SU BIOGAS E RIFIUTI L’ENNESIMO BLUFF MENTRE ANZIO DIVENTA PATTUMIERA

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(Riportiamo  a seguito del Consiglio Comunale che si è svolto ad Anzio il 24 02 2017 il Comunicato Stampa pervenutoci dai consiglieri Ivano Bernardone e Maria Teresa Lo Fazio. – admin).

Il nostro voto contrario alla ridicola modifica del Regolamento di Igiene e Sanità deriva dalla certezza che quanto votato, come ci hanno ben spiegato gli stessi proponenti, non blocca gli impianti in corso di realizzazione e non definisce alcun razionale limite alla quantità enorme di rifiuti che si sta per riversare sulla nostra città. La modifica al regolamento vorrebbe introdurre la distanza di 1000 ml dai centri abitati dei soli futuri impianti; si tratta in realtà di una prescrizione facilmente discutibile ed aggirabile, probabilmente incoerente con le norme sovra ordinate e che peraltro ammette implicitamente che a 1100 ml dal centro abitato sia possibile installare ogni nefasto impianto.
Il solito dibatto sterile e basato su atti scadenti, è stato avviato senza i preventivi pareri della commissione consiliare competente e del dirigente preposto e per l’ennesima volta sono state omesse e rifiutate azioni realmente incisive come l’insediamento della “commissione speciale rifiuti” coadiuvata da esperti, l’avvio di studi epidemiologici di coorte, l’appello a principi cardine come quello di “precauzione” e di “cumulo degli impatti”.
Il Consiglio Comunale, ancora una volta, è stato utilizzato per le prove tecniche di campagna elettorale e di ricomponimento della pessima compagine politica che, da troppo tempo e malissimo, amministra la città; con buona pace dei cittadini che aspettano risposte vere a problemi seri.

Ivano Bernardone – Maria Teresa Lo Fazio

ATENA genuinamente apartitica

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di Sergio Franchi

Un’Associazione  che gestisce progetti di volontariato sociale

Atena  è un’associazione di volontariato sociale nata formalmente il 16 aprile 2016  da un gruppo di cittadini impegnati da anni, in varie attività socio-culturali, sul territorio di Anzio-Nettuno.  Buona parte dei soci fondatori come Silvano Urbani, Filippo Valenti, Mauro Agostini insieme a Paolo Prignani e Angela Ambrosi sono  illustri professionisti che hanno già sperimentato e sperimentano con successo la loro attività su un progetto molto presente nella realtà didattica delle scuole di Anzio e Nettuno: Apsaet. Allo scopo di accrescere il legame tra i ragazzi ed il luogo in cui vivono e di colmare la mancanza di informazione relativamente ad esso, Apaset è un  progetto che si pone l’obiettivo di diffondere una maggiore informazione dell’intero patrimonio ambientale e dell’intero patrimonio storico ed archeologico  presenti sul territorio, e di fornire, ad integrazione dei programmi ministeriali, approfondimenti sulla storia  del territorio di Anzio e Nettuno il cui territorio è unico, anche se amministrativamente diviso. Parallelamente il progetto offre un programma di educazione ambientale finalizzato a sensibilizzare i bambini ed i ragazzi ad un maggiore rispetto ed amore per il mondo in cui vivono, e cenni di astronomia. Gli insegnamenti di Apsaet sono integrativi di quelli d’istituto che riguardano le materie  nella loro genericità e non sono quasi mai relativi alla realtà locale in cui gli studenti vivono e con cui si confrontano in modo quotidiano. Sulla scia del successo di Apsaet nasce Atena che oltre a gestire Apsaet ha l’ambizione di offrire un’occasione a chi lo desidera, di dare vita ad un’idea, ad un progetto, “Atena è di tutti coloro che vogliono dare qualcosa per il  proprio territorio e per la gente che vi vive,  perché offre a chi vi aderisce la possibilità  di sviluppare un’ attività in un ambito del sociale” così, con orgoglio, si esprime Angela Ambrosi che è la presidente di Atena. “Non siamo un’associazione che tutela gli interessi dei seguaci di una disciplina, di un hobby o di un’attività artistica o  culturale, noi siamo dedicati al nostro prossimo senza nessunissimo scopo di lucro,  anzi rimettendoci di tasca nostra,  per cui meritiamo attenzione e supporto. Siamo forse l’unica realtà che opera in zona nel sociale e lo fa genuinamente nei fatti senza intenti di parte politica”. Cosi risponde  la Presidente alle allusioni fatte rispetto ai vari gruppetti legati a questo o a quel politico di zona. Atena è un’Associazione inclusa nel registro ufficiale dell’associazionismo sociale della Regione Lazio; è un’iniziativa originale, è un contenitore in cui ognuno può esprimersi e merita, per  la sua originalità, l’attenzione della gente per cui lavora. Iniziative così possono solo vivere con una forte partecipazione  ed è per questo che si invitano i cittadini di Anzio e di Nettuno a dare la propria adesione. Non esistono formalità e nemmeno il versamento di una quota sociale ma il semplice gesto di farne parte darà forza a chi vi lavora intensamente nella convinzione  che vale la pena continuare. Si invitano i genitori i cui figli ricevono, nel proprio istituto scolastico  gli insegnamenti di Apsaet,  a dare la propria adesione ad Atena. Si invitano gli operatori commerciali a sostenere  l’associazione. Si invitano, infine coloro che vogliono fare qualcosa per gli altri, senza coinvolgimenti politici,  ad aderire ad Atena. Per farlo è facile,  basta manifestare  la propria intenzione all’indirizzo: atena.assoculturale@gmail.com,  indicare  il proprio numero di telefono o l’email per essere ricontattati. Atena collabora con il Comitato di Lavinio per le attività sociali di comune interesse.

