Anzio Reportage

UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA ALLA CENTRALE BIOGAS?

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RIFLESSIONI SULL’EVOLUZIONE DEL CASO CENTRALE BIOGAS, E NOTIZIE – POCO PIACEVOLI – SULLE POSSIBILI CONSEGUENZE DELLA COSTRUZIONE DI UN IMPIANTO SMALTITORE DI SPAZZATURA

by spacevoyager12

  Nel mio precedente articolo “Spazzatura e terremoto al cinema” mi sono concessa qualche minuto di svago, volendo scherzare un po’ sulle varie sciagure abbattutesi recentemente sulla nostra zona (Anzio) e sul centro Italia, ma con questo non intendevo di certo mettere alla berlina tematiche robuste come l’inquinamento da rifiuti e il terremoto, che non sono da prendere alla leggera.

  Da qualche tempo, l’ area di Anzio è bersaglio di progetti edilizi, di matrice industriale, quale la possibile costruzione di un impianto per lo smaltimento della spazzatura, e la diatriba intorno all’evento è esplosa come una bomba.

  C’ è chi ne sostiene la realizzazione e chi, invece, la osteggia come se si trattasse della comparsa del Diavolo. Chi ha ragione? Nel territorio del Comune di Anzio era prevista addirittura la costruzione di ben due centrali biogas ma, mentre una, forse. non sorgerà, l’ altra sembra inevitabile. Sull’argomento possono essere reperiti un mare di articoli, distribuiti sui giornali locali cartacei, sulle rispettive versioni online e su vari blogs sparsi per il web.

Se  il tutto fosse trasferito all’interno di un’ aula di un tribunale, avremmo il banco della difesa e quello dell’ accusa.

  Il legale al banco della difesa (cioè: pro biogas) sosterrebbe la netta preferenza dell’ impianto, in sostituzione di una discarica d’ immondizia a cielo aperto la quale, di sicuro, oltre a non offrire un bello spettacolo, non fornirebbe neppure le garanzie di igiene e salvaguardia della salute pubblica e, in proposito, porterebbe come prove a favore dell’ impianto, l’ esistenza di centrali biogas, erette nelle immediate vicinanze di centri abitati, se non addirittura fra le abitazioni che, una volta costruite seguendo scrupolosamente i criteri strutturali e di manutenzione, non risultano aver causato danni fisici di alcun genere alla popolazione del paese, o della città presso i quali sono state erette. Ufficialmente.

  Di contro, al lato opposto dell’aula, l’accusa – anti biogas – parlerebbe di danni gravissimi all’ambiente circostante, a cose e persone, portando, a sua volta, testimonianze di gente ammalatasi per aver respirato gas tossici e di terreni, nonché di falde acquifere sottostanti, avvelenate dalle sostanze, e della possibilità di incidenti nelle centrali portando esempi anche di questi casi.

Torniamo a ripetere: chi ha ragione? Chi vincerebbe la causa? Entrambi, o nessuno.

  È di qualche giorno fa la notizia, trapelata da fonti attendibili, che segnala vittime fra cittadini abitanti in area prospiciente una centrale biogas eretta in mezzo ad una città del nord. Sono stati, infatti, registrati decessi le cui vittime sembrano essere stati bambini che, per anni, senza essersene resi conto, hanno respirato i miasmi provenienti dai camini delle centrali. La paura che regna qui ad Anzio è legata anche ad una diffusa preoccupazione sui criteri di costruzione, sui possibili ed eventuali incidenti che possono colpire in generale questi impianti, e sulla loro manutenzione. Un impianto biogas è una struttura complessa già di suo, la manutenzione è un’ operazione delicatissima che non ammette negligenze e sconti, pena: un grave inquinamento di aria, acqua e terreni circostanti, seguito da pesanti danni economici di conseguenza, che vanno dalla svalutazione degli immobili nell’immediato circondario, a quella del turismo che crollerebbe in tutto il territorio interessato dall’azione della struttura.

