngelaP Prignani 1

GRAZIE PRIGNANI

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(Riportiamo di seguito le impressioni del Liceo Artistico Pablo Picasso di Anzio sul progetto scolastico Apsaet che si è svolto nell’anno scolastico 2015-2016)

scuola foto sede

Liceo Artistico “Pablo Picasso” di Anzio ha appena concluso il primo ciclo del progetto Apsaet.

Lunedì 23 maggio 2016, si è svolta presso il Liceo Artistico Pablo Picasso la seconda ed ultima lezione- conferenza, di quest’anno, sullo sviluppo storico del nostro territorio. Le lezioni sono state tenute dall’Arch. Paolo Prignani, grande storico locale, e progettista del progetto Apsaet insieme ad Ambrosi Angela.

Il progetto Apsaet nasce con lo scopo di creare un maggiore legame tra i ragazzi ed il territorio nel quale vivono, e di evidenziare e farne conoscere la grande storia ed i grandi reperti esistenti, conoscenza fondamentale non solo al fine di creare un legame con la propria terra, ma anche come padronanza e possibilità futura di tutela e valorizzazione dei luoghi; perché si sa, solo ciò che si ama si protegge, e non si può amare se non si conosce.

Il Liceo Artistico Pablo Picasso ha una lunga tradizione sul territorio, prima Istituto d’Arte, adesso Liceo, mantiene, soprattutto con i laboratori specifici di indirizzo di Design del Tessuto e Design dei Metalli e dell’Oreficeria, vivo il legame artistico che lo lega ad esso. Il progetto Apsaet è stato inserito nelle attività culturali della scuola all’interno del progetto più ampio che riguarda l’attività di Alternanza Scuola Lavoro introdotta con la Legge 197/2015.

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P Prignani 1 Il programma svolto ha riguardato l’evoluzione storica del territorio, da quando ha assunto l’attuale conformazione morfologica, quindi dalla fine della glaciazione wurmiana (12.000 anni a.C.), fino all’inizio della epoca romana.  La grande esperienza e l’attenta analisi ed approfondimento di tutta la materia da parte dell’Architetto ed insegnante Paolo Prignani hanno reso le lezioni uniche ed interessanti per contenuto, slide, materiale, ed approfondimenti. Particolarmente interessanti i collegamenti con concetti universali, e l’evidenza di aspetti particolari che generalmente non vengono risaltati con la giusta importanza. Nella prima lezione, dalla scomparsa dei grandi mammiferi con la comparsa dei piccoli mammiferi in un habitat diverso, con la crescita della vegetazione e la necessità dell’uomo primitivo di cambiare alcune sue abitudini tra cui cibarsi delle piante della nascente macchia mediterranea, fino a diventare allevatore ed agricoltore, per parlare poi dell’importanza della transumanza e di quanto essa abbia contribuito allo sviluppo sociale dell’uomo stesso, come comunicazione e commercio, dalla magia alla religione, ai templi posti in uno specifico modo, in relazione ai templi presenti su nostro territorio, e molto altro ancora, fino a parlare della scoperta ed utilizzo, sia come sussistenza e sia come via di spostamento, del mare, fino alla età del ferro (800 anni a.C.).  Nella seconda lezione, dal particolare della slide che raffigura la riproduzione fedele di una nave romana (che si trova in Grecia), allo scorrere nei nostri mari delle popolazioni tirreniche dedite alla navigazione, i pirati tirreni, la differenza tra le imbarcazioni fenicie, greche, romane, con le navi dei pirati, i volsci, la guerra con la nascente Roma, e il fatto che la flotta navale di Roma diventa importante nella propria forza dopo avere requisito le navi migliori dei pirati di Anzio. Ed ancora immagini, evoluzione storica, e presenze sul territorio.

La scuola ringrazia sentitamente il Prof. Prignani e lo aspetta l’anno prossimo per nuove e maggiori entusiasmanti lezioni conferenza ed iniziative.    

Elisabetta Rocchetti – Liceo Artistico di Anzio Pablo Picasso

25/05/2016

 

Fine del progetto Clean

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di Angela Pensword

Con una lettera formale, dopo quasi un anno di lavoro, si conclude l’esperienza del progetto Clean, un progetto voluto e nato in seno al Comitato per Lavinio, con lo scopo di migliorare la situazione generale dei rifiuti sul territorio di Anzio, in coordinamento con altre associazioni e cittadini, proposto all’Assessorato all’ambiente ed accettato da quest’ultimo in collaborazione reciproca.  Le motivazioni della chiusura, e la futura operatività del Comitato sulla questione rifiuti, sono ben espresse ed anticipate nella lettera. Di seguito riportiamo per intero il Comunicato pervenutoci dal Comiato per Lavinio.

 

 

COMITATO PER LAVINIO

Associazione Socio-Culturale                           Sede: Viale delle Margherite n 125, LAVINIO-ANZIO

Reg. n. 1287 del 1-3-2007                                   Email: comitatoperlavinio@hotmail.com

CF: 97449860580                                                                                      

Prot N.150616

A:    Sindaco di Anzio via Pec
Assessore all’Ambiente via Pec

Oggetto:  Denuncia dell’accordo del progetto Clean

In data 23 settembre 2015 questa Associazione di cittadini, con esperienza ultradecennale sul territorio con particolare attenzione al problema dell’igiene pubblica,  conveniva in un accordo con Codesta Amministrazione per un’attività di collaborazione ritenuta indispensabile per il miglioramento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani nel Comune di Anzio. L’accordo veniva formalizzato con la firma di un protocollo d’intesa  sotto la stessa data,   registrato con il  n 26351. L’operazione di collaborazione è stata divulgata con il nome di progetto Clean.

L’accordo prevedeva un’assidua compartecipazione decisionale, pur nei limiti delle responsabilità istituzionali e dei termini contrattuali ed un attività di coordinamento per ridurre i disagi alla popolazione;  per un graduale progresso nella gestione di un servizio del tutto scadente.

L’associazione scrivente ha formulato proposte sintetizzate in un documento operativo aperto alla discussione e  si è resa disponibile per incontri e sopralluoghi che, di fatto,  non hanno prodotto risultati apprezzabili. L’atteggiamento dell’Assessorato all’Ambiente si è dimostrato del tutto inconcludente rendendo inutili le proposte formulate da questa Associazione; proposte che sintetizzavano sempre istanze raccolte da un utenza che ha attivamente partecipato con atteggiamento propositivo. La totale incapacità dell’Assessorato all’Ambiente a gestire in modo soddisfacente un’attività di collaborazione fra utenza ed Amministrazione, che pur dovrebbe essere naturale in servizi complessi di questo tipo, rende del tutto inutile il prosieguo di qualsiasi attività prevista dall’accordo. In attuazione dell’art 7 dell’accordo medesimo il Comitato per Lavinio denuncia l’inadempienza dell’Amministrazione comunale e ritiene conclusa ogni attività di coordinamento che l’accordo stesso  prevedeva. Per la stessa ragione non si ritiene più vincolato alle clausole in esso previste e quindi, in presenza di una situazione ambientale decisamente intollerabile, torna libero di esplicare ogni azione di denuncia al  fine di ottenere con il contrasto quello che non è riuscito ad ottenere col consenso,  nell’esclusivo interesse dei cittadini che rappresenta.

Anzio 15 giugno 2016                                                    (Dr, Sergio Franchi)