 

Aepyceros Melampus detto Impala è l’antilope che salta 10 metri in lunghezza

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di Angela Pensword

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L’impala vive nelle savane dell’Africa orientale e centro meridionale. A vederlo potrebbe sembrare un cerbiatto cresciuto, con alcune differenze strutturali, nel mantello e nelle dimensioni. È un mammifero di medie dimensioni. Il suo nome scientifico è Aepyceros Melampus. Può arrivare ai 2 metri in lunghezza, al garrese è alto poco meno di un metro e pesa circa 50 kg. È un animale sorprendente, per le proprie caratteristiche, come del resto lo è ogni animale per le proprie. L’impala è famoso per riuscire a fare dei salti di 10 metri in lunghezza e di 3 metri in altezza. In questo modo riescono a scappare dall’attacco dei predatori, disorientandoli in più con un andamento con parecchi cambi di direzione.  L’impala vive in branco, ed è un erbivoro. Ci sono due tipi di branchi. Il primo tipo può essere costituito da molte femmine con la prole, e dominato da un unico maschio che quando si avvicina un ulteriore maschio rivale difende le proprie femmine. Il secondo tipo di branco è formato dagli altri maschi adulti non dominanti, e dai giovani. Fortunatamente non è a rischio estinzione. Essendo molto diffuso è una delle prede dei ghepardi, dei leopardi, dei leoni, e di altri predatori tra cui il leone, la iena, ed il coccodrillo … (insomma, non ha vita facile). Altre notizie: la gestazione dura circa 7 mesi.  i maschi hanno delle lunga corna a spirale. Durante il periodo delle piogge, che corrisponde al periodo nel quale c’è abbondanza di cibo, si formano delle grandi mandrie, che possono arrivare ad essere formate  anche da centinaia di animali, che si spostano nella savana. L’impala è una delle tante specie appartenenti alla sottofamiglia dell’antilope.

(fonte Wikipedia e National Geographic) (foto Wikipedia commo

Impala (Aepyceros melampus) High action shot of impala jumping, 2 meters above ground. Okavango Delta, Botswana

 

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CHIUDERE IL CICLO ANZIO RIFIUTI

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Di Sergio Franchi COMITATO PER LAVINIO

Il comune di Anzio non ha una strategia sul problema dei rifiuti perché non ha un progetto per Anzio.