  Ma se anche nel perfetto ed efficiente nord, dove tutto pare funzionare a dovere, intorno ad una centrale biogas si verificano incidenti mortali, allora dove si deve cercare l’errore?

Tuttavia, oltre al sopraccitato, c’ è un altro “ma”.

  Come un nostro amico – e con lui, forse, molti altri – ci ha condotto a riflettere, se una discarica a cielo aperto è nociva, se una centrale biogas è nociva, se tutti tuonano – non a torto – contro un impianto smaltitore di rifiuti che intossica, quale altra soluzione è proponibile per risolvere il problema di come disfarsi della spazzatura in modo sicuro e non inquinante? Una prima risposta veloce potrebbe essere trovata nel provare a produrre meno immondizia, ricorrendo più spesso al sano ed economico riciclaggio di ciò che può essere riciclabile, ma siamo consci che solo questo non basta. Non tutto è riciclabile. In attesa di avere l’ Idea con la “I” maiuscola – o di venire a sapere che  qualcun altro l’ ha avuta – sul miglior modo per distruggere il pattume senza provocar danni al pianeta, pensiamo anche noi ad una soluzione che sia alla portata dei comuni mortali,   e che non comporti il ricorso a tecnologie complicate e costose. È inutile protestare contro qualunque cosa se non si propongono alternative costruttive. Le critiche e le proposte devono essere sempre costruttive, mai distruttive. Le ultime non servono a nulla se non ad alimentare dibattiti interminabili e, spesso, molto acidi.

  E infine, malgrado tutti sappiamo che l’ambiente va salvaguardato ad ogni costo, non si può, tuttavia, dir di no a tutto quel che costituisce il progresso. Altrimenti dovremmo subito sbarazzarci delle belle, utili innovazioni ed invenzioni tecnologiche che, ammettiamolo, ci rendono la vita più facile.

Lo so, ho detto cose ovvie e conosciute, ma credo siano pur sempre valide.

Alla prossima.

SPAZZATURA E TERREMOTO AL CINEMA

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ULTIMI  SOLITI GUAI IN ORDINE CRONOLOGICO A LAVINIO E IN ITALIA

E PARZIALE RECENSIONE CINEMATOGRAFICA IN TEMA

by spacevoyager12

La terra trema,  l’immondizia invade, e il cinema (1992) unisce i due disastri confezionando uno dei film più divertenti e, pensate un po’ , intelligenti, che siano stati realizzati in Italia, negli ultimi trent’anni.

Andiamo per ordine.

Un giudice nordico, il dottor Fortezza, interpretato da Diego Abantantuono, viene spedito in un non ben precisato paesino del meridione – forse in Sicilia –  per indagare su strani e loschi movimenti intorno ad un inceneritore di spazzatura (impianto biogas). Tre sorelle, infatti, sostenute da un avvocaticchio azzecca – garbugli (che di garbugli non ne azzecca molti), di nome Mario Solitudine (N. d. A. : l’avvocato che segue una pratica, inoltrata al T. A. R. da un’associazione ambientalista del posto, contro una minaccia edilizia, di cognome fa Malinconico! Gli avvocati sono così tristi? E’ così triste fare l’avvocato?), interpretato da Silvio Orlando, sono interessate all’ appalto per la sua costruzione. Il paesino è angustiato dall’incubo di dove e come smaltire l’immondizia di cui è devastato e la popolazione chiede soluzioni rapide.

Non molto lontano dalla cittadina svetta un vulcano e qualcuno è folgorato dalla madre di tutte le idee per risolvere la questione. Riuscite a indovinare quale? Esatto. Gettare la spazzatura nel vulcano che, tra l’ altro, fungerebbe da inceneritore naturale. Ma il vulcano ha un’eruzione (terremoto, quindi), rivelando che questa idea era già stata precedentemente concepita da altri, e inondando la cittadina di tutta la spazzatura rovesciata antecedentemente nel cratere. E ciò aiuta il giudice a capire l’intrigo, a sistemare i colpevoli a dovere. e a risolvere il caso, trovando anche l’ amore.

