Società

Il parcheggio di Anzio centro stazione come il deserto del Sahara

Postato il Aggiornato il

di Angela Pensword

(indirizzato all’amministrazione e a chi gli sta dietro! …)

Volete valorizzare il territorio? Vi preoccupate di rendere il territorio commercialmente interessante? Puntate al turismo? Pensate alle prossime elezioni?

Bene!

Allora c’è tanto da fare! Intanto iniziamo da …

qualche giorno fa ho deciso di raggiungere degli amici al centro di Anzio. Il programma era di incontrarci nel tardo pomeriggio per poi andare a cena insieme da qualche parte. Non era particolarmente tardi quando mi avvio. L’appuntamento era per le 18,30 in Piazza Pia. La puntualità non è il mio forte, ma quella volta sarei arrivata puntuale se … non avessi impiegato oltre 45 minuti per trovare posteggio, girando come altri disperati impegnati come me in questa caccia al tesoro!

E’ vero che siamo nei giorni centrali del mese di agosto, e che l’attuale densità di popolazione non è la norma, ma c’è qualche cosa che stona nel quadro. …

In questo tempo ho provato due volte a posteggiare presso il parcheggio comunale “la piccola” di Anzio centro stazione. Ho provato nel senso che ho posteggiato, sono scesa, mi sono guardata intorno, e sono risalita in macchina per andare a cercare un posteggio in un luogo un po’ più civile e sicuro. Mentre stavo lì ho fatto qualche foto. Ciò che mi è saltato agli occhi non è solo la desolazione e l’abbandono di alcuni scorci, cosa che si trova anche in altri luoghi del territorio insieme fortunatamente anche a tante cose belle e di valore, ma il contrasto tra un centro congestionato di macchine impegnate a non socializzare come nell’autoscontro dei luna park, e la desolazione del vuoto di quel grande posteggio, desolazione che, unita anche ai refoli di un leggero vento che alzavano la polvere della parte sterrata del parcheggio creando mulinelli di sabbia, lo rendevano ancora più simile per contrasto al deserto del Sahara. E quel posteggio sta a 200 metri dalla piazza centrale di Anzio! …

 

Perché le persone non ci posteggiano volentieri la sera (ma nemmeno il pomeriggio) e quando lo fanno si fanno il segno della croce? Perché se gli altri hanno avuto la stessa impressione che ho avuto io quel parcheggio non è invitante e né da senso di sicurezza, soprattutto se si deve tornare alla macchina in tarda sera o in piena notte.  Il posteggio “La piccola” di Anzio centro stazione potrebbe svolgere un’importante funzione per alleggerire il traffico della movida estiva. Solo che andrebbe gestito diversamente. E’ giusta la soluzione attuale di renderlo gratuito in quanto è utilizzato dai pendolari durante il giorno, ma andrebbe tenuto maggiormente pulito, manutenzionato, controllato, reso sicuro, e poi pubblicizzato.

Anzio, come tutti i posti di mare del resto, è un po’ come un fiore, sboccia in primavera, raggiunge l’apice del profumo in estate per poi appassire in autunno, e dormire dolcemente nel letargo dell’inverno. L’incremento della popolazione nel periodo estivo, tra proprietari e villeggianti, crea alcune problematiche in diversi settori, tra cui il traffico e la difficoltà di trovare posteggio. Allora perché non organizzarsi per tempo nella gestione della società? Del resto basterebbe agevolare la possibilità di posteggiare per decongestionare il traffico al centro di Anzio, rendendone anche più gradevole il passeggio e facile il raggiungimento della zona centrale, piazza e porto, e limitrofi. Quindi migliorare la qualità di vita, gestire la società, i servizi, preoccuparsi del decoro, ed anche della sicurezza.

O meglio perché non preoccuparsi di tutte queste cose anche semplicemente per i cittadini che risiedono ad Anzio tutto l’anno?

