Cultura

Lo sbarco di Anzio: 74esimo anniversario

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di Angela Pensword

Quest’anno ricorre il 74esimo anniversario della Sbarco Alleato. Molte le iniziative che si sono susseguite nel mese di gennaio per ricordare questo importante evento storico. La rassegna è iniziata il 12 con una Mostra presso l’ufficio circondariale marittimo organizzata dall’Associazione “Warrios at Anzio”, per proseguire il 16 e il 17 con una proiezione di filmati inediti rivolta agli studenti presso il Museo dello Sbarco di Anzio a Villa Adele. Poi Mostre fotografiche, mercatino, cerimonie ufficiali, commemorazioni e, il 20 gennaio, il Concerto per la Pace di “John Elite” Mezzadri presso Villa Sarsina del gruppo “Los Marcellos Ferial”, che nel 1964 incise la storica canzone “Angelita di Anzio”. L’esibizione è stata aperta dalla Corale Polifonica Città di Anzio. La rassegna è terminata il 26 gennaio con la proiezione del film documentario “My war is not over”, di Bruno Bigoni, per gli studenti, con un intervento di Harry Shindler. Oltre alle tante iniziative ciò che colpisce e che piace di più nei giorni della rievocazione storica dello sbarco è la presenza disseminata sul territorio di persone in uniformi, macchine militari, ed altro, compresi finti campi di battaglia posizionati sulla spiaggia, ovviamente nel giorno della iniziativa, il tutto contestualizzato nel periodo dell’evento.

Queste iniziative sono importanti non solo perché costituiscono un richiamo per il turismo, nel periodo della ricorrenza, ma anche perché, come dice il Presidente del Museo dello Sbarco Patrizio Colantuono, permettono alla cittadinanza ed agli studenti di conoscere una parte della storia della Città, e, mantenendo viva la memoria del passato della guerra, “creare una cultura della Pace”. Quest’anno l’anniversario dello sbarco di Anzio è stato intitolato “Le donne dello sbarco, protagoniste della nostra libertà. Se vuoi la pace prepara la pace”.

Anche Nettuno ha avuto una bella Celebrazione, il 21 gennaio, con una rievocazione storica presso la spiaggia.

Giusto per pensare …

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Di Angela Ambrosi

Qualche riflessione in più …

Sabato s8 ottobre su RAI 1 vi è una bella iniziativa di Linea Blu che racconterà della storia e del territorio di Anzio e Nettuno …

http://ilgranchio.it/2017/10/25/sabato-28-ottobre-programma-rai-uno-lineablu-raccontera-anzio-nettuno/

Senza togliere niente alla lodevole iniziativa di RAI 1 ed alla veridicità delle cose che verranno dette, … facendo qualche riflessione in più invece fatta di getto, in generale, … giusto per capire: …

Nulla capita per caso, spesso per interesse, … comunque, l’importante è che capiti. … E non ci vuole molto a pensare come valorizzare un luogo che ha la storia e la natura che ha Anzio, … forse è un lifting per vendere qualche cosa, qualche casa, o qualche posto barca in più, … o per rivalutare il territorio, … peccato che poi si trovano riversate sulle strade annualmente tonnellate di rifiuti, e peccato che vengono proposte due centrali biogas che tratteranno l’immondizia organica e non solo di mezza Città Metropolitana con danno al territorio e soprattutto ai territorio agricolo di Sacida che andrebbe invece valorizzato, e peccato che le sale slot prolificano come funghi dopo la pioggia, … ma, … ma sì, dai, adesso rispolveriamo la storia … Allora non sarebbe meglio fare, oltre al lifting, anche un bel taglio di capelli, una cura di antibiotici, mettersi dei bei vestiti, prendere un po’ di vitamine, e praticare dello sport? … Perché si sa che il lifting, come una maschera, una volta che è finita la commedia, poi cade …

Un successo la settima edizione della rassegna Anzio nel Cinema

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Recensione di Angela Pensword con breve intervista a Patrizio Colantuono ideatore della rassegna e presidente del museo dello Sbarco di Anzio.

l’attrice Evelina Nazzari con Patrizio Colantuono presso la sede distaccata del Museo della Sbarco di Anzio a Piazza Pia