CHIUDERE IL CICLO

La  problematica che riguarda la gestione dei rifiuti, dalla loro produzione al loro smaltimento, è un argomento non procrastinabile i cui molteplici aspetti non possono essere risolti  con soluzioni disarticolate e spesso contraddittorie sia a livello nazionale sia locale. Le amministrazioni lungimiranti, capaci di costruire un  progetto complessivo e di lungo respiro per il proprio territorio,  preparano soluzioni  globali e strategiche che siano consone  con la loro visione di sviluppo. Ad Anzio, non esiste un progetto globale  sulla trattazione del problema rifiuti forse perché non esiste una  progetto di città e forse perché non esiste, tra chi la governa,  chi è capace di darsene uno e di   svilupparlo. Se questa è un’affermazione drastica sfido chiunque a spiegarmi quale è il “progetto Anzio”, a parte la solita,  scontata ed ormai  poco credibile  “vocazione turistica”,  con l’ostinazione di ampliare il porto e quale è, conseguentemente, il progetto della gestione rifiuti,  a parte una disastrata raccolta differenziata.  Tutto sembra avvenire in modo improvvisato, tutto sembra accadere per la responsabilità di qualcun altro. “Noi non decidiamo niente decide la Regione!”; questo è vero in teoria ma in pratica le centrali per la produzione di bio-metano si costruiscono più facilmente nei comuni i cui assessori vanno in conferenza dei servizi a dire che sono d’accordo con la loro realizzazione. E poi la Regione Lazio non è un  ente astratto composto da marziani ma è un organismo istituzionale in cui i comuni possono fare sentire la propria voce sia  in modo formale che  attraverso le rappresentanze politiche. Presso la Sesta Commissione del Consiglio Regionale Lazio è in discussione la redazione del nuovo Piano dei Rifiuti, documento essenziale per determinare il futuro del nostro territorio e la stessa programmabilità di centrali Biogas o di altre strutture per la gestione dei rifiuti. L’Assessore all’Ambiente Buschini ha presentato, nella riunione del 10 gennaio,  cinque bozze di delibere ed  una proposta di legge, invitando la commissione a dare il proprio contributo prima dell’approvazione in Giunta, in un’ottica di condivisione del percorso che porterà alla presentazione del nuovo Piano Rifiuti in Consiglio Regionale. Tra  i documenti presentati  in Commissione dall’Assessore vi è anche  una proposta di legge della Giunta di modifica alla legge regionale n. 27 del 1998 (Disciplina regionale della gestione dei rifiuti), di pochi articoli, che mira alla creazione di un ambito territoriale unico, con articolazione in bacini provinciali e locali, per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi, al fine di realizzare l’autosufficienza.  