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ATTENZIONE ALLE APPARENZE!

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by spacevoyager12

L'ATTENTATO, copertina del libro
L’ATTENTATO, copertina del libro

Fabio Berti, amico, socio di Tablinum, nonché scrittore, colpisce ancora!

Dopo Madame63, cervellotico ed impegnat(iv)o ma anche affascinante ed intrigante fanta-novel, ci allieta con un altro suo romanzo “sui generis”, dalla vaga impronta fantastica, L’ Attentato, conducendoci per mano lungo i corridoi e le stanzette di un monastero greco in cui si srotolano eventi che sfiorano il paranormale.

Chiariamo subito le idee: cinque giovani decidono di trascorrere una vacanza in un’isola dell’arcipelago ellenico, volutamente non ben definita per dar forse maggiore rilievo, non a torto, ai fatti rispetto alla location.

Su questa isola, i cinque dànno sfogo alla loro voglia di divertirsi nella modalità più sfrenata e libertina, effettuando una sorta di pellegrinaggio poco ortodosso fra un locale notturno e l’altro, abbandonandosi al fascino del peccato.

E in uno di questi locali soddisfano questo desiderio grazie a belle ragazze provenienti dall’est europeo con le quali s’intrattengono in ogni tipo di divertimento.

Ad un certo punto però, in uno di questi locali compare un tizio dall’aspetto ed aura misteriosi che l’autore presenta come Il Temuto.

Chi è?

Un boss della mala?

Un trafficante di stupefacenti?

Un “magnaccia”, protettore e organizzatore della prostituzione?

Quel che si capisce subito è il suo non essere esattamente un santo.

Dopo la sua comparsa si verifica la scomparsa di due dei cinque giovani che si vedono inghiottiti nei meandri del monastero di cui sopra, nel quale si muovono religiose che però non hanno sposato il nostro Gesù o Dio, bensì un altro dio, l’ “altro” dio, rivale del più conosciuto e adorato buon vecchio. E scopriranno anche, piuttosto velocemente, che nei locali del monastero si svolgono riti lontani da quelli canonici di Santa Romana Chiesa.

Non solo.

Verranno anche a conoscenza del progetto di un “attentato” (titolo del romanzo) che ha lo scopo di sconvolgere le fondamenta della stessa religione cristiana.

Riuscirà il Temuto a mettere il pratica il suo folle piano?

Per saperlo basta leggere questo romanzo fino in fondo.

E Fabio ci porta fino all’ultima pagina con un garbato crescendo di tensione, non risparmiandoci alcuni momenti vicini all’horror di cui però si intuisce la natura senza arrivare allo splatter e al gore beceri e volgari di certi romanzi e film attuali che risultano talmente esagerati da destare più risate che paura.

Tra l’altro, in più di un passaggio, Fabio si lascia andare anche a piacevoli guizzi di ironia, in cui sembra voler sdrammatizzare una situazione che invece appare subito piuttosto seria e pericolosa e, per sommi capi, un po’ tutto il genere fantastico/mistery.

Bravo, Fabio. Continua così, speriamo.

Sulle strade….degli Stati Uniti ancora oggi….

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by spacevoyager12

Sulla strada copertina del libro
Sulla strada,  copertina del libro

On the road, sulla strada…. Un pilastro della narrativa mondiale di tutti i tempi.

Un romanzo di formazione? Anche.

Sulla strada, di Jack Kerouac (pronunciato alla francese: “cheruac” in quanto, diversamente a come si è pensato finora, l’autore era franco-canadese) è, in ogni caso una storia esemplare, alla lettera, di una generazione, etichettata come beat generation (perché poi?) popolata pressoché da giovani scattanti di un’inquietudine interiore che sembrano sfogare davanti ad un volante, a bordo di auto destinate a fare epoca e a diventare d’epoca, macinando migliaia di chilometri, divorando i nastri d’asfalto bollenti o gelati degli Stati Uniti, alla ricerca esteriore di non si sa bene cosa – e, spesso non lo sanno nemmeno loro – e a quella interiore di se stessi ed uno scopo per continuare a vivere giorno per giorno, tentando di dare un senso a ciò che fanno, non sempre riuscendoci o, forse, non volendo farlo per poter andare avanti così, all’infinito, nella più o meno inconscia volontà di non crescere mai.