Lo scorso agosto si è svolta la settima edizione della RASSEGNA CINEMATOGRAFICA ANZIO NEL CINEMA.  La rassegna nasce alcuni anni fa da un’idea di Patrizio Colantuono, mente vulcanica ed uomo da sempre interessato ed attivo per lo sviluppo culturale del territorio, attualmente presidente del Museo della Sbarco di Anzio. Dopo un paio di anni di stop la rassegna riprende, come spiegato dallo stesso Patrizio Colantuono, “su grande richiesta dei residenti e dei villeggianti, ma anche per volontà dell’amministrazione nella figura del Sindaco Luciano Bruschini, dell’Assessore alla cultura Laura Nolfi e della dirigente comunale Angela Santaniello, con la collaborazione del Museo Civico Archeologico, del Museo dello Sbarco e della Proloco Porto d’Anzio”. La settima edizione ha visto 13 serate d proiezione, quasi il doppio delle edizioni precedenti, e si è svolta presso il parco archeologico della Villa Imperiale di Nerone con ingresso gratuito. Quest’anno l’edizione è stata dedicata ad Amedeo Nazzari, noto attore che negli anni ’50 soggiornava nel periodo estivo insieme alla propria famiglia nella propria Villa di Anzio, e che in quel periodo divenne il principale sostenitore economico dei festeggiamenti del Patrono S. Antonio. Patrizio Colantuono ci racconta “ricordo l’attore Amedeo Nazzari, ero giovane e mi sembrava particolare il fatto che anche un Santo avesse bisogno di uno sponsor, ma sin da allora mi ero riproposto di ricambiare l’impegno e l’affetto che l’attore aveva dimostrato nei confronti nostri e della nostra cittadina.  È arrivato quel momento.  La settima edizione della rassegna cinematografica Anzio nel Cinema è dedicata ad Amedeo Nazzari”.  Per l’occasione l’organizzazione ha avuto il piacere di invitare ed ospitare all’inaugurazione la figlia di Amedeo Nazzari, Evelina Nazzari, attrice cinematografica e teatrale italiana. L’attrice è stata accolta nel pomeriggio con un piccolo rinfresco presso Villa Adele dall’Assessore Nolfi, dalla direttrice del MCA Giusy Canzoneri, da Patrizio Colantuono, e da esponenti della cultura locale. L’accoglienza ha previsto per Evelina Nazzari poi la visita della sede distaccata del Museo dello Sbarco e successivamente la visita del Museo Civico Archeologico di Anzio presso Villa Adele, per poi giungere in serata presso la Villa Imperiale di Nerone ed aprire ufficialmente la rassegna, dove le è stata consegnata una targa in onore del padre e dove l’attrice ha voluto ricordare qualche episodio della sua permanenza estiva da bambina ad Anzio. La rassegna prevede la proiezione di film le cui scene, in tutto od in parte, sono state girate ad Anzio, o comunque films che in qualche modo sono legati al territorio. Se si pensa che ad Anzio sono stati girati oltre 700 (settecento) films si rimane increduli. È un dato sorprendente che di fatto rende il nostro territorio una specie di set cinematografico. Ciò è dovuto sia alla bellezza e alle caratteristiche del territorio, sia alla vicinanza con Roma, e sia alla fama di set della quale ormai godeva il territorio di Anzio e di Nettuno nel periodo d’oro del cinema.  Riportando alcune riflessioni di Patrizio Colantuono “dopo Cinecittà veniva Anzio”, e “nel periodo d’oro del cinema italiano anche Anzio ha contribuito fortemente  alla storia del cinema”. Ma il nostro territorio era anche un rinomato luogo di villeggiatura. Poteva capitare che registi che venivano in vacanza ad Anzio incontrassero casualmente un volto che destava loro tale interesse tanto da puntare su di lui come attore. È il caso ad esempio di Adelmo di Fraia, pescatore di Anzio, divenuto attore di fama internazionale, scoperto dal regista Roberto Castellani esponente del neorealismo cinematografico. Adelmo di Fraia fu scelto per girare il film “Il brigante” che vinse poi il Leone d’Argento a Venezia nel 1961. “Il Brigante” non è in proiezione quest’anno ma, da quanto ha anticipato Colantuono probabilmente lo sarà l’anno prossimo. Altri volti locali scoperti dal mondo del cinema sono Giovanni  e Domenico Cianfriglia, Giovanni dell’Ovo, Armando Bottini, diventati poi attori famosi. In quanti di chi legge, soprattutto nelle giovani generazioni, sanno che il film “Cleopatra” con Elizabeth Taylor e Richard Burton, regia di Joseph L. Mankievicz, del 1963, è stato girato presso Torre Astura a Nettuno? Sicuramente in troppo pochi. Le navi in legno utilizzate nel colossal sono state costruite appositamente per le riprese presso il cantiere navale locale Lazzarini. Relativamente al territorio come set cinematografico basta pensare anche agli innumerevoli western che sono stati girati all’interno della riserva naturale di Tor Caldara, con attori tra i quali Giuliano Gemma, Bud Spencer, Terence Hill, Steve Reeves. Ne sono stati girati oltre 60 (sessanta). Anche successivamente al periodo d’oro del cinema italiano Anzio rimane un punto di riferimento e di interesse importante per il mondo del Cinema. Ancora oggi il nostro luogo viene scelto per girare scene di film, o films interi. Un esempio è il recente lavoro di Checco Zalone nel 2016 nel film “Quo vado?” girato all’interno della Riserva naturale di Tor Caldara.  Il ruolo che ha avuto Anzio nel cinema, ma anche che ha avuto il Cinema per Anzio, costituisce un connubio che fa parte della recente storia e cultura del territorio, e come tali è importante diffonderle. Ecco quindi che una idea semplice, una iniziativa vulcanica come lo sono molte delle idee di Patrizio Colantuono, risulta essere importante per diffondere la conoscenza della cultura e della recente storia del nostro territorio e contribuire alla sua valorizzazione, unendo contemporaneamente cultura, storia, intrattenimento, e turismo. La Rassegna è iniziata il 5 agosto con il film “Le notti di Cabiria” in omaggio ad Amedeo Nazzari, con Giulietta Masina, Francois Perier e Amedeo Nazzari, regia di Federico Fellini. Nelle serate successive tra i films proiettati anche il colossal Cleopatra, il film epico Ulysse con Kirk Douglas, Silvana mangano, Anthony Quinn, il film concerto del 2014 The Wall diretto da Roger Waters e Sean Evans, e la commedia di e con Checco Zalone “Quo Vado?”. La Rassegna si è conclusa il 21 agosto con il film “Camerieri” con Paolo Villaggio, come tributo alla recente scomparsa dell’attore. Poster e materiale fotografico d’epoca che racconta della storia di Anzio nel Cinema è tuttora esposto in Piazza Pia (Anzio) presso la sede distaccata del Museo dello Sbarco.

