Politica

Sala piena durante il Consiglio Comunale del 2 febbraio 2018

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I Cittadini mettono la politica di frante alle proprie responsabilità

di Angela Pensword

Il 2 2 2018 si è svolto un Consiglio Comunale che ha visto una discreta partecipazione da parte della popolazione. L’argomento che ha richiamato la folla e che ha messo la politica di fronte alle proprie responsabilità è la realizzazione della centrale biogas in Via della Spadellata attualmente in fase di costruzione. Il progetto, prima Co.Ge.C., poi Anziobiowaste, ed adesso Asja Ambiente Italia, è stato approvato nel 2012. Da allora, o meglio da quando si è scoperta l’esistenza del progetto, nel 2015, diverse associazioni e comitati si sono mobilitati per contrastarne la realizzazione opponendosi ai criteri in base ai quali tale centrale è proposta sul territorio. Da alcuni di questi comitati ed associazioni e dall’unione con altre realtà locali è nato il gruppo Uniti per l’Ambiente, un coordinamento a tutela del territorio e dei suoi aspetti ambientali, che svolge un’accurata azione di contrasto alla realizzazione di questo impianto. L’argomento non era nemmeno all’ordine del giorno, ma la presentazione di una mozione specifica e la presenza in massa della popolazione hanno posto la questione che è stata affrontata dalla seduta del Consiglio come primo punto. Un po’ come dire questo è il problema ed adesso si affronta. Un atto di forza da parte dei cittadini che in modo pacifico, ed attraverso le istituzioni ed attraverso i Consiglieri che si sono resi disponibili per la presentazione della mozione, non si sono fatti mettere da parte.

L’iniziativa, pubblicizzata nei giorni precedenti sui social e regolarmente autorizzata, è stata caratterizzata anche dalla presenza di un notevole dispiegamento delle forze dell’ordine, allertate probabilmente per la sensibilità dell’argomento. Poco più distanti, posizioni invece lungo Via Fanciulla d’Anzio, nei pressi della Villa repubblicana imperiale, tre trattori, a testimonianza della difesa del territorio della zona Sacida da parte degli agricoltori. La zona Sacida infatti, dove è in costruzione la centrale, è una parte del territorio di Anzio dal grande sapore e potenziale agricolo, dove sono presenti diverse imprese di qualità che lavorano in questo settore, settore che verrà  seriamente danneggiato dalla realizzazione dell’impianto, oltre alla svalutazione delle case e delle altre problematiche conseguenti.

La mozione, di maggioranza, è stata presentata dal consigliere Del Villano. Durante la discussione in Consiglio viene dato risalto al fatto che la mozione è stata preparata dal Coordinamento Upa e presentata alla luce di nuovi elementi, dando merito ai comitati di aver evidenziato tali aspetti, tra cui una incongruenza con una Normativa Regionale vigente all’atto dell’autorizzazione.  

La mozione in breve (fonte documento):
Dopo una serie di premesse, dopo la considerazione di dover approfondire con urgenza “ogni aspetto tecnico, urbanistico, sanitario, amministrativo e procedurale  della vicenda”, e vista la precedente mozione approvata in data 10/02/2016 e richiamata la relativa Deliberazione, la mozione presentata il 2/02/2018 pone specifiche richieste e stabilisce precisi tempi entro i quali queste azioni andranno svolte.
La mozione prevede la costituzione di una Commissione Speciale tecnico politica e temporanea denominata “Commissione Impianti Trattamento e Rifiuti”. “La Commissione avrà funzioni consultive, propositive ed attuative anche della Mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta del 10/2/2016 e per l’approfondimento delle tematiche legate al trattamento dei rifiuti organici e non, derivanti dalla raccolta differenziata porta a porta o da altra provenienza, al fine di giungere ad una ottimale soluzione in termini di sostenibilità ambientale degli interventi di realizzazione di impianti di stoccaggio, di trattamento e di smaltimento”. La Commissione sarà composta dai capi gruppo consiliari e dalla presenza di un rappresentante del Coordinamento Upa. La mozione delibera che la convocazione dei Capigruppo da parte del Presidente del Consiglio per l’insediamento della Commissione e per l’adozione di tutti gli atti dovrà avvenire entro 3  giorni feriali dalla data di approvazione della mozione, e che la prima convocazione della Commissione dovrà avvenire entro 7 giorni a decorrere dalla data del suo insediamento. Nella prima riunione valida la Commissione dovrà nominare “tre tecnici o esperti del settore ambientale, urbanistico e procedurale, a cui sarà affidato l’incarico professionale di “verificare la rispondenza alle norme amministrative, di sicurezza, agli aspetti sanitari e di precauzione sanitaria ed a tutte le prescrizioni ed aspetti procedurali che regolano la materia in sede nazionale, regionale, provinciale e comunale, con specifico riferimento alla Centrale di via della Spadellata che è in corso di realizzazione da parte della ditta Asja Ambiente Italia.  I tecnici incaricati dovranno produrre una Relazione conclusiva congiunta entro il termine perentorio di giorni 20 solari dall’incarico.” …  Si tratta di costituire una realtà che dovrà produrre dei risultati in poche settimane.