Il film in questione s’ intitola ARRIVA LA BUFERA, uscito nel 1992, con l’abile e sagace regia di Daniele Lucchetti e ha conquistato critica, pubblico e un David di Donatello .

Perché ho citato questo film? Proprio perché, curiosa ed inquietante coincidenza, riunisce problematiche che hanno attecchito nel nostro territorio di Anzio, esattamente in questi ultimi anni.

Anzio e dintorni sono afflitti da periodiche ammucchiate di spazzatura, la terra ha tremato anche qui, pur se con intensità appena percepibile solo da chi abita oltre il primo piano, le associazioni ambientaliste hanno, al momento, perso la battaglia (Attenzione! Battaglia, non guerra) per evitare la costruzione di una centrale biogas e, last but not least, non abbiamo – per fortuna? – vulcani nelle vicinanze da usare come pattumiere e/o inceneritori offerti da Madre Natura. Volendo essere precisi, potremmo dire che la solfatara di Tor Caldara testimonia in parte l’esistenza di un vulcano. risalente a qualche centinaia di migliaia di anni fa, ma è troppo piccola per lo scopo e rischierebbe di essere pesantemente rovinata dal turpe utilizzo.

Che fare, dunque?

Intendiamoci: il film non offre soluzioni definit(iv)e ai nostri guai, ma regala un paio di ore scarso di sapida ironia e ci conduce a riflettere su situazioni che in Italia si ripetono troppo di frequenza: terremoti, purtroppo non prevenibili tuttavia possibili da prevedere, e formazione di cumuli di spazzatura, prevedibili e anche prevenibili con buona volontà, sana educazione familiare e organizzazione.

VIGNAROLA, AVANTI TUTTA!

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By spacevoyager12

Il 26 ottobre, alle ore 17, presso una delle belle sale dell’hotel Lido Garda, ad Anzio Colonia, si è riunita parte del Comitato per la Tutela del Verde della Vignarola, con lo scopo di aggiornare chi è interessato alla salvaguardia della tenuta di Puccini, sull’andamento delle varie azioni che si stanno compiendo per impedire la cementificazione dell’area.

Ebbene, pare che quanto si stia facendo per salvare la Vignarola stia dando frutti.

Gli sviluppi sono positivi.

Alla riunione erano presenti Anna Tomassetti, presidente del Circolo Legambiente di Anzio-Nettuno “Le Rondini”, Renzo Mastracci, Paolo Prignani, Maria Cupello, del Comitato per la tutela del verde Della Vignarola, Ivana Baia e altri componenti delle due associazioni che, più di tutte, si stanno dando da fare per risparmiare Villa Puccini dalla speculazione edilizia.

Con uno slide di mappe, da lui realizzato, Renzo Mastracci ci ha illustrato la situazione attuale, mentre Paolo Prignani ci ha fornito informazioni più tecniche e architettoniche sulla zona e Anna Tomassetti ci hanno riassunto ciò che è stato fatto finora.

Ma i punti più interessanti ed importanti risiedono nell’esposto inviato dalla Regione Lazio al Dirigente dell’Area Tecnica Urbanistica del Comune di Anzio e dalla sempre più probabile concretizzazione del ricorso al T. A. R. grazie alle iniziative promosse dal Comitato, che hanno favorito il reperimento dei fondi economici per sostenere le spese legali.

Nell’esposto – di cui c’è anche copia – La Regione Lazio chiede al Comune chiarimenti su presunte irregolarità relative all’intervento edilizio approvato dal Comune e su parametri, stabiliti da poco, non concordanti con quelli dichiarati nella prima versione del progetto.

Non essendo dentro la materia, non mi dilungo su questi aspetti, ma allego la documentazione all’articolo.

Alla prossima.

(Foto di Spacevoyager12)

 

ANCHE IL LAVORO E’ ARTE

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by spacevoyager12

Domani, 25 giugno 2016, la mostra SINERGICA, ESTEMPORANEA D’ARTE  chiuderà i battenti con una serata lunga che terminerà verso le 22, 30, nella quale potremo conoscere tutti i giovani artisti che hanno esposto le loro opere in Via Carlo Cattaneo, 26, a Nettuno.