Il parcheggio La piccola viene utilizzato prettamente dai pendolari che lasciano la macchina alla stazione per andare a lavorare a Roma, ed è un importate servizio quindi per la collettività. E’ un parcheggio che vive principalmente di giorno, tranne che nel periodo estivo (ops, anche in questo caso dorme). In ogni caso, la manutenzione, il decoro, la pulizia, il controllo, e una capillare forma di illuminazione (che è presente e funzionale ma che se vi fosse necessità si potrebbe integrare con l’illuminazione al led o solare se vogliamo risparmiare) dovrebbero sempre essere garantiti, in ogni stagione e per ogni giorno.

E’ chiedere troppo? …

… AGGIORNAMENTO DEL 24/08/2017: … Confermo. La stessa situazione mi è capitata l’altra sera. Peccato! Se nei mesi di giugno, luglio, agosto, e settembre, si predisponesse anche la sola parte asfaltata del parcheggio in modo ben controllato e gratuito, e pulito, per la sera e la notte, certamente la situazione del traffico al centro di Anzio sarebbe migliore. E’ un suggerimento!  Oltre a ciò, e stabilito il fatto che l’immondizia lasciata sotto le scale del parcheggio è certamente opera di incivili, la sua rimozione frequente ed un maggiore controllo dell’area rientrano certamente nelle competenze e nelle funzioni del Comune, e si potrebbero predisporre a beneficio di tutti, e quindi anche di Anzio. …

 

Un parco in onore dei giudici Falcone e Borsellino

Postato il Aggiornato il

L’iniziativa di Atena per intitolare un parco ai giudici Falcone e Borsellino anche ad Anzio.

Il 23 maggio 1992 veniva ucciso, insieme alla moglie Francesca Morvillo ed alla propria scorta, il Giudice Giovanni Falcone in un attentato ormai noto come “strage di Capaci”. Due mesi dopo venne ucciso, in un ulteriore eccidio di mafia, il Giudice Borsellino.  L’azione svolta dai Giudici Falcone e Borsellino per il contrasto alla mafia è stata immensa. Nel corso degli  anni molte sono state le iniziative attuate in ambito del territorio italiano per ricordare e per commemorare l’impegno, l’opera, la dedizione, il lavoro ed il valore  di queste due encomiabili servitori  dello Stato, che ormai tutti noi paragoniamo a due eroi. Molte sono le strade, le Piazze, i giardini, i Parchi, e le scuole, dedicate a loro. Anche nel nostro territorio è presente una importante scuola dedicata al Giudice Giovanni Falcone. Come è importante l’opera che è stata svolta allora da altri Giudici e da altre figure istituzionali, e come è importante l’insegnamento che avviene nelle scuole, nella società, e la lotta costante alla mafia attuata dalle istituzioni.

A venticinque anni dalla loro morte, in concomitanza della ricorrenza delle stragi, anche nei territori a noi limitrofi sono proseguite iniziative in tali direzioni. Il Comune di Labico, comune italiano che come noi rientra insieme a molti altri piccoli e grandi comuni, nell’area Metropolitana, in ricorrenza con la morte del Giudice Borsellino ha proposto, per non dimenticare, la realizzazione di un Parco alla memoria di Falcone e Borsellino. Una iniziativa simile è avvenuta a Latina. Mentre di Parco Falcone e Borsellino ne esiste già uno a Roma lungo la Via Cristoforo Colombo, tra il quartiere ostiense ed il quartiere ardeatino. Gli spazi di verde pubblico inseriti nel tessuto urbano sono molto importanti ed hanno molte funzioni, dalla funzione ambientale a quella sociale, passando anche per la climatica nelle grandi città. Sono dei centri di svago, ma anche di incontro, e possono servire anche ad informare. In ogni caso contribuiscono a migliorare la qualità della vita della società.

Per tutti questi motivi, ma soprattutto per diffondere ulteriormente il messaggio di contrasto alla mafia e per onorare l’opera svolta dai due Giudici, l’Associazione ATENA invita il comune di Anzio a  sposare l’idea del Comune di Labico e a realizzare anche ad Anzio un Parco alla memoria del Giudice Falcone e del Giudice Borsellino. Anche se è vero che abbiamo già una importante scuola dedicata al Giudice Falcone ciò non preclude anche quest’altra iniziativa, dato che si tratta comunque di cose diverse, entrambe volte non solo a ricordare, ma anche ad insegnare. L’Associazione fa presente che, eventualmente, sarebbe preferibile individuare un’area verde da risistemare, o bonificare, piccola o grande che sia, non ancora dedicata, e renderla fruibile alla popolazione.

