è andato a fuoco un esercizio commerciale

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di Angela Pensword

DSCN1005Il giorno 28 luglio un esercizio commerciale situato in Viale di Valle Schioia, che si occupava di vendita di vestiario, di scarpe, e di oggettistica varia, è andato a fuoco. L’incendio si è sviluppato intorno alle 2 di notte. L’intervento dei vigili del fuoco non ha potuto evitare la distruzione del magazzino-negozio. Le abitazioni che si trovano sopra l’esercizio fortunatamente non hanno registrato danni particolari. Sono in atto le indagini per stabilire le cause e le motivazioni, ma si sospetta che la natura dell’incendio sia dolosa.

 

Non è il primo caso, in un’estate particolarmente “calda” sotto questo aspetto. Recentemente vi sono stati più atti incendiari in zona, tra macchine e locali commerciali. Il 15 luglio è stato dato alle fiamme un altro negozio, sempre in Viale di valle Schioia. Il 19 luglio è scoppiato un incendio tra Via delle Cinque Miglia e Via Verga. Successivamente un altro negozio e macchine. Il 26 giugno un devastante incendio è scoppiato  in una struttura di capannoni abbandonati nei pressi della stazione ferroviaria di Lavinio.

UN ARTISTA DA RISCOPRIRE

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by spacevoyager12

Circa due mesi fa, a Nettuno, in Via Cattaneo 26, un giovane artista, Riccardo Pecchioli, assieme ai suoi colleghi ed amici, espose le sue opere artistiche facendosi conoscere in zona per l’originalità della sua arte.

Adesso tocca al suo celebre prozio Vincenzo Ottone Maria Petrillo, pittore, scultore ed orafo, che ha conosciuto la fama nei decenni ’60, ’70 e ’80 con i suoi quadri e sculture, i cui soggetti s’ispiravano ad artisti del calibro di Picasso o Pollock ma che sono stati poi da lui completamente reinventati e personalizzati.

Inoltre, Enzo Petrillo ha fondato l’Università Spaziale che, come credo di aver accennato precedentemente, non è un movimento legato alla fantascienza o alla presunta esistenza, nonché collegamento con gli alieni, bensì una corrente artistica che dà risalto, appunto, allo spazio intorno a noi e a come potrebbe essere utilizzato al meglio, proprio per creare. Tuttavia, alcuni dipinti dell’autore potrebbero in effetti suscitare emozioni e sentimenti molto simili a quelli che potrebbero sorgere di fronte ad un quadro o ad una fotografia che ritrae lo spazio siderale.

La mostra è stata inaugurata sabato 13 agosto dalla nipote Mariaelena Petrillo, e durerà fino al 20 agosto. E’ costituita da parte delle opere e dagli oggetti di cui si è avvalso e circondato l’artista nel corso della sua lunga carriera, e si svolge a Nettuno in Via C. Cattaneo 26, dalle ore 20.00.

Accorrete numerosi !!!

Mostra pittore Petrillo
Mostra Vincenzo Ottone Petrillo

Isole di raccolta differenziata nel centro di Anzio

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di Angela Pensword

Il giorno 8 agosto sono state posizionate 5 isole ecologiche di raccolta differenziata nel centro di Anzio. Delle altre cinque rimanenti due verranno sempre posizionate nel centro storico, e tre suddivise tra Lido dei Pini, Lavinio stazione, e nei pressi della stazione ferroviaria di Anzio.

… è sicuramente un bel passo in avanti, anche se 7 su 10 servono a completare la raccolta della differenziata in centro, che per tipologia presenta difficoltà di impostazione per il porta a porta.  …

… Ma si continua a non considerare la indifferenziata, che continuerà comunque ad essere prodotta e ad essere riversata per strada (e che dovrebbe avere dei punti di raccolta dislocati sul territorio a mio avviso separati da quelli della differenziata), e la raccolta del verde nel porta a porta o predisponendo altri punti di raccolta, come più volte richiesto, ed ultimamente annunciato dall’ufficio ambiente (verde porta a porta) … Staremo a vedere …

Di fatto, purtroppo, la situazione che abbiamo per le strade non subirà cambiamenti.