Cosa abbiamo visto in questa interessante e stimolante esposizione?

La sala ci accoglie con un grosso disco appeso al soffitto, su cui è stampata un’immagine che evoca lo spazio, opera di Enzo Petrillo, pittore, scultore ed orafo, artista d’avanguardia nei decenni ’60, ’70, ’80, nonché fondatore della scuola di pensiero artistico Università Spaziale, ove l’aggettivo “Spaziale” non è esattamente riferito ad una collocazione di tale ateneo al di fuori dell’atmosfera terrestre, né i piani di studio della facoltà prevedono specificatamente l’apprendimento di materie quali l’astronomia o la fantascienza,  bensì allo spazio intorno a noi e all’uso che è possibile fare di esso specialmente riguardo all’arte.

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In questa mostra, oltre a dipinti, – e non i soliti quadri (alcuni sembrano fotografie) – abbiamo ammirato disegni la cui plasticità dei tratti ricorda gli schizzi, tuttavia piuttosto ricchi di dettagli, di Leonardo da Vinci, ma abbiamo soprattutto scoperto come alcuni strumenti di lavoro diventino essi stessi opere d’arte, vedi, per esempio, lastre e matrici usate per la stampa.

La mostra non si limita a quadri e disegni o, comunque, cose da appendere alle pareti, ma si estende alle famose “installazioni”, ovvero: oggetti veri e propri da toccare con mano (quasi!) che fanno anch’essi arte.

L’ esposizione abbraccia anche il settore video e quello musicale; per farla breve: un evento letteralmente multimediale, e non intendo anticipare di più.

Chi ancora non ci fosse andato, farebbe bene a recarsi a Nettuno ed entrare. Non se ne pentirebbe affatto. E’ un’esperienza che entra nel cuore, nell’anima e nel cervello.

Nel caso di difficoltà di comprensione delle opere (ma non ce n’è), rivolgersi agli autori che sono gentili, disponibili e saranno lietissimi di fornire lumi sul significato vero ed intrinseco dei loro lavori.

I giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti, settore grafica, organizzatori della mostra, vi aspettano domani sera 25 giugno, dalle ore 17 -17, 30 (ma anche 18) fino a oltre le 22 per un saluto, un brindisi ed un arrivederci alla loro prossima performance.

Venite numerosi!

 

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ARTE IN VARIE FORME

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by spacevoyager12

Dal 18 al 25 giugno, a Nettuno, in via C. Cattaneo 32 (a pochi metri dalla Libreria Fahrenheit 451), siete invitati a visitare la mostra SINERGICA, ESTEMPORANEA D’ ARTE, un’esposizione multimediale di varie forme d’arte comprendenti dipinti, disegni, grafiche, foto, filmati e installazioni, realizzate da giovani artisti provenienti dall’Accademia di Belle arti di Roma, capitanati da Riccardo Pecchioli, organizzata e voluta all’interno dell‘Associazione Culturale V. O. M. PETRILLO – UNIVERSITA’ SPAZIALE. 

Maggiori info su questo evento, nei prossimi giorni.

Locandina mostra  1- documento VOM Petrillo

IL VERDE DEGLI ALBERI E DEI SOLDI

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by spacevoyager12

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La faccenda si fa grave.

Si è passati all’aggressione fisica e materiale per fermare chi semplicemente intendeva ribadire in modalità pacifica la volontà di proteggere una fetta di ambiente d’interesse pubblico, almeno secondo la visione di chi si occupa, appunto di ambiente.

Ieri, 1^ Maggio, Festa dei Lavoratori, un gruppo di cittadini di Lavinio e Lido dei Pini, appartenenti alla tranquilla associazione Salviamo la Pineta, si era posizionato con un gazebo bianco, un tavolino, qualche sedia e un po’ di materiale cartaceo da distribuire, davanti ad una chiesa, con il nobile scopo di attrarre la cittadinanza verso la protezione della pineta da interventi arbitrari ai danni di questa.