Le proposte sono state prese in esame e commentate  nella successiva riunione del 7 Febbraio in cui  si è discusso di localizzazione degli impianti, del futuro dei TMB e del tipo di ambiti da adottare,  elemento  decisamente  rilevante nella definizione dell’autonomia di gestione e della chiusura del ciclo rifiuti. Questo  è un argomento  molto significativo che  vede molto favorevoli i piccoli comuni e contraria Roma che, con la nuova Assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari,  lavora sodo affinché i comuni della Città Metropolitana diventino la pattumiera di una capitale ingovernabile ed ingovernata,  che rischia il collasso igienico-sanitario.  So per certo che è in atto, come prevedibile, un’azione di lobby da parte di alcuni comuni  per perorare cause a loro favorevoli. I giochi non sono fatti; si sta decidendo e quelli che stanno decidendo lo stanno  facendo ora. Che cosa sta facendo il Comune di Anzio? Che posizione sta assumendo? Ne sta assumendo una? La strategia che il Comitato per Lavinio ha proposto al Sindaco di Anzio e che il sindaco ha promesso di seguire è quella di sospendere l’iter realizzativo  della centrale della Spadellata per ragioni di cautela; sospensione da sciogliersi solo dopo l’esito rassicurante, se sarà rassicurante per la salute della gente,  da parte dell’Autorità sanitaria. Esito che sarà disponibile  dopo che lo studio epidemiologico di pannello sarà stato ultimato. A questa azione di tipo cautelativo deve essere accompagnata quella politica da parte di tutti i partiti presenti nel Consiglio Comunale di Anzio in difesa del territorio  con lo scopo di giungere alla definizione di ambiti chiusi ed autonomi che auspicabilmente  rendano superflua anche la realizzazione della centrale della Spadellata,  nel caso che la sua realizzazione sia confermata dopo il  parere sanitario. I cittadini si aspettano anche che tutte le azioni previste ed approvate della mozione condivisa del 10 febbraio vengano puntualmente poste in atto.  Per questo c’è da lavorare e lavorare duro in un’unica direzione, contro chi certamente non ha come obiettivo quello dello sviluppo di Anzio. E’ un’azione che deve vedere in moto una coalizione super partes  guidata dal Sindaco. Un’azione che i partiti ed i loro rappresentanti sono chiamati a condurre perché, oltre tutto, a questa battaglia è legata anche la loro sorte politica. Coloro che sognano una Anzio invasa dai rifiuti dei Romani  e da centrali che li smaltiscono o li trattano non avranno vita facile in qualsiasi competizione elettorale.  Il Consigliere  De Angelis l’ha capito  ed ha fatto significative dichiarazioni contro la realizzazione di impianti di trattamento rifiuti  alludendo a persone che possano essere interessate a richiamarne la realizzazione ad Anzio, che  non è un’accusa  da poco e che sfiora il reato penale.  Il Comitato per Lavinio sarà contro di loro a prescindere dal loro colore politico. Chi ha strumenti più potenti di quelli del Comitato per Lavinio, che non possiede agganci politici; chi  riesce a  spendere Senatori della Repubblica  con facilità,  li spenda ora e non ad Anzio,  ma nella Regione Lazio, perché è presso la Regione Lazio che si stanno fissando le regole del gioco; è presso la Regione Lazio che vengono prese le decisioni finali.