P.s.: ogni quanto sarà previsto lo svuotamento delle isole ecologiche posizionate? Se lo svuotamento dei rifiuti sarà un problema perché non previsto frequentemente, allora sarà un problema anche il carico. … Staremo a vedere anche questo …

http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_895_12_1.html

 

 

ANZIO politica locale riflessione veloce

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di Angela Pensword

(Questo lo scrivevo velocemente sul mio diario “segreto” il giorno 11 luglio. Lo posto ora. E’ sempre attuale … )

Il M5S ha vinto a Nettuno. Il neo Sindaco Casto è già andato a fare visita all’ospedale, e ad Anzio hanno organizzato una bella manifestazione. Questa è la politica del fare, quella che non si limita a parlare, quella che si interessa sul serio delle cose serie, quella che premia chi le fa e la città, quella che dovrebbero fare tutti. La politica classica ha talmente dormito in questi  ultimi decenni su tale aspetto, impegnata a riempirsi le tasche ed occupata nei suoi giochi di corte, che ancora stenta a svegliarsi. La destra, quella che governa Anzio, ancora va avanti con la propria mentalità, e non si è accorta che “fuori” il mondo sta cambiando. La sinistra dà cenni di risveglio. E mentre il pd locale si stiracchia, con la boccuccia tonda mentre sbadiglia, gli altri gli tolgono la sedia da sotto il sedere. Dopo che sarà caduto, dopo il tonfo, forse capirà, con qualche ammacco. Ma ho l’impressione che anche a quegli ammacchi non darà il giusto valore, ancora in preda al suo torpore. Forse il danno è troppo grave, dopo tutti questi anni, incurabile: la narcosicefalopatia. E non è cambiando l’ordine dei fattori che il prodotto cambia, o facendo alleanze sottobanco per assicurarsi un cuscino a danno di persone valide,  e né dando il vessillo locale ad un giovane presuntuosello o ad una figura da copertina , che si cambiano le cose. Le cose bisogna farle cambiare, a chi le sa cambiare davvero. Anche all’interno degli stessi partiti. Rottamazione?

11/7/2016 Angela Pensword

RIFUGIATI E TERRORISMO

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di Sergio Franchi

Continua senza sosta e senza controllo l’invasione dalle coste Africane

rifugiati e terrorismo

Il Parlamento di Francia, la terra dei rifugiati di ogni parte del mondo,  ha decretato che la Republique è in guerra; tutti le nazioni europee hanno posto  limiti e controlli per l’accesso nei propri  confini nazionali; massicci  programmi di respingimento sono in atto in tutti gli stati dell’Unione dove alcune nazioni  applicano la  sospensione del trattato di Shengen. Una metropoli come Monaco di Baviera, dove vivono circa due milioni di abitanti,  viene letteralmente bloccata per ore come se fosse stata attaccata da una flotta di astronavi aliene,  solo perché un ragazzo, incidentalmente di origine Iraniana, si mette a sparare in un McDonald’s. Tutti riconoscono  che l’incidenza della criminalità ordinaria e terroristica è fortemente influenzata  sia dall’ondata immigratoria che è in atto sia da quella storica. Quando si afferma che alcuni terroristi  sono nati nelle nazioni in cui compiono i propri  atti di terrore  si tralascia spesso di dire che essi sono tutti islamici  immigrati o figli di immigrati, ribadendo, in questo secondo caso,  che il problema resta quello di un‘integrazione impossibile. Quando arriva la rivendicazione dell’attentato da parte dell’Isis allora si cerca di limitarne  l’impatto parlando della scarsa pratica religiosa dell’autore dell’attentato  dimenticando  che l’islam è innanzi tutto un’inderogabile modello  di vita: un modo intollerante di concepire l’esistenza basato sull’odio verso l’Occidente Cristiano. Nel nostro Paese si parla solo di accoglienza senza se e senza ma; di lucrosa accoglienza che arricchisce chi la fa.  