 

Aperta la parte finale a ponente del sito archeologico impropriamente chiamato Vallo Volsco. Bene era ora. Ed ora?

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di Angela Ambrosi

Il 9 agosto si è tenuta l’inaugurazione ufficiale per l’apertura al pubblico del sito archeologico conosciuto impropriamente sul territorio con il nome di Vallo Volsco. Erano presenti il Sindaco Bruschini, le autorità e i membri del Comitato di quartiere Santa Teresa al quale l’amministrazione ha dato in gestione il luogo da qualche mese a questa parte stipulando una specifica convenzione.  Certamente l’apertura al pubblico del sito è un fatto positivo del quale sono molto contenta, ma desidero evidenziare degli aspetti che reputo importanti.

Intanto non è del tutto esatto dire che si è realizzata “l’apertura del sito archeologico del Vallo Volsco”. Il sito archeologico difatti non si trova solo nel quartiere di Santa Teresa ma è una antichissima fortificazione che si svolge per oltre 3900 metri lungo i confini dell’antico pianoro di Antium Vetus a monte della sponda di un paleo fiume. Quindi bisognerebbe dire “apertura della parte finale a ponente del sito archeologico”. Inoltre tale fortificazione è stata costruita nel tempo prima dalle popolazioni tirreniche che abitavano in questa zona e solo molti secoli dopo dai Volsci anziati. In pratica ogni popolazione che ha abitato in zona ha apportato delle ristrutturazioni alla fortificazione a difesa del territorio. Quindi il nome esatto del sito archeologico nella sua totalità ed anche nella sua parte sarebbe, come ben spiegato dal grande storico locale Architetto Paolo Prignani in più occasioni, “Vallo Italico Tirrenico”, oppure, come dice qualcun’altro, anche “Vallo Latino Volsco”. “Vallo Volsco” è la denominazione errata entrata purtroppo nell’uso comune che si spera venga modificata attraverso l’aiuto dell’informazione corretta, informazione che certamente sarà data da chi ha preso in gestione quel luogo. Quindi, intanto abbiamo capito che il 9 agosto si è svolta l’inaugurazione della parte finale a ponente del sito archeologico del Vallo Italico Tirrenico, o del Vallo Latino Volsco se si preferisce.  Poi un’altra cosa: Che cosa è e cosa sarà nel tempo quel luogo? Un parco o cosa? Quel luogo ha una storia recente non tanto edificante rispetto ai gloriosi secoli passati, nei quali il territorio veniva vissuto, protetto, e utilizzato (ho detto apposta utilizzato e non sfruttato perché c’è differenza tra i due termini). Difatti, nel recente progredire ed evolversi della società contemporanea, con l’idea buona di fare nuove strutture o servizi o spazi a favore della collettività si era pensato di impostare in quell’area l’orto botanico di Anzio, solo che dopo avere speso soldi e finanziamenti, dopo avere impiantato qualche cosa, dopo avere fatto forse due inaugurazioni, e dopo avere speso circa 1.000.000,00 di euro di lavori ci si era ritrovati poi con una grande e bella recinzione e un milione di fili di erba di campo, in pratica con un’altra cattedrale o con uno scheletro nel deserto e con un’altra delle tante opere incompiute italiane. Ma questo è il passato, appunto. Speriamo che il futuro sia diverso. Solo che non può bastare una nuova apertura del sito per far scordare tutto il pregresso. Ciò vuole dire che bisogna continuare a vigilare, avere occhi ed orecchie aperte. Dico questo senza mettere minimamente in dubbio la serietà e la bravura del Comitato che ha preso in gestione il luogo dando a noi da agosto la possibilità fortunatamente di potervi entrare. Dico questo solo perché Anzio, come tutta l’Italia, è un territorio difficile. In più adesso una brezza marina mi ha portato all’orecchio che l’idea dell’orto botanico probabilmente verrà ripresa (ma non era stata accantonata?), con un “vedrai che questa volta ce la faremo a farlo”.  