ATENA è un’associazione socio-culturale del territorio che oltre a svolgere attività culturale focalizzata al legame tra la popolazione con il luogo nel quale la comunità vive, si occupa anche di tematiche ambientali, di sensibilizzazione nei confronti di un maggior rispetto verso gli animali, e di società per le problematiche contemporanee ad essa legate e come stimolo per un individuo sociale migliore. L’Associazione Atena, insieme al Comitato costituendo “Per non scordare. Un Parco in onore di Falcone e Borsellino ad Anzio”, si rende disponibile a collaborare con il Sindaco e con l’amministrazione per individuare un’area verde tra più proposte, insieme alla documentazione e ad un progetto per la realizzazione del Parco.

L’Associazione Atena invita tutte le associazione ed i cittadini che condividono l’iniziativa “Per non scordare. Un Parco in onore di Falcone e Borsellino” ad aderire al costituendo Comitato scrivendo o chiedendo maggiori informazioni alla casella di posta elettronica: atena.assoculturale@gmail.com

Angela Ambrosi

Parco Falcone e Borsellino dovremmo farlo anche d Anzio

Postato il

di Angela Pensword

Ho appena letto una notizia dal Comune di Labico (comune italiano che, come noi, rientra insieme a molti altri piccoli e grandi comuni, nell’area Metropolitana) che mi ha colpito piacevolmente. Il Comune di Labico, in ricorrenza con la morte del Giudice Borsellino, ennesimo eccidio di mafia avvenuto venticinque anni fa dopo solo due mesi dalla strage di Capaci nella quale rimasero uccisi il Giudice Giovanni Falcone, la moglie e la scorta, propone: “Per non dimenticare. Un Parco alla memoria di Falcone e Borsellino”.

La trovo una bellissima iniziativa, e penso che dovremmo proporla anche ad Anzio. Si, è vero, abbiamo già una scuola, importante, dedicata al Giudice Falcone, ma ciò non preclude anche quest’altra iniziativa, dato che si tratta comunque di cose diverse, entrambe volte non solo a ricordare, ma anche ad insegnare. Gli spazi di verde pubblico inseriti nel tessuto urbano hanno molte funzioni, dalla funzione ambientale a quella sociale, passando anche per la climatica nelle grandi città. Sono dei centri di svago, ma anche di incontro, e possono servire anche ad informare. In ogni caso contribuiscono a migliorare la qualità della vita della comunità, e sono importanti.

Di Parco Falcone e Borsellino ne esiste uno a Roma, in Via Badia di Cava, sulla Via Cristoforo Colombo, tra il quartiere ostiense ed il quartiere ardeatino. Se ne esistessero molti sarebbe certamente un messaggio in più. Per questo, e per tutto ciò che rappresentano queste figure, e per ciò che hanno fatto, sarebbe bello se anche qui ad Anzio sposassimo l’idea di Labico ed individuassimo un’area verde da dedicare alla memoria di questi due eroi. Se fosse un’area fruibile e molto frequentata sarebbe meglio, ma gli spazi urbani verdi già vissuti hanno già un nome. Ed allora, perché non individuare un’area verde da risistemare, o bonificare, piccola o grande che sia, e rendere fruibile alla popolazione, invece di cambiare nome eventualmente ad un giardino già esistente? Penso che anche i Giudici ne sarebbero più contenti.