Breve cronaca della parte del Consiglio Comunale dedicata all’’argomento:
Il Consiglio Comunale si è svolto nel garbo istituzionale anche se non sono mancate tra le varie parti politiche educati scambi di frecce e puntualizzazioni.
Per la lettura della mozione prende la parola il consigliere Del Villano. Successivamente interviene il consigliere Marco Maranesi che chiede di aggiungere alla mozione la disposizione di chiusura della centrale, al quale risponde il consigliere Danilo Fontana facendo presente che “questo non è il consesso che può decidere di mettere i sigilli e che ciò spetta ad altre istituzioni, questo è il consesso che può, alla base dei nuovi elementi evidenziati, stabilire le azioni” da fare per contrastarne la realizzazione. Prende la parola Ivano Bernardone che esprime sia la responsabilità del votare nel merito della mozione e sia il fatto che il contenuto del documento riprende in gran parte quanto a suo tempo stabilito dalla precedente mozione del 2016 votata all’unanimità alla quale egli stesso insieme ad altri aveva contribuito alla stesura, evidenziando quanto il periodo preelettorale possa essere delicato per strumentalizzazioni. Poi interviene il Sindaco Luciano Bruschini evidenziando quanto da Lui e dalla propria amministrazione è stato fatto per contrastare la realizzazione di tale centrale, compreso il ricorso al Tar. Interviene Gianfranco Tontini e successivamente Teresa Lo Fazio, la quale esprime disappunto per il fatto che la propria parte politica non fosse stata interpellata relativamente alla mozione che “altrimenti sarebbe stata sottoscritta” e che “gli elementi di novità li avrebbe dovuti individuare nei mesi scorsi l’amministrazione e non i cittadini”. Prende la parola Cristoforo Tontini che evidenzia quanto la votazione, seppure condivisibile ed auspicabile non garantisce azioni se poi al riguardo “non viene fatto nulla”. Riprende la parola Ivano Bernardone esprimendo perplessità sul fatto che la mozione sia stata presentata solo dal centro destra e, relativamente alla costituzione di una commissione, evidenzia che “se alla mozione del 2016, che prevedeva l’istituzione di una Commissione, fossero seguiti i fatti si sarebbero accorciati i tempi”, richiamando alle proprie responsabilità al riguardo l’amministrazione. A questo punto, dopo gli applausi più o meno caldi o freddi relativi agli interventi precedenti della seduta, si leva un nuovo applauso. Prende la parola Ranucci esprimendo parere favorevole sulla mozione e nuovamente  il Sindaco Bruschini con un “bisogna basarsi sulla Legge”. Successivamente Millaci. Risponde De Angelis relativamente alla tempistica di una mozione lavorata negli ultimi due giorni che non ne ha permesso la presentazione nella riunione dei capi gruppo ed invita Cristoforo Tontini e la parte di Teresa Lo Fazio e di Ivano Bernardone a sottoscriverla al momento. Poi interviene Geracitano e nuovamente Del Villano il quale evidenzia “l’importanza delle scadenze” contenute nel documento. Arriva il momento della VOTAZIONE  e la mozione passa all’unanimità.

Si tratta di un ottimo risultato per la popolazione. Tutti coloro che hanno votato, quindi non solo coloro che hanno presentato la mozione, votando favorevolmente, hanno dimostrato senso di responsabilità.