Sal Paradise, aspirante scrittore e voce narrante del romanzo, e Dean Moriarty, amici, sono due di questi giovani scattanti d’inquietudine, indubbiamente pregni di voglia di vivere, che sfogano questo loro desiderio, specie Dean, correndo come pazzi per le lunghissime, rettilinee highways statunitensi, ufficialmente, almeno Dean, alla ricerca di suo padre che invece vive tranquillo nel Colorado, dove i due si recano di tanto in tanto, portandoci a pensare che, in fondo, questa possa essere la vera meta dei loro incredibili viaggi.

Invece il loro viaggio si concluderà in Messico luogo, secondo la visione idealista e romantica di Dean, di assoluta libertà e spasso, dove forse la visione di un mondo di profonda povertà tangibile con mano, deludendoli, sembra finalmente scuoterli e riportarli alla realtà convincendoli al ritorno a casa e al tentativo di crearsi una vita più normale.

Ambientata nel dopo guerra, fra il 1945 ed il ’49 (almeno i viaggi) in un’America del nord uscente a fatica dalla Depressione grazie al New Deal di Roosvelt, pertanto speranzosa in un futuro migliore che ci sarà, nonostante il tempo passato dalla sua pubblicazione, come argomento, Sulla Strada risulta un’opera ancora attuale, probabilmente sempiterna e sempre valida nella descrizione della voglia giovanile di non fermarsi mai e scoprire di continuo, ed è stata convertita in numerose versioni, con relative variazioni su tema, compresa la più recente in salsa mistery, quasi horror, nelle vesti di un serial che sia negli Usa sia in Italia, prima su Rai2 ed ora su Rai4, va in onda un po’ in sordina da dieci anni, ed ha per protagonisti due giovani e bellissimi  fratelli, battezzati forse non a caso dagli sceneggiatori della serie tv Sam e Dean, che viaggiano alla ricerca del padre scomparso, e di creature ultraterrene da stanare e uccidere per salvare il mondo dal Male.

Sal e Dean giravano per gli Stati Uniti senza meta e apparentemente senza scopo; Sam e Dean hanno sempre una meta ed uno scopo da perseguire ma viaggiano anche loro in macchina, una Chevrolet Impala del ’67 divenuta un culto per gli estimatori del serial ed anch’essa ormai ricercatissima dai collezionisti di auto d’epoca, ricchi, Americani, eccentrici – però anche Italiani – , soltanto perché Dean è terrorizzato all’idea di salire sugli aerei!

La serie s’intitola Supernatural. Da non perdere per gli amanti del genere.

Il confronto con il romanzo di Kerouac è inevitabile tuttavia interessante ed intrigante.

Sam, Dean,  e la loro Impala del '67
Sam, Dean, e la loro Impala del ’67

PICCOLE LIBRERIE INDIPENDENTI CRESCONO……

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By spacevoyager12

…..e non solo virtualmente!

Dopo aver occupato per 9 anni, il locale situato di fianco alla Banca di Aprilia, in via San Giuseppe 45, qui a Lavinio, la gloriosa Libreria Magna Charta, amministrata in modalità esemplare dall’inossidabile, instancabile Stefano Ricci che sta portando una buona fetta della nostra cittadina fuori da un lungo letargo grazie alle numerose attività culturali in essa svolte, e tuttora svolgenti, legate all’Associazione Culturale Tablinum, a sua volta legata alla libreria, ha finalmente traslocato in un locale molto più vasto, nonché, se vogliamo, più visibile al popolo indigeno, altresì forestiero, collocato in via Ardeatina 460 accanto ad un negozio di piccoli elettrodomestici, dietro ad uno scenario di verdi siepi e piccole, graziose palme che adornano l’esterno dando l’idea di essere dotata anche di un giardinetto con tanto di tavolino e sedie gialle che attira il visitatore occasionale il quale si siederebbe volentieri al Sole, gettando il suo sguardo alle vetrine del negozio, con la speranza che non si limiti soltanto a quello.