Evidentemente ci sono soldi che girano per rivalutare il territorio, (finalmente). Riguardo se realizzare (nuovamente) un orto botanico in quella sede vorrei però far riflettere su quanto  mi ha fatto notare mesi fa un amico di Nettuno, anzi, riporto proprio le sue parole, che ancora mi risuonano in testa: “quel luogo non è adatto per ospitare un orto botanico, il suolo non è predisposto perché non è abbastanza ricco di acqua, bisognerebbe individuare un’altra area più adatta e ricca di acqua come ad esempio lo potrebbe essere un’area risalendo il Fiume Loricina”. Non penso che il fattore acqua sia un fattore da trascurare nell’impianto di un orto botanico. Anche perché in un altro luogo si potrebbe avere naturalmente e semplicemente ciò che i pozzi qua dovrebbero andare a pescare in profondità e con difficoltà. E questo è un aspetto ambientale. Voglio anche parlare di un altro aspetto, questa volta storico, evidenziato dall’architetto Paolo Prignani, ed anche in questo caso riporto proprio le sue parole: “l’impianto di un orto botanico in quella sede snaturerebbe da un punto di vista storico un luogo nato per essere libero da piante nella sua funzione difensiva”. E se si vuole oltre che valorizzare anche proteggere la storia del luogo, anche l’aspetto evidenziato non è da trascurare. Poi ci sono anche orti botanici (ma non bisogna prendere ad esempio quelli seri) che non prevedono l’impianto di alberi o di piante. Bisogna vedere ciò che si vuole. Suggerisco quindi all’amministrazione, alle associazioni e comitati del territorio ed ai cittadini di pensare di impiantare l’orto botanico da un’altra parte, e di sviluppare in sede l’aspetto culturale, ricreativo, e didattico. Poi, se ognuno se la vuole cantare come più gli piace è un altro discorso! Pensando all’attività ed alla volontà di rivalutazione culturale che si respira nell’aria, il fatto che ci sia la volontà da parte dell’amministrazione e di molte realtà locali di valorizzare il territorio, la sua cultura, la sua storia (trend in crescita) è certamente un fatto positivo. Che almeno in questo periodo ci sia in generale un uso oculato dei soldi, magari pochi, e che ci siano dei risultati, magari pochi, ma concreti. Perplessi? Io un po’, siamo in Italia, ma spero di sbagliarmi. Il fatto è che spesso, purtroppo, in Italia, ad andare avanti sono sempre gli amici e gli amici degli amici. Sempre pensando al territorio e parlando non del sito specifico ma in generale, ci sono diverse domande che sento in giro alle quali anche io vorrei avere una risposta: Con quale criterio vengono scelte le associazioni o i comitati a cui dare in gestione il verde pubblico, o un sito archeologico, o uno stabile in abbandono di proprietà comunale, o un’altra struttura?  Su quale legge ci si basa? Vi sono dei regolamenti comunali interni che garantiscono la trasparenza e la possibilità di partecipazione al concorso di più associazioni o comitati? Vi sono dei concorsi, dei bandi? Vi sono degli importi massimi nel caso di finanziamenti? Vi sono dei criteri? Delle volte in Italia mi sembra che navighiamo a vista, e che sia peggio in alcuni casi di un far west, e forse, dico forse, dei regolamenti comunali per i vari ambiti di assegnazione non guasterebbero. Dico “forse”. Tornando invece al caso specifico dell’apertura della parte finale a ponente del sito archeologico del vallo italico tirrenico mi domando: Che tipo di attività si svolgeranno là dentro? E con quale frequenza? Per mesi dalla presa in gestione del luogo non si è saputo nulla, ma è anche vero che mettere su e gestire un’area di quel tipo necessita di molto impegno. Faccio quindi un grande e sincero in bocca al lupo al Comitato Santa Teresa e sono certa che con la volontà giusta si potrà fare molto a livello culturale. Magari ascoltando o chiedendo qualche suggerimento, e magari in sinergia con altre associazioni locali.