Di seguito il link che porta al Comune di Labico.

http://www.comune.labico.rm.gov.it/home/news-eventi/news/Anno-2017/07/Paolo-Borsellino.html

VACCINI VARATO IL DECRETO CONTINUANO LE POLEMICHE

Postato il Aggiornato il

di Angela Pensword

Il 6 giugno 2017 è stato varato il decreto nr. 73 “Disposizioni urgenti in termini di prevenzione vaccinale” che porta da 4 a 12 i vaccini obbligatori e gratuiti da 0 ai 16 anni. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella pone la firma facendo di fatto diventare legge quanto proposto dal Ministro Lorenzin e deliberato il 19 maggio dal Consiglio dei Ministri. Sin dal momento della proposta la disposizione ha scatenato forti contestazioni in parte della popolazione, in chi subisce, a proprio sentire, questa Legge come una limitazione della propria libertà. Infatti qualche giorno fa mi arriva da un amico un volantino farneticante, al quale rispondo forse con troppa enfasi per poi giungere alla conclusione che forse si trattava di uno scherzo, dato che proponeva, tra le altre cose, anche l’abolizione dell’ordine dei medici e dei giornalisti. Invece no, non era una scherzo. Anche adesso che si è arrivati al decreto, le polemiche continuano, anzi si amplificano, a livello nazionale, con comitati, associazioni e persone che si dichiarano contro il provvedimento, che promuovono manifestazioni di protesta, azioni e petizioni. Vengono portati esempi di casi di vaccini sbagliati, di reazioni dannose (casi eccezionali ovviamente), si parla di manipolazione della informazione e di mancanza di dati, di non democrazia, di mancanza di libertà di scelta, di incostituzionalità del decreto, di esagerazione nella prevenzione, di accordi con le case farmaceutiche, di non tutela della salute individuale, si dice che a livello europeo l’Italia è l’unica a prevedere tutti questi vaccini, e si chiedono le dimissione del Ministro Lorenzin e di tutto il Consiglio dei Ministri che ha deliberato a favore del decreto, e se ne chiede l’annullamento alla Corte Costituzionale in sede europea. Intendiamoci, la libertà di pensiero e di espressione è fondamentale. E come si ha la libertà di esprimere la propria contrarietà al decreto, si ha anche la libertà di giudicare la protesta esagerata e di esprimere un giudizio positivo sul decreto. Perché giudico esagerata la protesta? Perché secondo me chi protesta contro il decreto si limita a vedere la propria realtà, esulando da un contesto sociale. Vorrei fare delle riflessioni. Se prima era giusto non avere tutte queste dodici vaccinazioni obbligatorie, perché non era necessario, adesso invece è necessario. Sono cambiate le condizioni. Che cosa è cambiato? Siamo sempre più persone che vengono in contatto tra di loro, e sempre meno persone che si vaccinano, fino ad andare, talvolta, sotto la soglia di sicurezza di vaccinazione nazionale, parametro fissato al 95% sotto il quale aumenta il rischio di epidemie. Ho sentito qualcuno dire “non sapevo che ci stava una epidemia in atto” ma a tale affermazione si può solo rispondere con un “perché vogliamo aspettare che ci sia?”. Il decreto viene giudicato anti-costituzionale da chi protesta, mentre secondo me sarebbe stato incostituzionale non farlo. Tra le funzioni di uno Stato vi è anche quella di salvaguardare la salute pubblica, e se si vede il decreto in una visuale sociale (come vanno visti e pensati tutti i decreti e le Leggi) va certamente in tale direzione. Inoltre uno Stato può e deve svolgere la propria funzione anche attraverso la coercizione. E se ci si pensa, ogni Legge è, talvolta di più e talvolta di meno, una coercizione, perché obbliga ad un comportamento o a rientrare in alcuni parametri. Una volta tanto che abbiamo un Governo che si muove prima e a scopo preventivo ci lamentiamo? Si ha certo la libertà di opinione, ma non si può avere la libertà di mettere con il proprio comportamento a rischio la salute collettiva. Cosa succederebbe se la scelta di non vaccinare i propri figli diventasse sempre di più di moda? Proprio per evitare la diffusione esagerata di comportamenti che possono mettere a rischio la salute collettiva che si fanno le Leggi. Se molte malattie infettive e dannose per chi le contrae sono quasi scomparse lo si deve proprio alla diffusione dei i vaccini all’interno della società. Se si pensa all’incremento dei casi di morbillo dall’inizio dell’anno (e questi sono dati) si ha un’idea del potenziale pericolo di una prassi non regolamentata. A contrarre il morbillo sono state anche alcune sanitarie che lavorano presso gli ospedali. Cosa sarebbe successo se qualche sanitaria di coloro che hanno contratto il morbillo in questi mesi fosse stata incinta? Chi è contrario al decreto li conosce i danni che provoca il morbillo sul feto? Chi si affanna a voler difendere egoisticamente il proprio diritto a non vaccinare i propri figli estraniandosi da un contesto sociale attua un comportamento egoistico che per paradosso può danneggiare anche il proprio nucleo familiare, composto da bambini e da anziani in genere i più deboli. Non bisogna confondere la libertà individuale e collettiva con l’anarchia, né nascondersi dietro la paura dei vaccini. I bambini prima di essere vaccinati devono essere da sempre sottoposti a visita, ed inoltre, per chi fosse non idoneo a sostenere il vaccino per propria costituzione, è da sempre esonerato. C’è chi giudica folle il decreto, io giudico folle il non apprezzare lo sforzo per “garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica e di assicurare il costante mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale”. I vaccini obbligatori da adesso sono: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-haemophilus influenzae tipo b, anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