Ma la libreria, com’è stata disposta ed arredata – dal quasi architetto, disegnatore industriale Giulio Ricci –  ora, con svariate vetrine, invoglia ad entrare e, almeno ad aggirarsi fra gli scaffali affollati di libri e fra le simpatiche nicchie create all’interno.

C’è l’angolo lettura e caffè, con divano, poltrone, tavolino ed erogatore di bevande calde;  l’angolo video, con grande schermo appeso alla parete fra due scaffali pieni di volumi, l’angolo conversazione, con due poltrone dal design modernissimo ma molto morbide e comode, e perfino l’angolo dei bambini, con tavolinetto basso e lavagnetta, posto davanti alla “plancia di comando” ovvero, alla grande scrivania dietro la quale il “capitano” Ricci dirige e gestisce il tutto.

Una libreria moderna ma non fredda che, nonostante sia decisamente più spaziosa – ma sempre piena zeppa di volumi -, della precedente, ha mantenuto intatti calore ed accoglienza rimanendo così il faro della cultura laviniense.

Libreria Magna Charta, angolo vendite
Libreria Magna Charta, angolo vendite
angolop proiezioni video
angolo proiezioni video
angolo conversazione
angolo conversazione
angolo lettura
angolo lettura

Photo gallery della libreria e dell’inaugurazione:

https://drive.google.com/drive/folders/0B9ZT5JmJ2-FWSXpsdUxGNlhiQVE 

COME TI PRESENTO LA MIA ULTIMA FATICA LETTERARIA E TI CONVINCO A LEGGERLA

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO

NON CI SONO PIU’ I FILOSOFI DI UNA VOLTA

by Vittorio Salvati

 

l'autore, Vittorio Salvati
l’autore, Vittorio Salvati

 

by spacevoyager12 (Paola)

Scrivere un romanzo, un saggio o, comunque un’opera letteraria, è già di per sé un’operazione solo apparentemente facile; vedere materializzato il sogno di un’accettazione dell’opera da parte di una casa editrice è un sogno ancora più grosso, sebbene al giorno d’oggi, grazie ai media informatici si possa aggirare l’ostacolo dell’editoria con l’auto-pubblicazione, ammirare la copertina del proprio libro nelle vetrine o sui banchi delle grosse librerie è il massimo dei sogni di un aspirante scrittore che, in questo modo, si sente promosso al rango di scrittore professionista. A questo punto però, scatta un’altra operazione non meno difficile e delicata della scrittura e della pubblicazione: la presentazione della propria opera a scopo pubblicitario e divulgativo: in altre povere e semplici parole: come ti informo che ho scritto qualcosa e che desidererei tu, potenziale lettore, leggessi.

Abitualmente, la presentazione di un libro avviene, come è logico pensare, presso una libreria, ovvero: il tempio della lettura.

Ma come ti illustro il mio romanzo, raccolta di racconti, saggio, silloge di poesie, eccetera, evitandoti il rischio della noia o peggio, del colpo di sonno? Come posso convincerti, caro potenziale lettore, che la mia opera, qualunque essa sia, vale la pena di essere letta a prescindere da tutto, evitando il pericolo dello sbadiglio, sempre presente nel locale dove avviene tale evento sotto forma di evanescente ma percepibile spettro che mi terrorizza?

Sì, perché purtroppo, il rischio che la presentazione di un’opera letteraria risulti tediosa è costantemente alla porta e bisogna porvi presto rimedio. D’altro canto, quando si deve parlare del frutto del proprio lavoro intellettuale, che si racconta? Di cosa parla – senza “allargarsi” troppo per non rivelare tutto – ; cosa si voleva dire con ciò che si è scritto, in altre parole, l’eventuale messaggio che si voleva trasmettere leggendo tra le righe, spingendosi, alla fine, a rivelare qualche trucco, – solo qualche – o aneddoto collegato alla fase di stesura dell’opera.

