Un pupazzo o due, la caduta degli Dei e la speranza Europa

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di Angela Pensword

Ogni volta che a capo degli Stati Uniti d’America si è seduto un pupazzo dopo qualche mese si è verificato un evento terribile che ha inevitabilmente coinvolto poi altri paesi ed equilibri mondiali. … è il caso, senza entrare nel merito dei pro e dei contro dell’amministrazione di G. W. Bush, dell’11 settembre 2001. … Sulla consistenza o sulla inconsistenza di Donald Trump non ci sono dubbi, e il pericolo della strategia della Nord Corea che soffia sul collo del mondo potrebbe essere quell’ulteriore situazione detonante. … Stabilito ciò non resta che domandarsi: ma chi ce lo ha messo Trump? … Perché, oltre allo stallo della situazione americana ed allo sgomento della popolazione di dover scegliere tra una incudine ed un martello, oltre alla reale volontà degli elettori ed ai movimenti di massa, resta qualche dubbio su qualche eventuale manipolazione esterna del voto da parte di hacker. Personalmente non ho mai creduto alla manipolazione del voto da parte di hacker russi come invece paventato da qualcuno nel post elezione. Mi preoccupano di più gli hacker cinesi o nord coreani. Anzi, che ci crediate o no, sono convinta che se negli ultimi mesi non siamo ancora entrati nella terza guerra mondiale negli stress internazionali a cui siamo stati sollecitati (vedi caso Siria), oltre che dell’ONU è merito del sangue freddo e dell’equilibrio di Putin. Inoltre anche in America ci sono gli hacker, magari a disposizione di chi preferisce un Presidente invece di un altro. Ma probabilmente Trump è solo il frutto della semplice volontà popolare americana. Comunque, non resta che sperare nel buon senso internazionale e nella diplomazia, perché se un pazzo vuol lanciare una palla da bowling contro una situazione esplosiva che è solo provocatoria gli si può fare lo sgambetto. …

Nella gestione della vicenda nordcoreana sta svolgendo un ruolo importante, quanto inefficace, la mediazione della Cina nei rapporti tra Nord Corea e America. Personalmente non mi fido dell’ambivalenza della Cina, nel senso che non penso che Kim sia talmente pazzo da fare e progettare tutto da solo. Ma sarà semplicemente una mia impressione. Allargando la visuale alle maggiori tensioni che affliggono il mondo si può pensare ad un asse, che corrisponde in realtà più ad un circolo, quasi vizioso, corrispondente a Cina, Nord Corea, Pakistan e Arabia (Medio Oriente), America e Russia. A tutto ciò bisogna aggiungere l’Africa con le proprie problematiche interne che generano flussi migratori. Flussi migratori che che possono essere utilizzati come strategia da qualcuno per destabilizzare l’Europa, un’Europa impegnata nelle proprie problematiche interne nazionali e che non ha ancora risolto alcune impostazioni europee.
In tutto questo si vede come l’Europa sta geograficamente al centro (questione di punti di vista di meridiani e paralleli ovviamente, qualcuno potrebbe non essere d’accordo), ed è la più inerme rispetto alle proprie potenzialità. Potenzialità che spero siano solo di carattere diplomatico mondiale di equilibrio nelle nevrosi deli altri e non di carattere bellico. E per questi tre motivi l’Europa continua ad essere ancora terra di conquista, e, in parte, probabilmente ostacolata.
In questi giorni si è svolta a New York la settantaduesima Assemblea generale ONU. Bello il discorso del Premier italiano Gentiloni, che affronta le problematiche mondiali in una visuale completa, che racchiude nel proprio discorso la speranza dell’Europa, e che esalta le funzioni ONU nelle azioni e nell’equilibrio mondiale. Bello anche il discorso del Premier francese Macron. Pericoloso invece il discorso del Presidente USA Donald Trump.
Guardando attentamente le dinamiche mondiali e nazionali si vede come spesso derivano da interessi economici di grandi nazioni o di singoli individui, dalla volontà di manipolare o utilizzare situazioni, e solo talvolta dalla reale volontà o necessità di garantire un equilibrio mondiale. In definitiva ci sono degli Dei che credono di manipolare il mondo. E ciò non è più sostenibile. Quando cadrà il mondo cadranno anche gli Dei.

Un pensiero riguardo “Un pupazzo o due, la caduta degli Dei e la speranza Europa

    Luca ha detto:
    27 settembre 2017 alle 20:30

    Come dici tu anche nelle conclusioni, siamo al solito problema relativo al fatto che ogni Paese persegue i propri interessi particolari. E l’Onu per l’ennesima volta mostra la propria impotenza.
    L’Italia dal 2012 si è spostata troppo verso gli Usa, allontanandosi dalla Russia con la quale ha interessi commerciali dal 1500 e le sanzioni inflittegli dall’Ue sta facendo chiudere molte aziende del Nord Est Italia, che con la Russia ci fanno affari.
    Per il resto Kim si sta isolando col suo atteggiamento e di questo passo la sua dittatura ha i mesi contati. Non dimentichiamoci però che ci sono altri Paesi che detengono le armi nucleari, e anche dieci volte più della Corea del Nord. Con l’avallo peraltro degli Usa. Ne ho parlato qui http://lucascialo.altervista.org/paesi-bomba-atomica-nucleare/

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