La Pineta della Gallinara è un luogo da proteggere per la sua meravigliosa natura verde e potrebbe essere, se curato dalla malattia che ne sta uccidendo alcuni alberi, un’attrattiva turistica, e anche maggiormente fruibile per i cittadini locali. Purtroppo i partecipanti al gazebo sono stati oggetto di un’aggressione ingiustificata da parte di ignoti, che ora le forze dell’ordine cercheranno di individuare.

BUIO IN SALA. si parla italiano!!!

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By spacevoyager12

Chi non ama il cinema alzi la mano!

Penso che le mani alzate non saranno molte, tuttavia ci sarà qualcuno che, alla visione di un film, anche in televisione, preferisce la lettura di un testo, oppure lo sport. Ma chi appartiene alla prima categoria saprà senz’altro che molto della produzione cinematografica – ed anche televisiva – proviene dall’estero, specie dai Paesi di ceppo anglosassone, in particolare dal Regno Unito, ma ancor di più da oltre oceano, ovvero, dagli Stati Uniti. Solo che in Italia si preferisce vedere il film nella nostra bella lingua italiana, dunque, qui in Italia si ricorre spesso al doppiaggio, cioè, alla prestazione di alcuni nostri bravissimi attori che, in una sala buia, illuminata solo da una lampadina posta sopra un testo precedentemente tradotto dalla lingua straniera all’italiano, recitano le varie battute del film in italiano.

A questo proposito, molti “puristi” arricciano il naso criticando l’operazione e affermando che il film andrebbe visto in lingua originale, al limite coi sottotitoli. Vero, ma fino ad un certo punto. I molti “puristi” non hanno forse notato che, in parecchi casi, il nostro doppiaggio, ha letteralmente salvato alcuni film stranieri i quali, visti in lingua originale, risultano con una recitazione non proprio al top delle aspettative. Va fatto osservare che diversi attori stranieri, da noi considerati veri e propri divi, quasi divinità, sentiti nel loro idioma non hanno voci straordinarie, né la loro recitazione raggiunge livelli di espressività che invece si riscontra in molti nostri attori italiani. E ve lo dice chi spesso, anche per ragioni professionali, si è sorbita un bel numero di pellicole in lingua originale.

Ma veniamo al punto.

Mercoledì 20 aprile, nella sede del Simposio, nella bella sala grande della casa della signora Giuliana Bellorini Malosso, il simpatico signor Giancarlo Marchesini, esperto di doppiaggio su cui ha lavorato gran parte della sua vita, ha tenuto un’interessantissima conferenza sul tema, e su questa attività, raccontandoci il “dietro le quinte” di quel che noi vediamo al cinema o in televisione. E in alcuni momenti, ha saputo anche strapparci non poche risate dati i numerosi aneddoti che costellano tale tipo di lavoro.

Non mi dilungherò molto sugli aspetti tecnici del doppiaggio ma fornisco qui un documento, rilasciatoci da Marchesini stesso, in cui, per sommi capi, viene riassunta l’operazione nei suoi vari passaggi.

testo esplicativo sui meccanismi del doppiaggio
testo esplicativo sui meccanismi del doppiaggio

Dico solo che il doppiaggio comincia con la traduzione del testo dalla lingua della nazionalità di provenienza della pellicola (fase in cui se oltre alla conoscenza della lingua si è provvisti di fantasia, è un ottimo requisito), prosegue con l’adattamento dei dialoghi al contesto italiano, poi con la recitazione dei medesimi per voci dei nostri attori e termina col rimontaggio del tutto per la versione finale.

Il nostro doppiaggio è fra i migliori al mondo, o, forse, il migliore al mondo ma Marchesini ci ha informato che tale operazione non è esclusiva dell’Italia. Altri Paesi, come Francia, Germania e Spagna ricorrono al doppiaggio per una miglior diffusione delle varie pellicole acquistate in patria.

Giancarlo Marchesini spiega il doppiaggio
Giancarlo Marchesini spiega il doppiaggio
domande dei presenti
domande dei presenti