Le presentazioni dei libri avvengono, più o meno tutte, con questa modalità ed è ovvio che dopo aver assistito ad una, due, massimo tre eventi di questo genere, venga da pensare “vista una, l’ hai viste tutte”. Ma allestire la presentazione di un volume, inventando formule nuove per attirare i lettori, senza farli cadere nella noia, non è gioco da ragazzi, tuttavia, qualcuno è riuscito nell’impresa con esiti sorprendenti e positivi. C’è, per esempio, chi è ricorso allo stratagemma di una vera e propria performance di tipo ed impatto teatrale, aggiungendovi addirittura esibizioni musicali e c’è invece chi, meno enfaticamente e dispendiosamente, suscitando tuttavia pari interesse e curiosità, ha trasformato l’evento in una semplice ma simpatica lettura del’opera a due, con la collaborazione di un attore proveniente dal teatro,  – in questo caso specifico trattasi di Sandro Vaggi, non certo ultimo nel relativo panorama -, alternandosi nel leggere alcuni brani del libro strategicamente scelti in modalità, appunto teatrale, creando così una sorta di “botta e risposta” che si potrebbe tranquillamente vedere su di un palcoscenico. E’ ciò che è successo nello spazio non amplissimo, ma sempre molto accogliente, della Libreria Magna Charta in occasione della presentazione dell’ultima fatica letteraria di Vittorio Salvati, intitolata NON  C I  SONO PIÙ’ I FILOSOFI  DI  UNA VOLTA,  titolo peraltro riecheggiante, con la solita ironia che contraddistingue Salvati, una realtà invece amara, che si riferisce non solo alla qualità dei filosofi in giro al giorno d’oggi, ma più esattamente, forse, anche agli scrittori in loro per loro.

Vittorio Salvati e Sandro Vaggi
Vittorio Salvati e Sandro Vaggi

Cosa trova il lettore nel volume di Salvati?

Pensieri, aforismi, poesie, vecchi e nuovi racconti, nonché riproposizioni di brani di alcuni suoi romanzi più famosi e tanto altro ancora che però mi riservo di rivelare per non rovinare la sorpresa al lettore.

Sarà la crisi economica, ma oggi sembra che tutti si siano messi a scrivere, sperando nel colpo di fortuna di essere scoperti e uscire nell’editoria, solo che non tutti sono effettivamente capaci di farlo.

Scrivere non è cosa di tutti: Vittorio Salvati lo sa fare e lo fa benissimo da anni.

Leggerlo per credere.

Il volume è reperibile presso la Libreria Magna Charta ed in altri punti vendita di grosso smercio.

NEPPURE I FILOSOFI SONO PIU’ QUELLI DI UN TEMPO!

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EVENTO CULTURALE

PRESENTAZIONE LIBRO

locandina evento presentazione libro Salvati
locandina evento presentazione libro Salvati

by spacevoyager12 (Paola)

Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

In ogni caso, varrà la pena essere presenti a questo evento.

Vittorio Salvati è uno scrittore già affermato nel campo dell’editoria ma non appartiene alla categoria di quelle persone che si fanno avanti a spintoni per mettersi in prima fila e starci a tutti i costi. Ciò che scrive non lo costringe a farlo. I suoi scritti sono come certi prodotti e servizi che si fanno pubblicità da soli in quanto valgono per quello che sono. Basta semplicemente leggerli. Consigliarne la lettura agli amici o conoscenti è automatico.

Nel corso della sua vita, peraltro movimentata, diremmo quasi avventurosa, Vittorio Salvati ha ricoperto incarichi professionali prestigiosi quali amministratore delegato di importantissime multinazionali, dunque è un manager di successo, ma ha scoperto la sua vena di scrittore e l’ ha seguita producendo opere valide ed originali, impregnate di ironia e di surreale, il suo genere preferito e quello che indubbiamente gli riesce meglio.  Ma la sua bibliografia comprende anche thrillers, saggi, poesie e raccolte di pensieri ed aforismi come questo che ci presenta sabato prossimo.

Altre opere dello scrittore:

SUL TRENO DI BABELE, SOGNANDO BROADWAY

SE CI DIAMO DEL TU, IL BACIO VIENE MEGLIO (poesie)

SCHEGGE D’AMORE ROSSO DIECI

IL DIARIO PROIBITO DI ADAMO ED EVA

E altre, siamo sicuri, ne scriverà in futuro.