Come la politica in fase di Consiglio ha dato merito ai comitati di avere insistito con ostinazione ed avere trovato nuovi elementi, così bisogna dare atto che in fase di Consiglio la politica ha scelto (per l’ennesima volta) la strada giusta. Adesso bisogna verificare che alle parole seguano i fatti. I dubbi sulla realizzazione di quanto deciso in fase di Consiglio non mancano (visto i precedenti). Ma noi cittadini possiamo dare per scontato che il Coordinamento Upa vigilerà perché ciò che è stato deciso in fase di Consiglio venga attuato nei tempi stabiliti.

Parliamoci chiaro, se i vari alti livelli dai quali dipende la questione vogliono fregare la popolazione la fregheranno, ma almeno i cittadini hanno fatto e stanno facendo quanto tutto in loro potere per evitare che ciò accada.

Angela Pensword 02/02/2018

Centrale biogas di Anzio il Sindaco potrebbe fermarla petizione online

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di Angela Pensword

Buongiorno,

segnalo le petizione promossa da U.P.A. finalizzata a contrastare la speculazione sul territorio di Anzio che prevede in meno di un Km quadrato la realizzazione di due centrali biogas e di un centro raccolta stoccaggio e trattamento rifiuti simile a quello della Eco X di Pomezia, il tutto in previsione di un trattamento rifiuti pari a circa 20 volte la produzione rifiuti locale, trasformando di fatto il territorio di Anzio nella pattumiera di Roma. Nella zona interessata, anche se classificata industriale, sono presenti abitazioni, aziende agricole, centri commerciali, aziende dolciarie, altre realtà industriali che già presentano un potenziale inquinante, ed un scuola che ricade proprio al centro tra i tre impianti previsti. La realizzazione degli impianti, ma anche solo di uno di essi, porterebbe delle conseguenze negative per il territorio in ambito agricolo, economico, turistico, sulla salute, per la svalutazione della case e di svalutazione del territorio in generale.

A quanto pare solo il Sindaco ha il potere di fermare queste previsioni e la realizzazione della centrale di Via della Spadellata,  già in costruzione in quanto già autorizzata, e potrebbe intervenire sulla base del Regio Decreto 27/7/34, n. 1265 art. 216 e 217.

UPA, che è l’acronimo di Uniti per l’Ambiente, è un Coordinamento tra Associazioni, Comitati e cittadini, che si sono uniti per affrontare le problematiche relative all’ambiente sul territorio di Anzio e salvaguardare tale settore, e si muove in quattro direzioni: gestione rifiuti, centrali biogas, tutela del suolo, tutela del mare. Le problematiche che investono il settore ambiente sul territorio di Anzio sono molte. UPA è una realtà in continua espansione, ed è un coordinamento indipendente, libero da alcun legame con partiti o movimenti.

Nel caso specifico delle centrali biogas per come sono previste sul territorio il Coordinamento UPA si batte da tempo per contrastarne la realizzazione, e porta avanti più azioni. Tra queste la petizione on-line:

Salviamo Anzio o sarà una città discarica!

Aiutaci a diffondere la petizione anche tu!

Firma e divulga con i tuoi contatti facebook e whatsapp!

Grazie mille!

 