In casa nostra, dove per l’efficienza di  una polizia addestrata in anni di terrorismo politico ed avvezza ai metodi di mafia, il terrorismo islamico non si fa sentire se non con qualche avvisaglia da base logistica, si continua a vivere una realtà fuori della storia.  Questo sta permettendo che giorno dopo giorno si costruiscano le ragioni per tensioni ed atti di terrore senza che l’opinione pubblica ne venga adeguatamente  informata da analisti imparziali e da un giornalismo incapace di muoversi al di fuori del politically correct. Ogni giorno migliaia di microrganismi vengono iniettati in un corpo malaticcio senza che  nessuna azione di controllo venga posta in atto e senza che nessun antidoto venga adottato. Nel nostro Paese si deve credere che tra quei  microorganismi non vi siano bacilli portatori di malattie gravi mentre sono la logica, la statistica e la cronaca ad affermare il contrario: molti i casi di “cani sciolti islamici” che di recente hanno colpito fino a farlo in una chiesa cattolica sgozzandone il parroco. L’Italia è rimasta l’unica nazione europea in cui chiunque può approdare e se non dotato di adeguati  mezzi nautici viene prelevato dalla coste libiche da una nave norvegese e condotto direttamente nelle martoriate cose siciliane. Un paio di anni orsono arrivavano un paio di barconi al giorno e facevano notizia ora se ne  arrivano oltre venti in un giorno è notizia solo se, come è inevitabile, alcuni poveri  disgraziati perdono la vita nella traversata. Il fatto che in un giorno siano approdati in Italia circa 4000 immigrati clandestini non preoccupa più nessuno. Il fatto che dopo il tappo creato da Francia, Austria e  Svizzera,  che blocca l’accesso al centro e nord Europa,  quei 4000 immigrati clandestini siano costretti a restare in Italia non turba il sonno del Ministro degli Interni che cerca di camuffare la loro presenza distribuendoli anche in zone ad alta vocazione turistica. Il fatto che di quegli immigrati solo il 18% abbia  il diritto internazionale di restare in Italia e che l’82% dovrebbe essere respinto verso il paese di partenza non preoccupa  il nostro ministro degli Esteri. Il fatto che il peso economico per finanziare la presenza di centinaia di migliaia di stranieri sia  diventato ormai  intollerabile non desta preoccupazione da parte del Ministro delle Finanze.  Non desta nemmeno preoccupazione il fatto che,  inevitabilmente,  una  percentuale anche minima di coloro che approdano in Italia sia composta da potenziali terroristi  e che moltissimi  di loro inevitabilmente siano destinati ad alimentare la criminalità ed il degrado,  visto che nessun reale  programma di inserimento sociale è previsto. Il  sistema politico sta gestendo un problema  epocale senza la capacità di valutarne i contorni e senza il coraggio e l’autorità per prendere decisioni drastiche che blocchino il fenomeno o che ne riducano l’effetto negativo sul nostro Paese.  La nostra è la società del  buonismo becero che vive della retorica dell’accogliere  e  che se ne frega  di che cosa accade il giorno dopo. Un buonismo  di persone sensibili al senso delle parole fino a dimenticare il loro significato. Mi ha recentemente scritto una signora di Anzio che ha letto un mio articolo sull’immigrazione e non ha criticato l’analisi che ho prospettato ma mi ha criticato per aver utilizzato il termine di “ immigrati clandestini”  riferito a coloro che la legge di questo Paese definisce in questo modo. La signora non era preoccupata del gravissimo problema che questa immigrazione incontrollata sta creando al nostro sistema  sociale ma del  fatto che nel mio articolo avevo usato il termine di immigrazione clandestina. Ipocrisia allo stato puro che si ritrova in molte analisi giornalistiche in cui si parla di rifugiati per definire coloro che entrano illegalmente nel nostro Paese ma che poi si denunciano gli “scafisti” per il reato di immigrazione clandestina e non per assistenza  illegale a rifugiato politico.