Sarà presente anche il signor Sandro Vaggi, attore di teatro, che leggerà alcuni passaggi del libro.

 

9 DICEMBRE: UNA DATA SIGNIFICATIVA

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RECENSIONE LIBRO

A CARO PREZZO

by Carlo Samà

 

copertina libro
copertina libro

by spacevoyager12

 

27 luglio 1942, Africa Settentrionale, El Alamein. Famosa battaglia in cui Italia. Germania ed Inghilterra si fronteggiano su terra.

Come ho scritto qualche settimana fa su un’altra recensione, in questo luogo si è svolta una delle più famose, importanti e drammatiche battaglie nel corso della 2a Guerra Mondiale, ma durante il conflitto se n’è svolta un’altra, sempre in Africa, in Egitto, in una località meno nota, conosciuta come Sidi-Al Barrain, che ha avuto esiti ancor più tragici e catastrofici in termini di vite umane perse ma che viene nominata e ricordata meno rispetto a quella di El Alamein, non si sa se per minor fama o proprio per i risultati finali riportati.

La battaglia di Sidi Al Barrain ha avuto luogo in mare ed ha visto protagoniste le flotte navali Italiana e Britannica, con la consueta, schiacciante superiorità numerica di navi e armamenti dell’ultima, che ha distrutto la nostra, lasciando vivi cento nostri soldati su ottomila partiti per la guerra. Fra questi cento sopravvissuti figura nell’ elenco Amelio Samà, futuro padre del nostro amico Carlo, scampato per puro miracolo all’ecatombe, il quale, per quegli strani e quasi soprannaturali eventi che costellano la vita dei comuni mortali, aveva scambiato la sua sopravvivenza col sacrificio di uno dei suoi eventuali futuri eredi in un voto pattuito col Padreterno che lo ha crudelmente accontentato portandosi via il primo figlio con un virus intestinale. Molti anni dopo, nasce il piccolo Carlo che, in un primo momento rischia di fare la stessa fine.

Tutto questo non avrebbe senso se la battaglia di cui ho parlato prima non si fosse svòlta la notte fra l’otto e il nove dicembre del 1941, l’anno prima della battaglia di El Alamein, e se Carlo non fosse nato il 9 dicembre.

Ma cos’è accaduto ad Amelio, finita la battaglia di Sidi Al Barrain? E’ stato fatto prigioniero dagli Inglesi che, dopo aver tenuto lui ed i suoi sfortunati commilitoni nel deserto per alcuni mesi, sottoponendoli a marce massacranti sulla sabbia e sotto il sole cocente del Sahara, è stato poi mandato in Inghilterra dove ha vissuto sette anni a servizio presso una famiglia del luogo con la quale ha finito con l’instaurare un ottimo e duraturo rapporto di amicizia che ancora persiste.

Terminata la “prigionia” Amelio è tornato in Calabria, sua regione di nascita e crescita, da dove era partito giovanissimo per la guerra, ed ha potuto finalmente riprendersi la vita, formarsi una famiglia e ritrovare, almeno parzialmente, quella normalità che spetta a tutti, sebbene , si sa, certe esperienze segnino per sempre l’animo con ferite invisibili ma insanabili.

Nel racconto che Carlo ha scritto, proprio in memoria ed onore di suo padre, oltre al forte odore di tutti gli elementi bellici, della sabbia desertica, del sudore, del sangue e dei propri umori fisiologici, sembra percepirsi poi, anche il profumo del tè britannico e degli aromi agrumati che impregnano l’aria calabrese del paesino di Guardavalle, spalmato appunto sopra una verde e ridente vallata del bellissimo meridione Italiano dove vita e personaggi che via, via Carlo ci presenta nella narrazione, paiono appartenere quasi ad una specie di universo parallelo, lontano dal resto della realtà italica a cominciare dal nonno, il quale aveva confezionato un codice legislativo tutto suo, fondato sulle sue abitudini, e ubbidiva solo a quello, ignorando completamente quello ufficiale nazionale, non consono al suo carattere.