Per approfondimento segnalo:
https://cambiaversoanzio.wordpress.com/2014/08/26/orto-botanico-di-anzio-uno-scheletro-nel-deserto/

https://cambiaversoanzio.wordpress.com/2014/10/10/anzio-vallo-volsco-vallo-italico-tirrenico/

 

Un parco in onore dei giudici Falcone e Borsellino

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L’iniziativa di Atena per intitolare un parco ai giudici Falcone e Borsellino anche ad Anzio.

Il 23 maggio 1992 veniva ucciso, insieme alla moglie Francesca Morvillo ed alla propria scorta, il Giudice Giovanni Falcone in un attentato ormai noto come “strage di Capaci”. Due mesi dopo venne ucciso, in un ulteriore eccidio di mafia, il Giudice Borsellino.  L’azione svolta dai Giudici Falcone e Borsellino per il contrasto alla mafia è stata immensa. Nel corso degli  anni molte sono state le iniziative attuate in ambito del territorio italiano per ricordare e per commemorare l’impegno, l’opera, la dedizione, il lavoro ed il valore  di queste due encomiabili servitori  dello Stato, che ormai tutti noi paragoniamo a due eroi. Molte sono le strade, le Piazze, i giardini, i Parchi, e le scuole, dedicate a loro. Anche nel nostro territorio è presente una importante scuola dedicata al Giudice Giovanni Falcone. Come è importante l’opera che è stata svolta allora da altri Giudici e da altre figure istituzionali, e come è importante l’insegnamento che avviene nelle scuole, nella società, e la lotta costante alla mafia attuata dalle istituzioni.

A venticinque anni dalla loro morte, in concomitanza della ricorrenza delle stragi, anche nei territori a noi limitrofi sono proseguite iniziative in tali direzioni. Il Comune di Labico, comune italiano che come noi rientra insieme a molti altri piccoli e grandi comuni, nell’area Metropolitana, in ricorrenza con la morte del Giudice Borsellino ha proposto, per non dimenticare, la realizzazione di un Parco alla memoria di Falcone e Borsellino. Una iniziativa simile è avvenuta a Latina. Mentre di Parco Falcone e Borsellino ne esiste già uno a Roma lungo la Via Cristoforo Colombo, tra il quartiere ostiense ed il quartiere ardeatino. Gli spazi di verde pubblico inseriti nel tessuto urbano sono molto importanti ed hanno molte funzioni, dalla funzione ambientale a quella sociale, passando anche per la climatica nelle grandi città. Sono dei centri di svago, ma anche di incontro, e possono servire anche ad informare. In ogni caso contribuiscono a migliorare la qualità della vita della società.

Per tutti questi motivi, ma soprattutto per diffondere ulteriormente il messaggio di contrasto alla mafia e per onorare l’opera svolta dai due Giudici, l’Associazione ATENA invita il comune di Anzio a  sposare l’idea del Comune di Labico e a realizzare anche ad Anzio un Parco alla memoria del Giudice Falcone e del Giudice Borsellino. Anche se è vero che abbiamo già una importante scuola dedicata al Giudice Falcone ciò non preclude anche quest’altra iniziativa, dato che si tratta comunque di cose diverse, entrambe volte non solo a ricordare, ma anche ad insegnare. L’Associazione fa presente che, eventualmente, sarebbe preferibile individuare un’area verde da risistemare, o bonificare, piccola o grande che sia, non ancora dedicata, e renderla fruibile alla popolazione.