Continua la campagna di informazione di Uniti Per l’Ambiente

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di Sergio Franchi

ASSEMBLEA CON BUFFET

Nel grande salone di AQ Antium, messo gratuitamente a disposizione dalla proprietà, si è tenuta un’altra assemblea di Uniti Per l’Ambiente: il coordinamento di Comitati ed Associazioni mobilitati contro il degrado del territorio e contro la realizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti nella zona di Lavinio-Sacida. Al tavolo degli organizzatori siede anche Giorgio Libralato il tecnico ambientalista che tante battaglie ha condotto e sta conducendo per arginare l’ondata di centrali biogas programmate nella Regione Lazio in assenza di un quadro normativo che ne regoli, in modo equo e bilanciato, la realizzazione. Ed è proprio a Giorgio Libralato che viene data la parola per descrivere i pericoli causati dalle centrali Biogas-Biomasse e della loro gestione che molto spesso avviene al di fuori delle modalità di sicurezza. Molte centrali definite sicure e basate sulla tecnologia più avanzata si rivelano spesso causa di pericoli gravi per la popolazione. Libralato sottolinea il fatto che la produzione di gas generato da fermentazione anaerobica non è affatto necessaria ai fini energetici ed economici ma che essa viene sollecitata solo dalla presenza di incentivi statali ed è, quindi, solo motivata da mera speculazione economica. Giorgio Libralato ha ricordato che il Sindaco di una città può fermare l’iter realizzativo di un impianto facendo appello al principio di precauzione ed in nome del superiore interesse della salute pubblica. Il guadagno è l’unica vera ragione di questo tipo di centrali e non l’interesse dei cittadini che spesso ne subiscono solo gli effetti negativi. Effetti negativi che, in una zona in cui oltre alla presenza di insediamenti urbani resta anche una valida vocazione agricola, possono essere drammatici. Costanza Fabiano fa il punto sulla situazione della centrale della Spadellata che è in fase di realizzazione e che, è convinzione comune, solo la Magistratura può fermare; quella Magistratura che, come riferisce Costanza Fabiano, si sta occupando su sollecitazione legale di un gruppo di Avvocati e di tecnici che stanno lavorando per verificare ogni aspetto del suo iter autorizzativo. Costanza Fabiano ha poi rivolto un invito molto sentito ai cittadini della zona a partecipare all’azione difficile che è in atto da parte di Uniti Per l’Ambiente,  perché solo con una grande forza di opinione si può affrontare una battaglia che è come quella di David contro Golia. Marco Mandelli, con dovizia di particolari, ha riassunto quindi il quadro della situazione con particolare riferimento alla problematica dei rifiuti, delle centrali e di quello che ha definito il triangolo della vergogna;  alludendo chiaramene alla mancanza di volontà delle istituzioni di intervenire. Mandelli ha accennato alla politica realizzativa di queste centrali che sembra essere sempre più dettata dai capitali che il business del rifiuti ha permesso a pochi di accumulare negli anni. Marco Mandelli ha poi riferito sulla Conferenza di Servizi che si era tenuta nella mattinata per discutere del progetto Eco-Transport,  sintetizzando che la stessa ha visto l’atteggiamento piuttosto cauto da parte del Comune di Anzio espresso attraverso un parere negativo ma che lasciava troppo spazio a successive interpretazioni. Ha riferito che si prevede un’ulteriore sessione di lavori per la Conferenza prima che si possa giungere a delle conclusioni. L’assemblea si è conclusa con le domande della gente a cui gli organizzatori hanno cercato di dare risposta. Questo, però, non ha concluso la serata perché l’Associazione degli Agricoltori, che aderisce ad Uniti Per l’Ambiente con la loro rappresentante l’attivissima Paola Catozzi,  hanno voluto ricordare a tutti gli intervenuti che la Sacida e la cosiddetta zona industriale ospitano aziende agricole che producono prodotti di qualità ed hanno distribuito a tutti gli intervenuti formaggi della zona, vino e assaggi di torte nell’auspicio che la tecnologia fasulla come quella che si vuole impiantare nella zona non possa farli scomparire in futuro.

Sergio Franchi

Ed ora fermiamo la centrale biogas di via della Spadellata di Anzio

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di Sergio Franchi

I recenti avvenimenti al Comune di Anzio indicano che è ora di prendere una decisione importante