Sergio Franchi

Comitato per Lavinio.

Lettera al Presidente Zingaretti per il Piano Regionale rifiuti

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Di Angela Pensword

Molto bella la Lettera che il Comitato per Lavinio ha scritto al Presidente Nicola Zingaretti. Una Lettera chiara, diretta nei concetti e sulle problematiche, e rispettosa del ruolo che il Presidente Zingaretti ricopre. … … “Se è vero che in una democrazia occidentale vige il diritto di impresa è anche vero che, per materie così impattanti come la salute, l’economia e la tranquillità sociale dei cittadini, è lo Stato e, nel Lazio, è l’autorità da Lei rappresentata, che devono fissare norme chiare e certe atte a preservare prima i diritti delle Comunità e poi quelle dell’impresa”. …  “In una cittadina turistica come Anzio, … si vanno accumulando richieste per la realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti organici e di rifiuti speciali, … Conferenze di Servizi che tendono a considerare ciascuna richiesta quasi a prescindere dal contesto.” … Ecco, CONTESTO, questa è una parola con un significato profondo ed importante nella situazione che coinvolge Anzio con la realizzazione degli impianti.  Significa che farne una o tre non può non creare differenza. Sta a significare che non si può prescindere dalla valutazione globale e sommatoria di più fattori e realtà. Questo vale anche per la realizzazione di un solo impianto, dato che ogni territorio è una realtà complessa, per la considerazione di altri aspetti. Inoltre la Lettera fa specifico riferimento alla “accettabilità in proiezione futura”. Che significa? Significa che in base alla legislazione attuale in un Comune potrebbero essere approvate centrali e impianti di trattamento rifiuti “senza tenere conto del loro impatto futuro e cumulativo sul territorio” e “senza considerare la necessità di smaltire da parte del territorio interessato, e senza che l’amministrazione locale possa rifiutarne la realizzazione”. … A maggio 2016 il Comitato per Lavinio ha avuto un incontro presso l’Assessorato all’ambiente della Regione Lazio (organizzato dal pd locale con associazioni e una parte della opposizione locale in un attimo di sussulto di operatività al riguardo, poi nuovamente sopita dato che nonostante i solleciti da parte del Comitato per Lavinio per partecipare ad altri incontri non è stato possibile organizzarli). Da allora … “non siamo riusciti a conoscere l’evoluzione della normativa”. Il Comitato quindi  chiede di “conoscere che cosa è previsto dal Governo della Regione in merito alla gestione dei rifiuti ed alla impellente necessità di definire la distribuzione degli strumenti del loro trattamento e smaltimento in modo equilibrato e che ne concluda il ciclo in ambiti intercomunali appositamente costituiti”. Che cosa vuole dire? Che c’è bisogno di un Piano Regionale Rifiuti che metta delle norme chiare e definite nel trattamento e smaltimento, con la definizione di ambiti e sub-ambiti che scongiurino l’invasione di rifiuti dall’esterno e che chiuda quindi il ciclo dei rifiuti in ambito locale, e, perché no, che tale regolamentazione normalizzi anche le centrali biogas, considerandole a tutti gli effetti come impianti di trattamento rifiuti oltre che di produzione di energia, regolamentandole nel contesto. La lettera chiude con la richiesta da parte del Comitato per Lavinio della possibilità di un incontro con il Presidente Zingaretti.
Ora però bisogna aggiungere qualche cosa: pare infatti che il 22 febbraio sia l’ultimo giorno da parte dei Comuni per presentare osservazioni utili alla stesura del Piano regionale Rifiuti. Che cosa ha fatto Anzio? La maggioranza? L’opposizione? … Qua tutto tace. Non è dato sapere niente. … Speriamo, che almeno dalla Regione, provenga una risposta. …

 

Di seguito, il testo completo della Lettera:

 

COMITATO PER LAVINIO

Associazione Socio-Culturale                           Sede: Viale delle Margherite n 125, LAVINIO-ANZIO

Reg. n. 1287 del 1-3-2007                                   Email: comitatoperlavinio@hotmail.com