ATENA è un’associazione socio-culturale del territorio che oltre a svolgere attività culturale focalizzata al legame tra la popolazione con il luogo nel quale la comunità vive, si occupa anche di tematiche ambientali, di sensibilizzazione nei confronti di un maggior rispetto verso gli animali, e di società per le problematiche contemporanee ad essa legate e come stimolo per un individuo sociale migliore. L’Associazione Atena, insieme al Comitato costituendo “Per non scordare. Un Parco in onore di Falcone e Borsellino ad Anzio”, si rende disponibile a collaborare con il Sindaco e con l’amministrazione per individuare un’area verde tra più proposte, insieme alla documentazione e ad un progetto per la realizzazione del Parco.

L’Associazione Atena invita tutte le associazione ed i cittadini che condividono l’iniziativa “Per non scordare. Un Parco in onore di Falcone e Borsellino” ad aderire al costituendo Comitato scrivendo o chiedendo maggiori informazioni alla casella di posta elettronica: atena.assoculturale@gmail.com

Angela Ambrosi

Estate 2017 SETTIMA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA ANZIO NEL CINEMA

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di Angela Pensword

Nella estate 2017 si svolge la settima edizione della RASSEGNA CINEMATOGRAFICA ANZIO NEL CINEMA.

La rassegna nasce alcuni anni fa da un’idea di Patrizio Colantuono e dopo un paio di anni di stop riprende, su grande richiesta dei residenti e dei villeggianti ma anche per grande volontà di Colantuono e dell’amministrazione nella figura del Sindaco Luciano Bruschini, dell’Assessore alla cultura Laura Nolfi e della dirigente comunale Angela Santaniello  e con la collaborazione del Museo Civico Archeologico, del Museo dello Sbarco e della Proloco Porto d’Anzio, potenziata nelle proiezioni. Nelle precedenti edizioni difatti le serate cinematografiche erano circa sette. L’edizione 2017 ne prevede 13. L’entrata è gratuita, quindi si tratta di una iniziativa messa a disposizione della popolazione.

Quest’anno l’edizione è dedicata ad Amedeo Nazzari, noto attore che negli anni ’50 soggiornava nel periodo estivo insieme alla propria famiglia nella propria Villa di Anzio, e che in quel periodo divenne il principale sostenitore economico dei festeggiamenti del Patrono S. Antonio. Durante la presentazione Patrizio Colantuono spiega “ricordo l’attore Amedeo Nazzari, ero giovane e mi sembrava particolare il fatto che anche un Santo avesse bisogno di uno sponsor, ma sin da allora mi ero riproposto di ricambiare in qualche modo l’impegno e l’affetto che l’attore ha dimostrato nei confronti nostri e della nostra cittadina.  È arrivato quel momento.  La settima edizione della rassegna cinematografica Anzio nel Cinema è dedicata ad Amedeo Nazzari”.

Rinfresco Villa Adele Anzio nel Cinema 2017

La Rassegna inizia il 5 agosto con il film “Le notti di Cabiria”, con Giulietta Masina, Francois Perier e Amedeo Nazzari, regia di Federico Fellini, un delicato e toccante film che ho avuto la fortuna di vedere proprio grazie alla rassegna. Per l’occasione la rassegna ha avuto il piacere di invitare ed ospitare la figlia di Amedeo Nazzari, Evelina Nazzari, attrice cinematografica e teatrale italiana, accolta nel pomeriggio con un piccolo rinfresco presso Villa Adele dalle autorità, dall’Assessore Nolfi, dalla direttrice del MCA Giusy Canzoneri, da Patrizio Colantuono, con la presenza di esponenti della cultura locale. Nella seconda parte del pomeriggio Evelina Nazzari ha potuto visitare, sotto la guida di Patrizio Colantuono, la sede distaccata del Museo dello Sbarco dove sono esposte fotografie riferite alla storia di Anzio nel cinema, tornando successivamente a Villa Adele per visitare il Museo Civico Archeologico, per poi giungere in serata presso la Villa Imperiale di Nerone ed aprire ufficialmente la rassegna. Nel corso della serata è stata consegnata ad Evelina Nazzari una targa in onore del padre, e l’attrice ha voluto ricordare qualche episodio della sua permanenza estiva da bambina ad Anzio.

Evelina Nazzari presso Museo dell Sbarco in Piazza Pia con Patrizio Colantuono

Se si pensa che ad Anzio sono stati girati oltre 700 (settecento) si rimane increduli. È un dato sorprendente che di fatto rende il nostro territorio una specie di set cinematografico. Ciò è dovuto sia alla bellezza e alle caratteristiche del territorio, sia alla vicinanza con Roma, e sia alla fama di set della quale ormai godeva il territorio di Anzio e di Nettuno nel periodo d’oro del cinema.  Riportando alcune riflessioni di Patrizio Colantuono “dopo Cinecittà veniva Anzio”, e “nel periodo d’oro del cinema italiano anche Anzio ha contribuito fortemente  alla storia del cinema”. Ma il nostro territorio era anche un rinomato luogo di villeggiatura. Poteva capitare che registi che venivano in vacanza ad Anzio incontrassero casualmente un volto che destava loro tale interesse tanto da puntare su di lui come attore.