In allegato i link:

Decreto 7 giugno 2017 nr. 73 Disposizioni urgenti in termini di prevenzione vaccinale

Dati Morbillo

Circolare del Ministero della Salute in termini vaccini giugno 2017

 

 

è morto un bambino di sette anni per carenza di cura di antibiotico

Postato il

Quando l’ostinazione e l’ignoranza consigliano male, e quando il buon senso è latitante …

di Angela Pensword

E’ una di quelle notizie che non si vorrebbe mai sentire. A Pesaro un bambino è morto di setticemia, e si può immaginare con quanto dolore fisico e psichico. E’ morto per non essere stato curato per tempo con gli antibiotici. Il bimbo era stato colpito da una otite acuta, ma la cura era proseguita solo con l’omeopatia. Quando è stato portato all’ospedale ormai l’infezione era andata troppo avanti. Adesso ad essere indagato per omicidio colposo è il presunto medico omeopata che aveva in cura il bambino, ma anche i genitori vanno incontro ad accertamenti. E’ vero che non bisogna abusare di antibiotici, ed è vero che l’omeopatia può essere un aiuto iniziale, ma c’è un limite oltre il quale non bisogna andare, oltre il quale non bisogna avere paura di affidarsi alle medicine tradizionali frutto della scienza e del progresso. Certamente i genitori saranno stati mal consigliati dal medico omeopata e non pensavano a tale conseguenza, come va rispettato il loro dolore, ma questa vicenda deve far riflettere che delle volte essere troppo “duri e puri” ed “ostinati” nelle proprie convinzioni può portare a delle conseguenze letali. Si tratta di buon senso, di buoni consigli, e, quando si fanno le scelte sbagliate, anche di ignoranza.  

Leggi anche: http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=51208

L’indagine a Capo Rizzuto la mafia ed i migranti

Postato il Aggiornato il

di Angela Penwword

In questi giorni si è conclusa una indagine  portata avanti dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, che ha portato all’arresto di 68 persone e a dare un duro colpo alla famiglia Arena, una delle principali famiglie mafiose. Tra gli arrestati anche persone insospettabili come Leonardo Sacco della Misericordie ed il parroco Don Edoardo Scordio. L’indagine andava avanti da 10 anni, ed ha riguardato il “CARA” di Capo Rizzuto, una delle maggiori strutture italiane ed europee che si occupano dell’accoglienza dei migranti. … 
E’ proprio qua che bisogna agire per contrastare la migrazione selvaggia, la criminalità e lo sfruttamento di migranti e per salvaguardare al tempo la salute ed i diritti umani dei migranti … indagare e controllare chi gestisce tali centri e chi su di essi lucra. Inoltre bisognerebbe evitare che la gestione dei migranti sia al tempo stesso una possibilità di lucro. Purtroppo molto spesso lo Stato non riesce a gestire direttamente le problematiche, e tale procedura e mediazione da la possibilità di lucro a chi (non tutti) fa della gestione un business a scapito di altri, e a chi ha la mentalità che si esprime poi nella criminalità. … è anche vero che l’esodo dei migranti verso l’Europa ha altre origini, e che spesso e successivamente il lucro su di loro ne è solo una conseguenza. … L’indagine ha messo in evidenza anche collegamenti diretti ed indiretti, e con il beneficio del dubbio anche inconsapevoli sulla gravità dei contatti, con la politica, evidenziando ancora una volta quanto a determinati livelli sia valido il concetto, quasi un principio fisico, in base al quale “potere cerca altro potere” … 