CF: 97449860580                                                                                     

Prot N. 171116

A: REGIONE LAZIO Attenzione del Presidente protocollo@regione.lazio.legalmail.it

INFO:      REGIONE LAZIO URP urp@regione.lazio.legalmail.it

”             REGIONE LAZIO governodelciclodeirifiuti@regione.lazio.legalmail.it

Oggetto: Richiesta di chiarimenti

Signor  Presidente,

Che il controllo del ciclo dei rifiuti sia un problema per tutte le Amministrazioni che gestiscono il territorio è un fatto da tutti condiviso; che esso debba diventare un fenomeno incontrollato e quindi foriero di contrasti e di dissenso è una scelta degli amministratori. Direttive europee e leggi nazionali sono sempre più dirette ad influenzare i due aspetti fondamentali del processo  e cioè la riduzione e la separazione, indispensabile per il riciclo. Ma questi sono interventi lunghi e difficili  che con troppa lentezza potranno avere una ricaduta effettiva sul territorio e sui cittadini: quei cittadini che, nella nostra Regione, si trovano a contrastare in  molti luoghi e con modalità diverse lo straripare dei rifiuti prodotti dalla capitale. Le prese di posizione di molti gruppi organizzati, in ambito regionale, spesso supportate dalle amministrazioni locali, si riferiscono alla realizzazione di impianti e di strutture che vengono proposte spesso da minuscole società a responsabilità limitata e che hanno come unico obiettivo il guadagno, che cercano di raggiungere con ogni mezzo lecito e qualche volta illecito. Nel contesto così sensibile del trattamento dei rifiuti il guadagno non può essere l’unica motivazione che muove il sistema. Se è vero che in una democrazia occidentale vige il diritto d’impresa è anche vero che, per materie così impattanti la salute, l’economia e la tranquillità sociale dei cittadini, è lo Stato e, nel Lazio, è l’Autorità da Lei rappresentata,  che devono  fissare norme chiare e certe atte a preservare prima i diritti delle Comunità e poi quelli  dell’impresa. In una cittadina a vocazione turistica come Anzio, in cui la nostra associazione opera da molti anni,  si vanno accumulando richieste per la realizzazione  di impianti  per la trasformazione di rifiuti organici e per il trattamento di rifiuti speciali e ciò sta avvenendo attraverso Conferenze di Servizi che tendono a considerare ciascuna richiesta quasi a  prescindere dal contesto. Consessi che  limitano la propria analisi a fattori tecnico-urbanistici spesso disgiunti da quelli sanitari e senza  analisi epidemiologiche del territorio che ne verifichino l’accettabilità in proiezione futura. Insomma, in base alla legislazione regionale esistente, in una zona industriale di un piccolo comune,  potrebbero essere approvate centrali ed impianti di trattamento rifiuti senza tener conto del loro impatto futuro e cumulativo sul territorio, senza considerare le necessità di smaltire da parte del  territorio interessato e senza che l’amministrazione locale possa rifiutarne la realizzazione.  “Not in my yard”non è un principio condivisibile ma è ancora meno condivisibile che nel mio cortile vengano gettati i rifiuti del vicinato. Abbiamo di recente avuto un incontro presso l’Ufficio del Signor Buschini ma non siamo riusciti a conoscere l’evoluzione della normativa che regolerà nell’immediato  futuro questo vitale aspetto della vita sociale della nostra Regione. Chiediamo di conoscere che cosa è previsto dal  Governo della Regione in merito alla gestione dei rifiuti ed alla impellente necessità di definire la  distribuzione degli strumenti del loro   trattamento e smaltimento in modo  equilibrato e che ne conchiuda il ciclo in ambiti intercomunali appositamente costituiti. Riteniamo che la Sua Amministrazione debba prendere una posizione chiara nell’esprimere un principio di equità che rassicuri la amministrazioni comunali e le coinvolga in modo costruttivo nella gestione del problema. Ben venga la costituzione degli ambiti intercomunali in cui chi produce i rifiuti venga chiamato a ridurne la produzione, a trattarli ed a smaltirli in modo autonomo. Conoscendo la Sua disponibilità siamo certi che vorrà replicare a questa nostra richiesta auspicando anche  che sia disponibile per un incontro.

Con i saluti della nostra Associazione.

Anzio 3-2-2017                                                                           (Dr. Sergio Franchi)

sergiofranchi@hotmail.com

 

PROVE DI CAMPAGNA ELETTORALE IN COMMISSIONE AMBIENTE

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Il Presidente Geracitano abbandona la riunione di Commissione che non ha prodotto niente