È il caso ad esempio di Adelmo di Fraia, pescatore di Anzio, divenuto attore di fama internazionale, scoperto dal regista Roberto Castellani esponente del neorealismo cinematografico. Adelmo di Fraia fu scelto per girare il film “Il brigante” che vinse poi il Leone d’Argento a Venezia nel 1961. “Il Brigante” non è in proiezione quest’anno ma, da quanto ha anticipato Colantuono probabilmente lo sarà l’anno prossimo. Altri volti locali scoperti dal mondo del cinema sono Giovanni  e Domenico Cianfriglia, Giovanni dell’Ovo, Armando Bottini, diventati poi attori famosi. In quanti di chi legge, soprattutto nelle giovani generazioni, sanno che il film “Cleopatra” con Elizabeth Taylor e Richard Burton, regia di Joseph L. Mankievicz, del 1963, è stato girato presso Torre Astura a Nettuno? Sicuramente in troppo pochi. Le navi in legno utilizzate nel colossal sono state costruite appositamente per le riprese presso il cantiere navale locale Lazzarini. Il film  Cleopatra verrà proiettato il 16 agosto alle ore 21,30.  Relativamente al territorio come set cinematografico basta pensare anche agli innumerevoli western che sono stati girati all’interno della riserva naturale di Tor Caldara, con attori tra i quali Giuliano Gemma, Bud Spencer, Terence Hill, Steve Reeves. Ne sono stati girati oltre 60 (sessanta). Anche successivamente al periodo d’oro del cinema italiano Anzio rimane un punto di riferimento e di interesse importante per il mondo del Cinema. Ancora oggi il nostro luogo viene scelto per girare scene di film, o films interi. Un esempio è il recente lavoro di Checco Zalone nel 2016 nel film “Quo vado?” girato all’interno della Riserva naturale di Tor Caldara. “Quo Vado?” sarà proiettato il 6 agosto.  Un altro esempio che si può portare è “Il cuore grande delle ragazze” di Pupi Avati, del 2011, che sarà proiettato il 10 agosto.

Il ruolo che ha avuto Anzio nel cinema, ma anche che ha avuto il Cinema per Anzio, costituisce un connubio che fa parte della recente storia e cultura del territorio, e come tali è importante diffonderle. Ecco quindi che una idea semplice, una iniziativa vulcanica come lo sono molte delle idee di Patrizio Colantuono, risulta essere molto importante per diffondere la conoscenza della cultura e della storia del nostro territorio e contribuire alla sua valorizzazione. Offrire una iniziativa di questo genere contribuisce ad aumentare l’offerta culturale ma anche di intrattenimento sul nostro territorio, unendo quindi così cultura, storia, intrattenimento, e turismo.

immagine della serata

Di seguito riporto il volantino della rassegna le cui proiezioni si svolgono presso la Villa repubblicana Imperiale di Anzio, nota come Villa di Nerone, sempre alle ore 21,30:

sabato  5 agosto “LE NOTTI DI CABIRIA”
con Giulietta Masina, Francois Perier, Amedeo Nazzari, regia di Federico Fellini.
(omaggio a Amedeo Nazzari).

Domenica 6 agosto QUO VADO?
Commedia di e con Checco Zalone, regia di Gennaro Nunziante.
(scene da Tor Caldara).

Lunedì 7 agosto THE WALL
Film concerto del 2014 diretto da Roger Waters e Sean Evans e basato sul tour musicale The Wall Live.
(scene da Tor Caldara).

Martedì 8 agosto IL TALENTO DI MR RIPLEY
Film drammatico del 1999 diretto da Anthony Minghella.
(scene da Il Paradiso sul mare e dalla riviera di Levante).

Mercoledì 9 agosto ETTORE LO FUSTO
film del 1972 diretto da Enzo G. Castellari.
(scene dal centro di Anzio).

Giovedì 10 agosto IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE
commedia del 2011 regia di Pupi Avati.
(scene dalla Villa di Nerone e da una Villa della riviera di levante).

Sabato 12 agosto CRIMEN
commedia all’italiana del 1960 con Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Dorian Gray, Franca Valeri, Silvana Mangano, Bernard Blier, regia di Mario Camerini.
(scene da Il Paradiso sul Mare).