FERMARE LA CENTRALE BIOGAS DI SPADELLATA

Nel trambusto dei recenti avvenimenti a sfondo criminale che hanno colpito il Comune di Anzio e tra i botti dei tappi di spumante il popolo di Uniti Per l’Ambiente ha mantenuto tutta la necessaria tranquillità che deriva dalla saggezza dei propri componenti e dalla consistenza dei propri programmi. E poi, diciamocelo francamente, nessuno di noi è caduto dal pero nell’apprendere che alcuni personaggi che hanno gestito il servizio dei rifiuti nel Comune di Anzio hanno delle cose da raccontare ad un giudice. Nessuno si è meravigliato e niente bollicine perché non è mai elegante gioire della disgrazia degli altri anche quando gli altri la disgrazia se la sono cercata con un comportamento sprezzante delle leggi e del vivere onesto. Ma questo è un discorso che devono fare i Magistrati. I fatti che si susseguono devono però far prendere coscienza a tutti che alcuni dubbi si avvicinano ad essere certezze e che le certezze devono illuminare quei lati dei problemi che i dubbi oscuravano. Noi non sappiamo che cosa nascondono, nella realtà certificata, gli arresti e le ragioni per cui essi sono stati ordinati ma alcuni concetti meritano la necessaria riflessione e richiedono azioni conseguenti. Chi ha sbagliato deve pagare ed a questo penserà la giustizia sul piano penale; l’azione iniziata dai Comitati e le Associazioni di Uniti Per l’ambiente cercherà di fare in modo che chi ha sbagliato paghi anche di tasca propria per i propri errori e lo farà attraverso un esposto alla Magistratura Contabile con l’ipotesi di danno erariale nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti. Mentre i Procuratori indagano, la Polizia esegue arresti ed Uniti Per l’Ambiente prepara la propria azione presso la Corte dei Conti, Asja Ambiente continua la sua opera di realizzazione di una Centrale Biogas in un luogo in cui la stessa non deve essere realizzata: ce lo dice la ASL quando esprime il proprio parere nel merito di un altro impianto, quello della Eco-Transport, perché ubicato ad una distanza inferiore a 500 metri da obiettivi sensibili. La centrale della Spadellata si trova a circa 300 metri dagli stessi obiettivi sensibili e deve essere quindi  fermata. Non conta che la stessa sia stata approvata (e noi sappiamo come e da chi ma non abbiamo certezza del perché), non conta che essa si trovi in fase di realizzazione: se essa è un potenziale pericolo per la popolazione ESSA DEVE ESSERE FERMATA. Tutto sta procedendo con un’inerzia pericolosa che costituirà storia drammatica da ricostruire nel caso che quella centrale domani provochi danni alla popolazione. Sarà il Magistrato che allora andrà a vedere perché quella centrale fu approvata e da chi. Oggi siamo ancora nello stato “quo ante” e se, oggi, arriviamo alla conclusione che la fatidica Conferenza di Servizi in cui si discusse la Valutazione di Impatto Ambientale, commise un errore e se oggi ci avvediamo che il parere espresso dall’Assessore all’Ambiente e dal suo Dirigente non era un parere “saggiamente meditato”, ed i fatti recenti accrescono i nostri dubbi, allora OGGI bisogna bloccare tutto e rimettere la salute della gente in primo piano. Chi può farlo? Allo stato delle cose ed escludendo per ora l’ipotesi del popolo arrabbiato, due sole sono le “Autorità” che possono fermare i lavori in corso: la Magistratura ed il Sindaco a cui è demandata la responsabilità di difendere la salute pubblica. La Magistratura è stata coinvolta, ma la sua lentezza è estenuante; resta il Sindaco. La legge in vigore è chiara: Il Testo Unico delle leggi sanitarie (Regio Decreto 27/7/34, n. 1265), all’art. 216 recita: “Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti sono in un elenco diviso in due classi:

  1. La prima classe comprende quelle che devono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni;
  2. La seconda quelle che esigono speciali cautele per l’incolumità del vicinato”

 

E all’ art. 217 “Il Comune, sentito il parere dell’ASL competente, conferma o modifica la classificazione di industria insalubre, notificando il risultato all’interessato. E’ di competenza del Sindaco, sentita preventivamente l’ASL competente, vietare l’attività o assoggettarla a particolari cautele nell’interesse della salute pubblica”

 

Il Sindaco che credeva ma… invece, il Sindaco che ha voluto e difeso il Dirigente, ora aggetto di attenzione da parte della legge, contro tutto e contro tutti, il Sindaco che ha sempre minimizzato il problema dei rifiuti quando tutto il popolo di Anzio gridava allo scandalo, quel Sindaco non può più cavarsela con la sola azione di maquillage politico e di alchimie tra partiti. Ora deve dare il segno di voler concludere la sua lunghissima carriera con una forte assunzione di responsabilità e bloccare la centrale Biogas della Spadellata. Ogni volta che ne abbiamo parlato con lui, e ne ha fatto anche cenno il suo Dirigente nella recente Conferenza di Servizi per il progetto Eco-Transport, appare lo spettro della responsabilità civile per una ipotetica rivalsa da parte della ditta nel caso si decisioni incongrue. Ma sono rischi che si accettano quando ci si candida ad un ruolo pubblico, sono rischi che si devono correre quando in ballo è la salute della gente e la sua incolumità. Quindi il ragionamento è semplice: il Comune di Anzio ha incrementato la distanza di sicurezza dagli obiettivi sensibili da 500 a 1000 metri, tali obiettivi si trovano invece a soli  300 metri dalla centrale in costruzione; il parere fu dato da persone di cui la giustizia si sta occupando, fatto che pesa molto sul valore di tale parere;  la centrale biogas della Spadellata non deve essere costruita nel luogo in cui sono in corso i lavori; il Sindaco fu ingannato dal suo delegato e dal suo Dirigente;  il Sindaco denunci oggi tale irregolarità e faccia valere, a nome e per i cittadini, il diritto-dovere di fermare i lavori. Correrà dei rischi di essere citato in giudizio per danni dalla ditta? Personalmente sono convinto che la ditta non citerà nessuno perché la centrale è fuori dalle norme di sicurezza ma se fosse: sarebbe meglio essere citati dalla ditta per risarcimento dei danni che dai familiari di coloro che potrebbero essere danneggiati dalla centrale. Questo vale per il Sindaco Bruschini e per il suo successore. Sarà difficile diventare sindaco di Anzio se non si prenderà netta e formale posizione su questo aspetto della vita di Anzio. Ed i segni di candidati illustri vanno da un’altra parte. Uniti Per l’Ambiente che ripudia la politica dei partiti,  si mobiliterà contro qualunque candidato che non sottoscriverà in modo formale il patto di fermare la centrale biogas della Spadellata.