Di Sergio Franchi

Che cosa è una commissione  consiliare  permanente, secondo il regolamento Comunale del Comune di Anzio?: E’ un istituto necessario per un più incisivo svolgimento delle funzioni di indirizzo e per una più approfondita e specifica trattazione delle materie del Consiglio Comunale. Essa è presieduta da un Consigliere eletto alla carica di presidente che relaziona  al Consiglio Comunale. Quindi la Commissione Ambiente è un organo istituzionale di tipo “legislativo” e non “esecutivo” che, in soldoni, vuol dire che non è l’Assessore che deve presiederla ma il suo Presidente che è un componente  del parlamentino municipale e cioè del Consiglio Comunale. Quello che è successo il 2 febbraio nel minuscolo ufficio dell’Assessore Placidi è stata la  riunione di una commissione ambiente che nemmeno nella Repubblica  delle Banane  riuscirebbero ad organizzarne una simile. Ricostruiamo i fatti di un evento che se non fosse caotico e negativo sarebbe certamente comico. E’ convocata la Commissione Ambiente del Comune di Anzio per discutere in merito alla proposta della Ditta Eco-Transport di Anzio di realizzare un impianto destinato a separare  rifiuti non convenzionali  per il  loro successivo smaltimento presso punti di raccolta specializzati. Quindi ci si aspetterebbe di ascoltare interventi da parte del Dirigente del Servizio, dei Consiglieri e, se chiamati, di  tecnici del settore o dei  rappresentanti del richiedente. Ci si aspetterebbe. In un Comune in cui a prevalere non fosse  la prevaricazione ed il pressappochismo generalizzato. La riunione non viene tenuta in una sala di Villa Sarsina o in altro ambiente idoneo ad accogliere la piccola folla che  le polemiche dei giorni precedenti avevano ampiamente annunciata. Quindi non un tavolo di lavoro con i rappresentanti dei cittadini ad osservare l’attività della Commissione ma una piccola bolgia infernale in cui l’Assessore e non il Presidente della Commissione ha tentato di dominare la scena. Un caos totale con cittadini infuriati che inveivano contro l’Amministrazione Comunale come se fosse in approvazione la costruzione di una centrale nucleare. Un ridicolo scontro fra protagonismi  contrapposti che certamente non produce niente per quei  cittadini che alcuni dei personaggi che partecipavano alla gazzarra pretendono di rappresentare. Non si comprende perché l’Assessore all’Ambiente abbia  preteso che la commissione si riunisse nella sua stanza, non si comprende perché abbia, di fatto, deciso di presiederla il luogo del Presidente Geracitano che, sentendosi del tutto inutile, ha preferito lasciare  la scena all’assessore più fotografato del Comune di Anzio. L’ho sentito telefonicamente e gli ho ricordato che un “imprenditore prestato alla politica”, come egli si definisce,  non può tollerare che cose del genere accadano nella Commissione che egli presiede e gli ho chiesto di conoscere il testo del  verbale redatto in occasione della riunione. “Nessun testo, la Commissione non ha deciso niente perché è stata convocata una riunione di commissione ma poi è diventata una caciara inutile, tanto è vero che io me ne sono andato”. Le riunioni fra cittadini e politica sono sempre una buona cosa,  sono  sintomo della democrazia partecipata e sono sempre auspicabili ma,  mentre alle stesse non si chiede necessariamente una sintesi, da una riunione di commissione fatta in preparazione di una Conferenza di  Servizi, in cui il Comune deve partecipare ed esprimersi formalmente, si esige una netta posizione, una decisione  magari condivisa fra le parti politiche. Come non ricordare che la famosa mozione condivisa contro le Biogas è proprio scaturita durante il lavoro della Commissione Ambiente.  Perché alla fine, oltre allo show dei vari partecipanti, prove di una campagna elettorale ancora lontana, la Commissione non ha prodotto nulla e se qualcuno in buona fede vi ha partecipato aspettandosi un confronto ed una decisione può ringraziare il o la capopopolo che ha voluto trasformare un avvenimento istituzionale in un’inutile caciara. Ad una torta del genere non poteva mancare una succulenta ciliegina: la partecipazione di una senatrice della Repubblica che viene da Rimini e che è venuta fino ad Anzio per dichiararsi  contro la realizzazione del deposito proposto dalla ditta Eco-Transport. Per fortuna a dare un pizzico di logica a questa inutile quanto stupida interferenza ha provveduto quel ragazzotto del Consigliere Maranesi che ha fatto comprendere quanto fosse poco gradita la  presenza della Senatrice Fattori nell’Ufficio dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Anzio.  Inutile per la Commissione, inappropriata per la circostanza,  ma elemento politicamente apprezzabile per chi, dichiarando guerra alle Biogas senza intenti di partito,   sogna di fare carriera politica e lo fa utilizzando i mezzi che la setta di cui fa parte rende disponibile,  inclusa la  partecipazione di una Senatrice in un dibattito interno ad un’Amministrazione Comunale. Una signora simpatica  e dalle sembianze  gradevoli che ha perso  una buona occasione per starsene in Parlamento magari per  dare qualche ragione a chi l’ha votata.

Sergio Franchi

Società bullismo e cyberbullismo

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Dalla trasmissione radiofonica AD OCCHI APERTI puntata 2 del 14 febbraio condotta da Angela Pensword su SOCIAL WEB RADIO con la partecipazione del sociologo e blogger Luca Scialò.