Domenica 13 agosto ULYSSE
film epico di avventura con Kirk Douglas, Silvana mangano, Anthony Quinn, regia di Mario Camerini.
(scene dal Porto di Anzio e da Tor Caldara).

Mercoledì 16 agosto CLEOPATRA
colossal del 1963 con Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, regia di Joseph L. Mankiewicz.
(scene di Anzio: arrivo in biga di Antonio e disfatta di Antonio, e di Nettuno a Torre Astura: Alessandria).

Giovedì 17 agosto LA MAZZETTA
Film del 1978 con Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Paolo Stoppa, Marisa Laurito, regia di Sergio Corbucci.
(scene del Porto di Anzio).

Sabato 19 agosto QUO VADIS
Colossal del 1951 regia di Mervyn LeRoy
(scene da Tor Caldara e dalla Villa di Nerone).

Domenica 20 agosto L’EMIGRANTE
Film del 1973 con Adrian Celentano e Claudia Mori, regia di Pasquale Festa Campanile.
(scene da Il Paradiso su Mare).

Lunedì 21 agosto CAMERIERI
con Paolo Villaggio, Diego Abatantuono, Marco Messeri, Antonio Catania, Enrico Salimbeni, Antonello Fassari, Caro Croccolo, regia di Leone Pompucci.
(scene dalla Riviera di Levante – Il Tirrena)
(Tributo alla morte di Paolo Villaggio).

La Rassegna si conclude il 21 agosto con il film “Camerieri” che, scelto proprio per la chiusura della rassegna, vuole essere un tributo alla recente scomparsa dell’attore Paolo Villaggio.

Innumerevoli sono i film girati interamente o parzialmente sul territorio, o le storie legate al mondo cinematografico che ci coinvolgono. Per saperne di più e vedere del materiale d’epoca, come poster e foto, consiglio di andare a visitare la sede distaccata a Piazza Pia (Anzio) del Museo dello Sbarco, che attualmente ospita la collezione privata in argomento di Patrizio Colantuono. L’orario di apertura della sede in Piazza Pia è: tutti i pomeriggi dalle 18,30 fino alle 23,00.

Buona visione!

(Foto di Angela Pensword)

Prosegue la rassegna Teatrale Comica ad Anzio

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di Angela Pensword

Prosegue la Rassegna Teatrale Comica di Anzio, fortemente voluta ed ideata da Maurizio D’eramo e da Michelangelo Pastore, giunta quest’anno alla sua seconda edizione. La Rassegna si svolge presso il Centro Ecumenico di Lavinio, in Viale di Valle Schioia 151. Il ruolo infatti di Don Vittorio, Parroco del Centro, è altrettanto fondamentale nella ideazione e nel supporto della manifestazione. La rassegna coinvolge compagnie teatrali non solo locali. Venerdì 4 agosto è la volta della Compagnia “VICOLO PRIMO” di Poggio Moiano (RI) che rappresenta una commendia in due atti di Eva de Rosa e Massimo Canzano INPS, INGANNI NAPOLETANI PER SOPRAVVIVERE, con la regia di Giuseppe Braconi. Una serata da non perdere quindi per chi vuole passare una serata in allegria, RIDENDO SOTTO LE STELLE. … Risate assicurate! …

 

VENERDI’ 4 AGOSTO – Ore 21:00
Compagnia  ‘VICOLO PRIMO’ di Poggio Moiano (RI)
INPS, Inganni Napoletani Per Sopravvivere
due atti di Eva De Rosa e Massimo Canzano
Regia di Giuseppe Braconi
Con: Valentina D’Orazio, Marco Braconi, Rita Angeloni, Gianni Ioannilli, Antonello Villani, Giuseppe Angeloni.
L’arte di arrangiarsi nell’era digitale: un piccolo truffatore escogita metodi assurdi per estorcere denaro ai “polli” acchiappati su internet, aiutato dalla moglie che, suo malgrado, accetta di essere complice delle truffe che il marito si inventa, spinta dalla speranza di riuscire ad arrivare, un giorno, a vivere un’esistenza normale. Una serie di situazioni esilaranti e a tratti paradossali, basate sullo stereotipo del maldestro truffatore napoletano che ha il suo capostipite in quell’Antonio Peluffo che, in “Totò truffa 62”, cercava di vendere ai turisti la Fontana di Trevi.

La Rassegna Teatrale Comica amatoriale di Anzio RIDENDO SOTTO LE STELLE è organizzata dall’Associazione Leonardo di Ardea e da Radio Omega Sound.

Michelangelo Pastore e Maurizio D’Eramo alla conferenza stampa di presentazione della Rassegna