AGOSTO FRA I RIFIUTI

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di Sergio Franchi

Niente di nuovo nelle strade di Anzio

Non ci voleva una veggente per prevederlo: siamo giunti ad agosto e le strade di Anzio sono invase dai rifiuti. Non ci voleva nemmeno molto a prevedere che le anticipazioni dell’Assessore all’Ambiente  avrebbero avuto lo stesso esito delle promesse che lo stesso ha fatto in passato. Sacchi neri pieni di rifiuti verdi fanno bella mostra di se ai bordi delle strade  e grossi e piccoli mucchi di sacchetti di rifiuti domestici fanno da contorno a frigoriferi, materassi o vecchi giocattoli di plastica. Qualche povero illuso sta ancora aspettando l’ordinanza che dispone la raccolta dei rifiuti verdi come frazione del porta a porta oppure le due isole ecologiche disposte lungo i percorsi in uscita da Anzio a Lido dei Pini ed allo Zodiaco; questi sono solo   gli ultimi annunci dell’Assessore all’Ambiente: uno ripetuto nella sede istituzionale del Consiglio Comunale e l’altro comunicato in modo bislacco con minuscoli annunci attaccati qua  e la come si se si annunciasse il compleanno di qualche ragazzino oppure il mercatino delle pulci del sabato mattina. Senza nessuna  professionalità e quindi senza nessun risultato, nella linea etica ed operativa di questo modo di fare politica. Non c’è più limite ed il rischio di assuefazione sta facendo vacillare anche la volontà di quelli più risoluti e cioè dei cittadini di Anzio che pagano salatissime bollette TARI,  zavorrate degli oneri di chi può permettersi senza rischi il lusso di non pagarle,  per finanziare il servizio di raccolta dei propri rifiuti. Pretesa giustificatissima resa vana da chi non è capace di gestire un servizio che viene brillantemente assolto in tantissime città del nostro Paese. Mi continua a capitare di manifestare la mia rabbia all’Assessore Placidi nel segnalare qualche caso di inadempienza clamorosa e l’Assessore, che certamente non è l’unico responsabile della situazione vergognosa in cui ci troviamo anche se ne porta tutta la responsabilità politica,  come responsabile dell’Ambiente,  mi prega di mandargli una nota scritta al fine di “mettere in mora” la ditta appaltatrice. Il fatto grave è che anche dopo drammatiche segnalazioni la ditta non interviene,  denotando l’inefficacia dell’intervento e dell’autorità di chi l’autorità dovrebbe poter utilizzare per ragioni istituzionali. La situazione è fuori controllo e le continue piccole bonifiche, che vengono effettuate per rimuovere i mucchi più grossi dalle strade,  sono solo il sintomo dell’ incapacità ad evitare che quei  rifiuti nelle strade vengano abbandonati; ma sono anche il segno dello sperpero di danaro pubblico perché quelle bonifiche vengono pagate come onere aggiuntivo alla ditta. Mi domando se questo aspetto non sia una concausa della stessa  formazione dei rifiuti nelle strade. Una cosa è certa: il Dirigente dell’Assessorato all’Ambiente non ha dato ancora una risposta  logica alla domanda: perché il  servizio  di raccolta rifiuti verdi  viene effettuato   su chiamata invece che in modo sistematico: perché effettuare  cento piccoli viaggi per fare cento piccoli prelievi quando si può effettuare un unico viaggio programmato periodico e raccogliere tutti i rifiuti verdi?  Nonostante che lo stesso Dirigente abbia  promesso al sottoscritto, in presenza di testimoni,  che avrebbe dato il via al prelievo del verde in modo sistematico come frazione del porta a porta e lo stesso Assessore ne abbia dato annuncio ben due volte in Consiglio Comunale. La volontà di insistere nell’attuare una soluzione sbagliata, la volontà di  rifiutare soluzioni operative  che altri comuni attuano con successo è causa di maggiore onere finanziario e certamente è una delle cause delle tonnellate di rifiuti che accolgono i pochi turisti che si azzardano a  venire ancora nel nostro litorale.  Ho provato ad andare a depositare alcuni sacchi di rifiuti di giardino nell’isola ecologica di Padiglione: dopo un’ora di fila si viene accolti da un addetto che, come al transito di frontiera,  ti registra e controlla la quantità dei sacchi stipasti nell’auto e,  con l’aria di chi stia li per farti un favore,  ti concede, se sei simpatico, di eccedere il limite concesso. Ma siamo pazzi??? I cittadini, che dovrebbero limitarsi a  lasciare fuori dal proprio cancello i sacchi con i rifiuti verdi,  se li caricano sulla propria auto, fanno una fila per andare a consegnarli alla discarica e rischiano di non essere ritenuti idonei allo scarico.

agosto fra i rifiutiUn pezzo di carta sul muro indica il limite di 1 mc.  Che vuol dire? Come di misura in pratica 1 mc di rifiuti verdi?  Chi  eccede 1 mc deve portare indietro i sacchi in eccesso? Io mi domando se non ci sia una precisa volontà, un caldo invito ai cittadini ad abbandonare i propri sacchi nelle strade proprio come avviene fuori dell’isola ecologica dove si ammassano montagne di sacchi di neri di cittadini esasperati. Un guazzabuglio che non  fa intravedere soluzioni semplici e rapide. Dalle pagine di questo periodico abbiamo sempre cercato di fare una distinzione di responsabilità: esiste quella dalla ditta, che interpreta nel modo più restrittivo possibile i propri obblighi, esiste quella della dirigenza che non riesce a raggiungere nemmeno lontanamente gli obiettivi di gestione ed esiste quella del Sindaco di Anzio e del suo delegato all’Ambiente che dovrebbero dare gli indirizzi di gestione, fissare gli obiettivi e controllarne il raggiungimento. Non ci vuole molto a capire che la gente non ne può più di una situazione del genere e vuole decisioni. Decisioni di quelle che fanno anche male ad un sistema che non genera risultati accettabili. Decisioni che contemplano anche il termine del contratto per inadempienza che è previsto nel documento di appalto. L’aveva annunciato un Consigliere di Lavinio durante un recente Consiglio Comunale: aspettiamo che si dia seguito a quanto promesso. Se la ditta non funziona se ne cerchi un’altra, si dia termine ad una situazione vergognosa per tutti coloro che amano questo territorio,  tra cui certamente non vanno annoverati  gli attori di questa indecente commedia. Aspettiamo che il Comune di Anzio dia un segno di esistenza in vita.