Di angela Penword

Società, bullismo e cyberbullismo

Che cosa è il bullismo? … molto in breve …  

Il bullismo è un fenomeno sociale negativo. Consiste in un comportamento violento, intenzionale, ripetuto nel tempo, compiuto da una o più persone, identificati come bullo o bulli, contro una o più persone considerate più deboli, identificate come vittima o vittime. Le azioni negative e vessatorie possono consistere in aggressioni fisiche (botte, graffi, spinte) verbali (offese, parolacce e insulti, diffamazioni e derisione) , o psicologiche (quindi le precedenti, ma anche l’esclusione dal gruppo). Ciò porta notevoli danni su chi subisce questo comportamento, perché va ad agire non solo sulla sicurezza fisica, ma anche sulla sicurezza psicologica dell’individuo. mettendo in dubbio il “concetto di sé” e la “stima di sé”. Purtroppo, vi sono stati casi in cui chi è oggetto di bullismo, per la disperazione, non vedendo via di uscita, arriva a pensare al suicidio, o a soluzioni estreme. Ascoltare i ragazzi ed accorgersi per tempo a livello scolastico di tali situazioni è fondamentale per portare in tempo l’aiuto necessario. Nell”azione di bullismo ci sono più attori che fanno parte della scena: il bullo, i complici (branco), gli spettatori (indifferenti), e le vittime. Ma il bullismo può essere attuato anche da una sola persona nei confronti di un’altra, cioè, nel bullismo può esistere anche un rapporto a due soggetti. Il termine bullismo fa riferimento specificatamente all’ambiente scolastico ed all’età giovanile. Avvenendo principalmente in ambienti scolastici la scuola, anche per la sua funzione di educatrice, può rivestire un ruolo fondamentale nella prevenzione e per arginare tale fenomeno, sia a livello di educatore, e sia a livello di controllo. Quando lo stesso comportamento o simile, ripetuto nel tempo e vessatorio, avviene in un altro contesto per età e luogo, vengono utilizzati altri termini. Si parlerà di moobing in ambito lavorativo, e di nonnismo nell’ambito delle Forze Armate. Quando queste azioni avvengono attraverso gli spazi cibernetici (quindi web: posta elettronica, social network, chat, blog, forum),  si parlerà di cyberbullismo. Nel cyberbullismo non si ha il contatto fisico, ma le azioni, la diffamazione, o la divulgazione di informazione o materiale o video che reca danno alla persona viaggiano sul web. Si tratta, oltre che di una volontà nel recare danno, spesso anche in un semplice atto di superficialità e di cattiva gestione ed uso improprio dei mezzi informatici. Anche in questo caso è importante non solo l’educazione a rispetto per il prossimo, ma anche una buona educazione sull’utilizzo di internet. Al riguardo sono diversi anni che la Polizia Postale porta avanti un progetto che si muove in tale senso, e su richiesta tiene dei convegni all’interno alle scuole. Il bullismo ed il cyberbullismo sono un fenomeno sociale in crescita, e per gli psicologi si tratta di una vera e propria emergenza. Fortunatamente vi è una sempre maggiore sensibilità su tale argomento. E’ molto importane intervenire per tempo perché il bullismo ha delle conseguenze devastanti per chi lo subisce. Un recente studio ha dimostrato che i bambini che sono stati oggetto di bullismo sono più a rischio in età adulta di sviluppare PSICOSI, DEPRESSIONE, E DIPENDENZE.

Per approfondimento dell’argomento, sullo studio condotto dal gruppo di ricerca finlandese, sui campanelli di allarme, sull’importanza della scuola, segnalo l’interessante intervista a Luca Scialò racchiusa nel
podcast AD OCCHI APERTI puntata 2 bullismo e cyberbullismo su SOCIAL WEB RADIO

Si ringrazia il sociologo e Blogger Luca Scialò per la disponibilità e per la partecipazione.
lucascialo.altervista.org
https://turistaperscelta.blogspot.it/