Una fila di personaggi estremamente caratteristici, potrebbero essere definiti quasi cinematografici, scorre nella narrazione, regalandoci anche quadretti divertenti in un contesto drammatico quale quello della reale situazione in cui il sud Italia si trovava prima e dopo il conflitto mondiale.

A CARO PREZZO è, nel complesso, una storia intensa e commovente che, se non fosse vera, si potrebbe pensare sia nata dalla fervida fantasia di uno scrittore in vena di raccontar fiabe,  e che, come ho accennato sopra, presenta anche, a tratti, connotati andanti oltre la normalità, sfioranti il divino, toccando le più remote e sensibili corde dell’anima.

Auguri, Carlo Samà! Buon compleanno. E complimenti per il lavoro effettuato.

Il volume è reperibile nei migliori punti vendita di libri, compresa la Libreria Magna Charta che, in caso di esaurimento copie, potrebbe provvedere all’ordinazione,  in versione (presumo) solo cartacea.

Non so esattamente il costo. Chiedere info all’interessato.

Grazie della vostra sempre cortesissima attenzione.

 

POESIA, POESIA, POESIA !!!!

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EDITRICE TOTEM
Locandina manifestazione con luogo ed orario dell’evento. Cliccare sull’immagine per vedere meglio le informazioni

By spacevoyager12

   Come ogni anno, da alcuni a oggi,  qui, nella zona di Anzio, in questo periodo, domenica 29 novembre, presso la Sala Conferenze dell’Hotel Garda, ad Anzio Colonia, ore 10, si può assistere al prestigioso evento del PREMIO POESIA LEANDRO POLVERINI, incentrato sulla premiazione di poeti e poetesse (all’edizione del 2015 saranno presenti  67 poeti e 47 poetesse), provenienti da tutte le regioni d’Italia, che hanno partecipato al concorso indetto e organizzato dalla Casa Editrice EDITOTEM, da molto tempo ormai presente ed operante nel Comune di Anzio, ottimamente portata avanti negli anni dal signor Gianfranco Cotronei.

   La manifestazione, presieduta dai signori Tito Cauchi e Gianfranco Cotronei, è – ed è stata sempre – caldeggiata e voluta dalla signora Bertilla Crosara, vedova del signor LEANDRO POLVERINI, amante della poesia come lo era il consorte e, di anno in anno, vede aumentare i partecipanti, segno positivo di un desiderio di cultura apparentemente latente, in realtà, invece, in continuo e vivo sommovimento negli animi di molti cittadini anziati.

   Alla cerimonia di premiazione i poeti partecipanti arrivano divisi nelle varie categorie poetiche in cui sono stati divisi i loro rispettivi componimenti lirici:

poesia esistenziale

poesia impressionista

poesia concettuale

poesia espressionista

poesia simbolista

poesia crepuscolare

poesia intimista

poesia ermetica

poesia naturalista

poesia metafisica

poesia mistica

poesia ellittica

poesia realista

poesia sperimentale

poesia onirica

poesia cosmica

poesia minimalista

poesia allegorica.

   Durante la manifestazione ciascuno di loro, dopo aver ricevuto l’oggetto del premio, leggerà una o un paio di poesie.

   A fine cerimonia, partecipanti e pubblico potranno festeggiare con un ricco aperitivo.

Ma chi era Leandro Polverini?

Ecco un profilo tratto dal libro di Bertilla Crosara, pubblicato nel 2011

“All’epoca dello sbarco di Anzio Leandro Polverini aveva 14 anni. La sua famiglia era fra le poche non evacuate dai tedeschi in quanto gli uomini erano stati precettati per minare il porto di Anzio.

Il paese era vuoto, irreale, silenzioso.

Il piccolo Leandro si muoveva con il suo somarello che aveva chiamato Bicchierino.

La mattina del 22  gennaio 1944 il cielo di Anzio era pieno di palloni frenati ed il mare era nero di navi.

Lo sbarco era arrivato improvviso, dando inizio a 4 mesi di terribili battaglie. Il piano tedesco di far saltare il porto era fallito cosicché gli Alleati poterono sbarcare agevolmente.