Sergio Franchi

Lettera Aperta per il Segretario Generale di Anzio

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di Sergio Franchi

Uniti Per l’Ambiente attende di conoscere le carte

Lettera Aperta per il Segretario Generale di Anzio

Gent.ima Dott.essa Inches,

La tempesta che sta ancora imperversando sul Comune di Anzio non può non coinvolgere chi, per dovere istituzionale, ricopre il ruolo delicato di “guardiano delle legalità e delle trasparenza”.  Naturalmente mi riferisco ad un mero coinvolgimento funzionale ma ciò nondimeno non esente da forti significati sul piano pratico. Solo un ingenuo o un non vedente avrebbe potuto credere che la gestione dei rifiuti nel Comune di Anzio avvenisse in base ai sani principi dell’efficienza e della regolarità amministrativa. I giornali e le associazioni hanno urlato per un’intera estate e continuano a gridare allo scandalo per le condizioni delle strade del nostro Comune. Il coordinamento di Comitati ed Associazioni Uniti Per l’Ambiente è nato proprio dalle manifestazioni di piazza per raccogliere le adesioni dei cittadini contro la gravissima situazione dei rifiuti e per l’ancora più grave modalità di gestire la faccenda delle centrali biogas. Tutte responsabilità che ricadono proprio in capo a coloro che l’Autorità Giudiziaria sta oggi indagando. Il Comitato per Lavinio, anche a nome e per conto di Uniti Per l’Ambiente, dopo una posizione critica che dura da anni e che ha portato anche ad una segnalazione all’A.G., ha inviato formale richiesta di accesso agli atti per conoscere i risvolti amministrativi di una gestione operativa della raccolta a dir poco disastrosa.  Situazioni reiterate di tale gravità non possono essere smaltite con i soliti giochini della politica o con blandi rimproveri in Consiglio Comunale, perché la Democrazia ha i suoi diritti ed i cittadini i loro spazi. Ai cittadini restano la facoltà ed il diritto di controllare quello che gli eletti e gli amministratori fanno nel loro nome. Ed è proprio in nome di tale diritto che una richiesta, rivolta all’Ufficio Ambiente per conoscere gli atti della gestione di rifiuti, è stata inoltrata a mezzo pec in data 24 agosto 2017 (prot n 41449 del 25 agosto 2017). Da allora, nonostante la legislazione vigente assegni un tempo perentorio di 30 giorni all’Amministrazione per ottemperare, sono passati oltre tre mesi ed i documenti richiesti non sono stati consegnati all’Associazione che ne ha fatto richiesta. Certi della Sua integrità morale e della Sua efficacia funzionale una segnalazione ed un sollecito Le sono state rivolti affinché il dovere di trasparenza venga fatto rispettare da parte di quelle persone che oggi stanno rispondendo all’Autorità Giudiziaria proprio nel merito alla gestione dei rifiuti. Come Le è stato comunicato, è stata inoltrata anche un’istanza al Prefetto responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza affinché venga data attuazione a quanto richiesto ed affinché si provveda nei Confronti del Comune di Anzio per l’inadempienza. Quanto sta accadendo dovrebbe servire da campanello di allarme per tutti e dovrebbe servire a sottolineare più che mai l’importanza della trasparenza e della legalità da parte di tutti coloro che, nella funzione pubblica, possono vantare correttezza morale ed efficienza funzionale. Quindi è a Lei che si continua a rivolgere l’invito a fare in modo che gli Uffici interessati ottemperino: Troppa è l’opacità che circonda l’operato dell’Amministrazione Comunale di Anzio sta a Lei diradarla o, se non Le riesce di farlo, ne tragga le conseguenze.