Per approfondimento:
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/calabria/migranti-arrestati-parroco-e-capo-misericordia-isola-capo-rizzuto_3071588-201702a.shtml

La sicurezza fortunatamente prima di tutto

Postato il

di Angela Pensword

Penso sia una buona sentenza quanto stabilito dalla Corte Suprema di Cassazione che così facendo sancisce ulteriormente e definitivamente un concetto già conosciuto ma troppo spesso messo in dubbio, e che definisce “la sicurezza pubblica come un bene da tutelare”. E’ un concetto ovvio, che è giusto che sia fondante di uno Stato e del proprio ordinamento giuridico. Il fatto si riferisce alla condanna definitiva nei confronti di un indiano sikh, precedentemente multato dal tribunale di Mantova perché andava in giro con un coltello di circa 20 cm, il Kirpan, simbolo religioso, che aveva presentato ricorso contro tale multa. La sentenza della Corte Suprema in tale modo stabilisce, e conferma, che chi transita, soggiorna, o decide di stabilirsi nel nostro Paese deve sottostare a determinate regole che pongono in primo piano i valori della sicurezza comune, e dei diritti umani, ribadendo che ” in consonanza con la previsione dell’art. 2 della Costituzione che valorizza il pluralismo sociale, il limite invalicabile è costituito dal rispetto dei diritti umani e della civiltà giuridica della società ospitante”. Tale concetto di sicurezza comune e di rispetto dei diritti umani si può applicare anche ad altre situazioni. Si potrà applicare alla futura legge che prevede fortunatamente l’obbligo di vaccinazione a tutti i bambini per avere l’accesso nelle scuole salvaguardando così la soglia nazionale vaccinale a copertura della salute pubblica, si applica al fatto di vietare di andare in giro con il burka soprattutto in un momento nel quale sotto il burka si può nascondere un soggetto potenzialmente pericoloso, si applica fatto come recentemente accaduto di pretendere in fase di controlli negli aeroporti di togliere il velo a copertura del capo, si può applicare a deroghe sulla privacy per indagini a tutela della sicurezza nazionale come capita in alcune indagini su sistemi informatici, e, nel caso della tutela dei diritti umani, si può applicare nel considerare fuori legge la infibulazione. Personalmente non c trovo niente di strano in questa sentenza, inoltre, come noi quando andiamo in altro Pese ci dobbiamo adeguare, almeno nel vivere comune, alle regole e leggi di quel Paese, così chi viene e vive da noi si dovrà e si deve adeguare alla nostre leggi. Il permissivismo totale porta ad anarchia e l’anarchia porta a confusione, e la confusione porta ad insicurezza. In più basarsi e far rispettare il nostro codice vuol dire anche salvaguardare la nostra identità culturale, troppo spesso calpestata. Sicuramente ci sarà qualcuno che giudicherà tale sentenza errata e lesiva nei confronti della libertà di culto, ma, se la convivenza tra etnie e culture diverse è un fatto inevitabile nel mondo contemporaneo globalizzato, tale convivenza può avvenire solo nel rispetto di determinate regole che mettono al centro valori universali per il bene comune di una società, in una scala di priorità, e solo chi non ha chiaro il concetto di bene comune non si rende conto di quanto sia importante per la nostra società darsi ed avere un certo “ordine”.

Per approfondimento:
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/la-cassazione-i-migranti-devono-conformarsi-ai-valori-del-paese-ospitante_3071699-201702a.shtml