Leandro imparò giocoforza a convivere con la guerra quando un giorno si trovò con la madre nei pressi della stazione, tenendo per le briglie il somarello: uno Spitfire inglese scese velocissimo contro di loro mitragliando i civili inermi.

Madre e figlio si ripararono dietro una grande palma, salvandosi, mentre Bicchierino scappò via impazzito di paura tirandosi dietro il carrettino. Leandro lo ritrovò due giorni dopo.

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Leandro Polverini inizia come artigiano di Anzio dopo aver trascorso un periodo di apprendistato a Roma presso un idraulico.

Nel 1951 – aveva ventuno anni – venne per la prima volta a Lavinio Mare ed ebbe subito l’intuizione di aprire in loco un negozietto di materiali edili, ferramenta e idraulica.

Il territorio era stato bonificato dei tantissimi residuati bellici dello sbarco degli Alleati del 1944 e nei lotti assegnati ad acquirenti romani desiderosi di una casa al mare ferveva una solerte attività edilizia.

Lavinio attirava molta gente importante di Roma, quella che amava la pace, il verde, la tranquillità.

In questa situazione, Leandro Polverini rivelò qualità imprenditoriali che gli consentirono in pochi anni di costruire – partendo praticamente da zero – una grande azienda di livello regionale.

Sapeva capire le persone e stabilire con tutti un rapporto franco, cordiale, positivo. Estroverso, simpatico, brillante, con la battuta sempre pronta derivante da una vita intensamente vissuta, esprimeva una personalità a tutto tondo, completa, nella quale la particolare carica umana si fondeva appieno con varie culture di matrice diversa: dalla cultura d’impresa alla cultura politica, dalla cultura sociale all’etica dei comportamenti.

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Leandro Polverini con la moglie Bertilla e i figli Serenella, Amilcare e Andrea ha saputo davvero creare un sistema tanto ampio quanto qualificato secondo le più avanzate strategie di qualità totale, contribuendo così allo sviluppo non solo dei settori merceologici di riferimento ma della società civile in un ampio areale.

Il lavoro davvero immane non gli impediva di interessarsi anche di cultura e di politica. Era un lettore costante di biografie di grandi personaggi storici e amava coltivare l’amicizia di artisti e scrittori in vacanza a Lavinio.

L’esperienza politica lo portò a ricoprire nel 1970 la carica di vicesindaco di Anzio ed assessore alle finanze apportando un approccio imprenditoriale nella gestione della cosa pubblica e intraprendendo un corposo programma di risanamento del bilancio comunale.

Erano gli stessi principi di gestione del Consorzio che egli lasciò con un notevole attivo di bilancio, grazie anche ad illuminate scelte di investimento e ad un’accorta selezione di spese e risparmio, che pur aveva realizzato fognature, infrastrutture e ben 34 km di strade consortili partendo dal nulla.

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Leandro Polverini dette corso anche a frequentazioni internazionali con importanti forniture sul mercato extraeuropeo.

Recatosi a Riad per saggiare la possibile apertura in loco di un centro commerciale, fu ospite del principe che poi volle ricambiare la visita recandosi con una imponente imbarcazione, fornita anche di elicottero, davanti al porto di Anzio.

Nel 1968, appena agli albori del cambio politico del dopo Mao, una delegazione italiana fu invitata in Cina per scambi commerciali. Poco dopo, in base al principio di reciprocità, una delegazione cinese venne invitata in Italia a visitare le aziende più in vista: fra queste la ILP Polverini.

Quanto sopra fa capire in quale considerazione Leandro Polverini fosse tenuto nelle alte sfere diplomatiche ed industriali italiane.

Aveva rapporti continui con i fratelli Merloni della Ariston, con Torquato Vecchiarelli della Vetor, che nel 1981 varò il primo aliscafo sulla linea Anzio-Ponza, con l’architetto Leopoldo Mastrella e con personalità che gravitavano intorno al Consorzio quali ad esempio il pittore Giovanni Omiccioli, l’attuale presidente della BCE, Mario Draghi, lo scultore Ettore Lotti.

 Leandro Polverini è stato anche presidente del Lyons Club di Anzio”.