Sergio Franchi

LA CDS ECO TRANSPORT RINVIATA AL 1 DICEMBRE

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Comunicato Stampa del gruppo UNITI PER L’AMBIENTE

30/10/2017

Ormai sono poche le persone che non sanno che cosa si sta per  verificare in zona Sacida e Padiglione nel comune di Anzio, ovvero la realizzazione di fatto di un “triangolo della monnezza”. Di questo triangolo fa parte anche l’impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi proposto dalla società ECO TRANSPORT srl di Anzio. Per l’approvazione dell’impianto si è già svolta, il 2 marzo 2017 presso la Città Metropolitana di Roma, una prima Conferenza di Servizi sospesa poi per assoggettabilità a V.I.A.. Il  3 novembre era prevista la seconda Conferenza di Servizi per la quale, anche a seguito delle sollecitazioni del Gruppo Uniti per l’Ambiente, il Comune di Anzio ha provveduto a inoltrare alla Città Metropolitana di Roma formale richiesta di rinvio. Il gruppo Uniti per l’Ambiente ha appreso dalla Città Metropolitana di Roma che la richiesta di rinvio inoltrata dal Comune di Anzio è stata accolta, anche se solo di circa trenta giorni invece dei sessanta richiesti, e che la Conferenza di Servizi avrà luogo il 1 dicembre prossimo. Trenta giorni che serviranno comunque al gruppo Uniti per l’Ambiente per argomentare maggiormente le ben incisive osservazioni già presentate in sede di prima Conferenza, ed essere presente anche in seconda Conferenza attraverso le proprie Associazioni accreditate. Il gruppo Uniti per l’Ambiente terrà informata la cittadinanza sull’evolversi della situazione.

Ufficio stampa

cds Eco Transport del 3 novembre il Comune chiede lo slittamento

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COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO UNITI PER L’AMBIENTE

Anzio 25 10 2017

Sul territorio di Anzio è prevista la realizzazione ravvicinata di tre impianti di trattamento e o stoccaggio rifiuti in zona Padiglione-Sacida, esattamente di due centrali biogas, più precisamente di “impianti di recupero rifiuti non pericolosi con produzione di biometano”, delle quali una già autorizzata della ditta ASJA AMBIENTE ITALIA, e una seconda su progetto della ditta GREEN FUTURE 2015 in fase di eventuale autorizzazione per la quale si è appena svolta il 17 ottobre scorso la Conferenza di Servizi (CdS) in Regione Lazio, e di un centro di stoccaggio rifiuti, più precisamente di un “impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi” proposto dalla ditta ECO TRANSPORT srl. Il centro di stoccaggio rifiuti corrisponde quindi al terzo punto del “triangolo della monnezza”, come è stato soprannominato, che è in previsione sul territorio. In relazione all’iter di approvazione del centro stoccaggio della ditta ECO TRANSPORT si è già svolta il 2 marzo 2017 presso la Città Metropolitana di Roma una prima Conferenza di Servizi, sospesa poi per assoggettabilità a V.I.A.. È adesso in programma per il 3 novembre prossimo la seconda Conferenza di Servizi, sempre a livello di Roma Città Metropolitana.  Il gruppo Uniti per l’Ambiente ha avuto informale notizia dalla segreteria del Sindaco che, al fine di permettere i necessari  approfondimenti, il Comune ha chiesto alla Città Metropolitana di Roma formale rinvio di 60 giorni per la CdS del 3 novembre prossimo.  Il gruppo Uniti per l’Ambiente sarà presente anche in sede di seconda CdS, attraverso le proprie associazioni e comitati accreditati, in modo da seguire da vicino le criticità relative alla ipotetica realizzazione di questo impianto e portando ulteriori osservazioni sulla sua realizzazione. Appena avremo ulteriori informazioni in argomento informeremo la cittadinanza.

Addetto stampa

Angela Ambrosi